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Discussione: Esposito, Dario - Oltre le Sbarre (romanzo autobiografico)

  1. #1

    Smile Esposito, Dario - Oltre le Sbarre (romanzo autobiografico)

    Un saluto a tutti! Vi propongo un libro che amo, un romanzo autobiografico che racconta la vita dentro e fuori il carcere fra maschere e realtà, coraggio e paura, luce ed ombra.


    Mi chiamo Dario e sono l’autore di “ Oltre le Sbarre- Le carceri italiane viste da un giovane agente penitenziario”.
    Le pagine alternano attimi di adrenalina e momenti intimisti, il lettore viene accompagnato al di là delle grate. Può finalmente vedere. Senza filtri e barriere. Non è un inno alla divisa o un invito ad indossare anfibi e mimetica. E’ la riscoperta dell’uomo, delle sue storture e grandezze.
    I contrasti, la ricerca, temi centrali del libro. Ricerca di cosa? Di un equilibrio mai vissuto appieno , del desiderio di potersi sentir uomo al di là del pregiudizio. Questo e molto altro fra riflessioni ed azioni frenetiche, rincorrere un evaso e sognare un amore, guardare un cielo stellato e sedare una rissa.
    Un flusso di emozioni e vita, senza soluzione di continuità.



    Dove trovare il libro:

    sul sito mondadori store
    su amazon
    sul sito feltrinelli
    nelle migliori librerie.


    Ogni opinione è un dono, fra quelle ricevute una mi è particolarmente cara. Permettetemi di condividerla con voi.

    <<...Alla fine questo "Oltre le sbarre"...tra vertigini e paracadute...è un libro sulla speranza dove al centro di tutto c'è l'uomo, le sue sfumature, i suoi errori, il suo coraggio, le sue responsabilità. L'essere e il dover essere. Senza eroi e senza effetti speciali. Solo un po' di verità. E per questo lo consiglio.>>
    Francesco Lo Piccolo (Huffington Post)


    Sono qui, pronto al confronto per domande e curiosità.
    Ultima modifica di GermanoDalcielo; 12-21-2015 alle 03:39 PM.

  2. #2
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    Predefinito

    Ciao Dario.

    Della Polizia Penitenziaria – oggi si chiama così – la gente sa quel poco e niente che arriva attraverso film che adoperano ridicoli stereotipi, buoni o cattivi che siano.
    Non si parla invece dell’elevatissimo tasso di suicidi che c’è tra i tuoi colleghi a causa di condizioni di lavoro allucinanti.
    Essere alla Forestale deve essere tutta un’altra cosa.
    Se non altro per questo, il tuo libro deve essere interessante.

    A volte in autostrada vedo i vostri Iveco Daily che sembrano avere un milione di chilometri: ma non rimangono mai per strada?

    Dai, raccontaci qualcosa te del tuo libro e vedrai che magari una chiacchierata viene fuori.

    In bocca al lupo!

  3. #3

    Predefinito

    Ciao Carcarlo,

    che dire? Un grazie, immediato e sentito, per il tuo interesse.
    Mi preme trasmettere un messaggio: il libro vive e poggia su temi scottanti.
    Attualissimi e di forte impatto sociale.

    Forse per questo, piu' che per la mia fama personale, il Venerdi' di Repubblica e Panorama mi hanno dedicato alcuni articoli.

    E' un libro dedicato agli addetti ai lavori? No. Intendo il romanzo come una chiave, il lettore che ama informarsi puo' decidere di aprire porte rimaste chiuse per troppo tempo. E' uno strumento in mano al cittadino, sta qui la scelta di conoscere o rimanere legato al famoso " si dice".

    Un elemento importante: si parla pur sempre di un romanzo non di un saggio. Avere il piacere di leggere, ecco cosa intendo.
    Senza pesantezza, parole arcaiche, tecnicismi per pochi eletti. Il lettore deve pur sempre rimanere soddisfatto del suo acquisto!

    Mi riservo di risponderti in un altro messaggio, la tua curiosita' merita del tempo che oggi non posso concedermi.
    Ultima modifica di Dario84; 12-31-2015 alle 11:23 AM.

  4. #4

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Carcarlo Vedi messaggio
    Ciao Dario.

    Della Polizia Penitenziaria – oggi si chiama così – la gente sa quel poco e niente che arriva attraverso film che adoperano ridicoli stereotipi, buoni o cattivi che siano.
    Non si parla invece dell’elevatissimo tasso di suicidi che c’è tra i tuoi colleghi a causa di condizioni di lavoro allucinanti.
    Essere alla Forestale deve essere tutta un’altra cosa.
    Se non altro per questo, il tuo libro deve essere interessante.

    A volte in autostrada vedo i vostri Iveco Daily che sembrano avere un milione di chilometri: ma non rimangono mai per strada?

    Dai, raccontaci qualcosa te del tuo libro e vedrai che magari una chiacchierata viene fuori.

