Da IBS:
Vincitore del Premio Elsa Morante 2015

C'era una volta il popolo. C'era una volta il sogno di costruire - attraverso il popolo - una nazione. C'erano le storie che facevano degli uomini, delle donne, delle famiglie, la premessa dell'essere popolo e poi nazione.

Maggiani rifà la storia della sua famiglia quando la sua famiglia comincia a morire. La madre, il padre, i legami di sangue, i legami di idee, la città, la memoria di quel venir meno "ad ogni usata amante compagnia" di persone che hanno lavorato per spingere avanti destini comuni, avventure comuni, speranze in comune. Maggiani ci dice cos'è il romanzo di una nazione quando quel romanzo tramonta. Quando quella possibilità non si dà più. La chiusura di un mondo ne apre un altro di cui si sa ancora e soltanto che è il "sogno di una cosa"
.

Maggiani intreccia storia familiare e grande Storia, le vicende degli individui con la nascita dei popoli, lascia intravedere che ciascuno di noi è Nazione e, potenzialmente, "costruttore di nazioni"; che ciascuno porta con sé un filo ed un'eredità, e coglierla, anche solo nel pensiero (meglio sarebbe stato nell'azione ma, dice Maggiani, non ne siamo stati capaci) che è il dono dei nostri padri e che ci costituisce come persone e come membri consapevoli di una comunità.

Mi è piaciuta molto la prima parte, molto familiare ed evocativa, meno la seconda, fatta di intrecci e rimandi tra epoche, persone/personaggi, storia e Storia. Forse perché leggevo sempre di sera, quando la lucidità non è al massimo
Promuovo il libro, ma non con i massimi voti; penso che l'autore abbia scritto qualcosa di meglio e provvederò a verificare

Voto: 3,5/5