Un’inchiesta giornalistica coi controfiocchi e un libro dell’orrore che parla di cose vere. L’autore ci porta dentro la guerra, narrandoci con dovizie di particolari i fatti più drammatici compiuti dalle truppe americane a danni dei contadini, soprattutto donne, anziani e bambini.

I racconti sono simili a quelli di Oriana Fallaci nel suo “Niente e così sia” e sono tutti documentati sulla base di testimonianze di reduci, pentiti, giornalisti, fotografi e sopravvissuti che l'ottimo Turse ha intervistato direttamente, alle volte andandoli a cercare negli sperduti villaggi del sud est asiatico.

Il libro può risultare noioso se non si è particolarmente attratti dalla storia del XX secolo, in quanto in alcuni parti è fatto di lunghi elenchi di mostruosità, tutti molto simili tra loro.

Personalmente ho trovato questa lettura molto interessante e la consiglio vivamente a chi voglia documentarsi sulle nefandezze di quella guerra, cercando di capire i moventi e le responsabilità di azioni per niente inferiori rispetto a quelle del nazismo.

Votato 5/5.