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 Quando ci batteva forte il cuore

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Discussione: Zecchi, Stefano - Quando ci batteva forte il cuore

  1. #1
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    Predefinito Zecchi, Stefano - Quando ci batteva forte il cuore

    Quarta di copertina:
    POLA 1945. LA STORIA È CRUDELE CON GLI ITALIANI DELL'ISTRIA, DELLA DALMAZIA E DI FIUME: SE NEL MONDO SI FESTEGGIA LA PACE, QUI LE LORO SOFFERENZE NON HANNO TREGUA. IL DRAMMA DELLA GENTE DI POLA SCONVOLGE LA FAMIGLIA DEL PICCOLO SERGIO, COSTRETTA A SUBIRE UMILIAZIONI E SOPRUSI DA PARTE DEI NUOVI OCCUPANTI SLAVI. LA MAMMA DI SERGIO, NIVES, MAESTRA DI SCUOLA ELEMENTARE, SI BATTE CON GRANDE CORAGGIO NELLA DIFESA DEI CONFINI DELLA PATRIA: COLTA, AUTOREVOLE, FIERA, RACCOGLIE INTORNO A SÉ I PROPRI CONCITTADINI CHE NON INTENDONO CHINARE LA TESTA DI FRONTE ALLE DECISIONI DEI VINCITORI. ANCHE SERGIO NUTRE PER LA MADRE UNA VERA AMMIRAZIONE. HA SEI ANNI, È CRESCIUTO CON LEI, HA VISTO IL PADRE PER LA PRIMA VOLTA SOLTANTO AL SUO RITORNO DALLA GUERRA. PER LUI PROVA SOGGEZIONE, QUASI DIFFIDENZA. INTANTO L'ANNESSIONE DELL'ITALIA ORIENTALE ALLA JUGOSLAVIA TRAVOLGE L'ESISTENZA DEGLI ISTRIANI. NELLA FAMIGLIA DI SERGIO È TEMPO DI DECISIONI GRAVI. FLAVIO E SERGIO, PADRE E FIGLIO, IMPARERANNO A CONOSCERSI, SUGGELLANDO UN'AFFETTUOSA DOLCISSIMA ALLEANZA, CHE LI AIUTERÀ, DOPO IMPREVEDIBILI AVVENTURE E GRANDI SOFFERENZE, A COSTRUIRE UNA NUOVA VITA INSIEME. NELLE PAGINE DI QUESTO ROMANZO, LA RIGOROSA RICOSTRUZIONE DI UN PERIODO TERRIBILE E ANCORA POCO CONOSCIUTO DEL NOVECENTO SI ACCOMPAGNA A UNA STORIA INTIMA, DELICATA, TOCCANTE. STEFANO ZECCHI DÀ VITA A UN AFFRESCO IMPORTANTE, CHE ILLUMINA IL DRAMMA DI UN POPOLO E INSIEME RACCONTA TUTTA L'EMOZIONE DI UN GRANDE AMORE TRA PADRE E FIGLIO.

    Mi è piaciuto moltissimo! Una storia toccante, raccontata con la semplicità delle cose vere, con uno stile diretto, chiaro e partecipe. L'occupazione dell'Istria e della città di Pola da parte degli slavi è vista, per tutta la durata del libro, dal punto di vista di un bambino che vede, inspiegabilmente da un giorno all'altro, sconvolgere la sua vita, perdere gli amici, gli affetti, la scuola, la mamma. Un bambino coraggioso, Sergio, che si trova a fuggire dalla propria casa e ad affrontare cose molto più grandi di lui, di cui non capisce il senso, accanto ad un padre che non ha mai conosciuto. Dal canto suo Flavio, il padre, di ritorno dalla guerra che lo ha già provato e tenuto lontano da casa, si ritrova a dover discutere con la moglie impegnata politicamente e a dover prendere le redini della sua vita e di quella del figlio scappando ancora verso un futuro incerto e pericoloso.
    Il rapporto che nasce e cresce tra questi due uomini, il padre e il figlio, è qualcosa di così profondo e vero davanti al quale non si può restare indifferenti. Ho scoperto questo libro quasi per caso, dovendo preparare un momento di ricordo in vista della ricorrenza in cui si ricordano le foibe, il 10 febbraio. Confesso che più volte, durante la lettura, mi sono ritrovata a piangere, completamente vicina ai due protagonisti, alle loro sofferenze pur non avendole mai vissute.
    Non ho indagato sulla vita dell'autore, quindi non so quanto ci sia di autobiografico nella storia. Se ha vissuto queste cose sulla sua pelle gli sono sinceramente vicina e mi congratulo con lui per come è riuscito a trattare l'argomento; se invece non le ha vissute direttamente la mia ammirazione è ancora maggiore perché è riuscito, con semplicità ed autenticità, a farmi entrare pienamente nel tema.
    Grazie, libro assolutamente consigliato pur nella sua tragicità.

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