Quarta di copertina:
Lunghi filari di viti si adagiano sui morbidi pendii di Borgofranco. Da due secoli la famiglia Brugliani è proprietaria di quell'antico borgo e di quelle vigne, curate con pazienza per trarne vini pregiati e inimitabili. A trentacinque anni, Angelica è l'erede della tradizione e del patrimonio famigliare. Madre, moglie, imprenditrice di successo: tutto sembra perfetto nella sua vita. Solo lei sa che dietro quella facciata si nasconde una zona d'ombra, fatta di menzogne – quelle del marito – e di sogni infranti. Una sera, mentre è in sella alla sua moto, l'amarezza e i pensieri pesanti prendono il sopravvento e Angelica, in preda al pianto, non si accorge che l'auto di fronte a lei sta frenando. L'urto è molto violento, ma per fortuna privo di conseguenze gravi, sia per lei sia per il conducente dell'automobile, Tancredi D'Azaro. Angelica non sa ancora che quel nome è sinonimo di alta cucina in tutto il mondo. Ed entrambi ignorano che, dopo quell'incontro fugace, il destino tornerà a intrecciare le loro strade, suscitando la tentazione di un nuovo inizio. Magari da vivere insieme, chissà: starà a loro scegliere, facendo i conti con il peso del passato e le responsabilità del presente, con il desiderio di cambiare e quell'istinto passionale che li anima. Perché la vita è fatta di sogni in cui perdersi e scelte in cui ritrovarsi, incontri che ci cambiano e passioni che ci riportano sulla strada di casa. La vigna di Angelica è la storia avvincente di una famiglia e di una tradizione millenaria, il ritratto di una protagonista affascinante in cui rivivono le tante donne produttrici di vino del nostro Paese, intraprendenti e coraggiose.

E' l'ultimo romanzo della Casati Modignani, pubblicato nel 2015. Premetto che si tratta di un'autrice che mi piace molto e della quale sto leggendo molto.
Detto ciò, non so... quest'ultima opera non mi ha convinto fino in fondo. Per carità, è un bel libro, ma manca qualcosa, sembra più che altro la sintesi della prosa della Modignani: c'è la famiglia, ci sono le donne, le passioni, gli amori, i flash-back così utili a capire la storia dei protagonisti, ma questo libro non brilla di luce propria.
Lodevole l'iniziativa di parlare delle "Donne del vino", una realtà troppo poco conosciuta, ma molto attiva e vitale nel nostro Paese. Tuttavia, ci sono dei bugs narrativi, anche nella storia tra Tancredi ed Angelica che a mio parere è troppo poco approfondita. In un punto del libro ho proprio avuto l'impressione che Tancredi fosse rispuntato dal nulla, piombando prepotentemente nella vita della protagonista... non so...
Bello, ma mi è piaciuto meno di altri!
Voto: 3/5.