    In bocca al lupo!
    Non entrerò troppo nello specifico, citerò alcuni capitoli. Il Coraggio della Paura Atto I, Atto II, Carcerite, Il Battesimo del Fuoco, L'evasione...
    E poi pagine che toccano fatti di cronaca locale e nazionale.
    Sono vago lo ammetto. Sai il perché? Non è un libro settoriale, con intenti corporativisti. Lo scopo è mettere in evidenza alcuni contrasti: Dentro-Fuori, Coraggio-Paura, Bene-Male... Questi temi sono vissuti con i miei occhi ma, son certo, riguardano l'uomo e non una categoria lavorativa.

    Viviamo sotto delle maschere ammettiamolo pure! Ciascuno, suo malgrado, è vittima del pregiudizio. Alzi la mano chi può affermare di esser sempre stato visto per quel che è. Ecco, ci avviciniamo a quel che vorrei far capire. Il libro ha un'ambizione: far emergere il grido dell'animo umano, l'angoscia dell'emarginazione, l'impossibilità di separare il bene dal male come se si dovessero tagliare fette di torta.

    Per questo amo dire che il romanzo strizza l'occhio ad un lettore privilegiato. Non uno qualunque. Quello dotato di sensibilità.

    Riflessioni e pieghe della vita, fra le righe vivono gioie e dolori del ragazzo Dario Esposito e del poliziotto penitenziario. Divento involontario prestanome di bisogni, speranze, richieste che riguardano tutti noi. Il fatto che io sia, fra i capitoli, protagonista o comparsa di episodi finiti agli onori delle cronache non mi rende speciale. Mi obbliga ad una scelta: quella di raccontare.

  5. #5
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    Citazione Originariamente scritto da Dario84 Vedi messaggio
    Ciao Carcarlo,

    che dire? Un grazie, immediato e sentito, per il tuo interesse.
    Mi preme trasmettere un messaggio: il libro vive e poggia su temi scottanti.
    Attualissimi e di forte impatto sociale.

    Forse per questo, piu' che per la mia fama personale, il Venerdi' di Repubblica e Panorama mi hanno dedicato alcuni articoli.

    E' un libro dedicato agli addetti ai lavori? No. Intendo il romanzo come una chiave, il lettore che ama informarsi puo' decidere di aprire porte rimaste chiuse per troppo tempo. E' uno strumento in mano al cittadino, sta qui la scelta di conoscere o rimanere legato al famoso " si dice".

    Un elemento importante: si parla pur sempre di un romanzo non di un saggio. Avere il piacere di leggere, ecco cosa intendo.
    Senza pesantezza, parole arcaiche, tecnicismi per pochi eletti. Il lettore deve pur sempre rimanere soddisfatto del suo acquisto!

    Mi riservo di risponderti in un altro messaggio, la tua curiosita' merita del tempo che oggi non posso concedermi.
    Interessante! lo metto in lista acquisti e ne parlerò con un tuo " collega", mio cognato.

  6. #6
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    Predefinito

    Finito dieci minuti fa.

    La trama.
    Dario è un giovanissimo agente penitenziario che viene destinato a Verona, Chiavari, Genova, Pavia e infine, Vibo Valentia, e durante questo periplo compie il suo percorso professionale tra carceri, correzionali minorili e università, dove cerca di approfondire le proprie conoscenze e fare amicizie.
    Gli argomenti più ricorrenti sono la vita in carcere, la vita degli agenti penitenziari, il suo ambientarsi fuori casa, il disagio nei confronti dei pregiudizi di gente e giornali.

    Lo stile
    E’ ben scritto e non è un polpettone, perciò anche se è un argomento poco comune, non stanca.
    Avevo paura che fosse scritto in stile blues metropolitano, e invece no (grazie Dario!)

    Mi è piaciuto
    L’originalità dell’argomento e il fatto che questo romanzo di formazione riguardi una figura così carica di responsabilità come quella di un agente penitenziario.

    Mi ricordava...
    A volte mi ricordava Dino Buzzati: visto che è un romanzo, ti aspetti che succeda chissà cosa…e invece alla fine non succede nulla, o quasi.
    Ma nel carcere regna per lo più il silenzio, perciò è giusto che sia così.

    Vorrei…
    Avrei voluto uno stile un po’ più neutro, più romanzo scarno, con meno riflessioni; tanto quelle o le fa il lettore o è inutile farle al posto suo.
    Un po’ più Primo Levi.
    Credo che avrebbe reso ancor di più l’idea della solitudine che l’autore vuole trasmettere.

    Complessivamente
    Mi è piaciuto e lo consiglio perché apre una finestra su un mondo sconosciuto ai più (e già di per sé lo rende interessante), parla del mondo del lavoro (argomento bandito in un mondo di farfalloni), e il protagonista, pur con tutti i suoi dubbi non è un frignone, bensì uno che si dà da fare, è diventato grande subito e – giustamente – non capisce perché non gliene freghi nulla a nessuno.
    Personalmente spero che continui a porsi questa domanda, perché in genere quando uno non se la pone più diventa un cinico, e se c’ha la divisa addosso non è divertente.
    Complimenti, e non solo per il libro.

    Se all'Autore interessa, si potrebbe intavolare una discussione sull'argomento.
    Ultima modifica di Carcarlo; 02-02-2016 alle 08:19 AM.

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