L’autore
Dante Giacosa nasce a primi del 900, si laurea in ingegneria meccanica, entra in SPA (società del Gruppo FIAT), e poi nella FIAT stessa, dove fa carriera come responsabile di innumerevoli e indimenticabili progetti come la 508 Topolino, 508 Nuova Balilla, Nuova 500, 1500, A112, 124, 125, 126, 127, 128, 130…
Dante Giacosa va ricordato perché è stato una delle grandi figure dell’Industria Italiana, da tanti anni ormai, popolata per lo più da sciacalli che invece di costruire, spolpano tutto.

Argomento
Il libro tratta dei motori endotermici, che sono quelli che sviluppano il calore, perciò l’energia necessaria a generare movimento, all’interno del motore stesso. Esempi di motori endotermici sono in motore a Ciclo Otto (benzina), Diesel (gasolio), Wankel (rotativo), a reazione, eccetera. Il motore a vapore invece, è un tipo di motore esotermico perché il calore viene generato in caldaia, cioè al di fuori del motore stesso.
Il libro è diviso in diverse parti.
Parte prima: introduzione, richiami di termodinamica, cicli teorici, cicli reali, i combustibili, l’inquinamento, calcolo di potenza e rendimento, il sistema di raffreddamento e lubrificazione, e fattori che determinano le prestazioni.
Parte seconda: tratta della trasformazione dell’energia termica in cinetica, perciò del pistone, del sistema biella-manovella, dell’equilibramento dell’albero a gomiti, delle vibrazioni innescate dalle forze di primo e secondo ordine e l’importanza del volano, la distribuzione (argomento affascinante) e il sistema valvolare.
Parte terza: qui si entra in pieno nel motore a ciclo Otto, perciò si parla della candela, della fiamma, della carburazione e iniezione, dell’accensione e degli organi ausiliari tipici di questi motori. Mi raccomando, non chiamiamolo motore a scoppio perché è una bestemmia: nel motore a benzina, la benzina brucia velocemente, ma non scoppia, altrimenti il rendimento sarebbe bassissimo, si rovinerebbero i cuscinetti di banco e biella… Il motore a benzina è un motore a combustione interna, NON a scoppio!
Parte quarta: analisi dei motori con accensione per compressione, perciò i Diesel, con ottimo approfondimento sul sistema di iniezione e sovralimentazione
Parte Quinta: introduzione ai motori rotativi come il Wankel, la turbina a gas, il turboreattore e il turboelica.
Appendice: i banchi prova.

Commento
E’ un libro estremamente chiaro, lineare e ben scritto, che può essere letto a qualsiasi età, da persone con e senza istruzione tecnico scientifica, ovviamente, a seconda dei casi, se ne comprenderanno più o meno parti.
Io l’ho conosciuto in terza liceo. Avevo una prof. di matematica e fisica che chiamavamo La Capra in spregio all’animale, e che avrebbe portato chiunque all’abuso di droghe pesanti. Io mi limitavo a evadere disegnando sezioni di motori e testate, la mia passione adolescenziale. Un giorno si ammalò e venne un supplente, che notò la mia disattenzione ma apprezzò i disegni, perciò mi prestò la sua copia di Motori Endotermici affinchè migliorassi. Mi si aprii il mondo e capii che la meccanica era veramente la mia passione e che pur di farcela, mi sarei messo a studiare tutti quei ghirigori che La Capra ci aveva fatto odiare, perché essenziali a capire. Fu allora che a casa ripresi il libro di algebra di 1 superiore e partii da capo, mi ristudiai le equazioni, i limiti, le derivate…. E finii a ingegneria.
E’ un libro a cui devo tanto, perché è un libro che mi ha insegnato, mi ha fatto capire cose, mi ha fatto innamorare, cosa che con un libro capita di rado.
E’ un libro che ogni perito o ingegnere meccanico deve avere nella propria biblioteca, ma anche un must per appassionati.
E’ anche un ottimo regali per tutti quei ragazzi e ragazze che a 16 anni tentennano: un libro che li fa innamorare, potrebbe anche farli decidere!

Note
Io possiedo la XIV edizione stampata nel 1986.
Ad oggi siamo arrivati alla XV, segno che in 30 anni le modifiche sono state fatte col contagocce, e considerato quanto siano cambiati i motori (common rail, iniezione diretta nei benzina, efficienza dei piccoli diesel, impatto ambientale, vetture ibride…) è proprio un peccato.