TRAMA

Sandro è la storia delicata e surreale di un amico immaginario che non se ne vuole andare. Resiste imperterrito a tutti i momenti della crescita e con i suoi abbracci dolci e soffocanti si intromette in tutti quegli eventi che portano il protagonista dall’infanzia all’età adulta. Crescere senza perdere la magia e la spontaneità che contraddistingueva i giochi e i sogni di quando si era bambini, oppure dimenticarsi di una parte di sé. Conservare proprio quella parte che si trasformava in un compagno di avventure perfetto ogni volta che se ne sentiva il bisogno o abbandonarla per perseguire quegli obbiettivi consoni alla maturità.
Alice Socal prende per mano il lettore e lo porta tra ricordi in bicromia e sogni che non si distinguono dalla realtà, con un segno morbido e sfumato.


COMMENTO
Non so bene cosa mi aspettassi da questa graphic novel. Come mi è già capitato di dire, non sono per nulla esperta di fumetti, ho cominciato a leggerne qualcuno solamente quest'anno, dunque il mio approccio non è mai molto sistematico, non conosco autori né tematiche, semplicemente ogni tanto ascolto i consigli di un collega appassionato oppure mi butto, mi lascio ispirare da copertine e quarte di copertina e prendo in prestito qualcosa. Così è successo con questo "Sandro", ho visto sull'espositore questa immagine di copertina che mi è parsa di una tenerezza infinita e mi sono lasciata attrarre.
Ecco, non avrei potuto sbagliarmi maggiormente.
Non posso dire che questa graphic non mi sia piaciuta, perché non sarebbe per nulla vero, ma nel momento in cui ho creduto di imbattermi in qualcosa di tenero ho fatto un errore molto grosso. Non c'è niente di tenero in "Sandro": gli abbracci di un amico immaginario si trasformano in strette ineludibili e soffocanti, pesantissime, insopportabili. I ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza perdono ogni dolcezza e malinconia per traformarsi in grumi di umiliazione e dolore impossibile da scacciare, neanche a distanza di anni.
A tutto ciò si deve aggiungere un tocco di surreale ed onirico che assume tutte le tinte di un incubo, e questo fumetto si trasforma in qualcosa di estremamente inquietante e perturbante. È una spirale che trascina il lettore attraverso i momenti più insospettabilmente dolorosi della vita di ogni essere umano, nelle sue insoddisfazioni, nelle speranze deluse, nelle ambizioni abbandonate. La cosa bella di questo fumetto - e al tempo stesso la cosa che mi ha inquietato di più - è che racconta tutto questo con grande semplicità: le prime pagine sono estremamente tranquille, il normale susseguirsi della vita e dei ricordi di un ragazzo come tanti, alle scuole elementari e poi fino ai suoi sedici anni, ed effettivamente non succede mai nulla di terribile. Semplicemente, molto lentamente un dolore immenso emerge dai ricordi goffi e soffocanti di una persona come tante, un ragazzo insicuro come lo sono molti a sedici anni. Sandro non ha un terribile passato alle spalle, eppure ad un certo momento si ritrova a vivere una realtà paradossale, soffocante e vuota al tempo stesso, una realtà alienata e corrosa da un macigno nero che impedisce di respirare. E forse perché mi trovo anche io sulla soglia di un compleanno, forse perché questi giorni si stanno riempiendo di piccoli dolori insignificanti ma che mi rendono difficile respirare, forse perché conosco fin troppo bene quella sensazione di conforto che si trasforma in pesantezza e prigione, ma questa lettura mi ha turbata oltre ogni aspettativa. E dovrebbe essere una cosa buona, perché quando leggi qualcosa e questo qualcosa ti riesce a strapazzare così tanto significa che è una lettura potente e significativa, ma in questi giorni sono egoista e avrei preferito proteggermi un pochino.