E’ mia abitudine leggere la prefazione del libro prima di tutto e sapendo che era in parte una storia vera mi sono incuriosita subito e devo dire che le mie aspettative non sono andate deluse.
E’ la storia di Tommaso : imprenditore con tante difficoltà nel suo settore che scopre improvvisamente di avere un aneurisma al cervello che deve essere operato per potersi salvare. La mia trama finisce qui perché non voglio togliere al lettore il piacere di leggere il libro e tutte le sue sfumature. Si nota subito che, come dice l’Autore, tutta la parte riguardante la malattia è reale. Solo chi ha vissuto in prima persona una malattia cosi devastante che ti lascia senza fiato e che non ti fa vedere oltre il dolore può scrivere cosi bene quello che si prova. La descrizione di tutti i vari strati di dolore che si superano è descritta in maniera superba e senza fronzoli…e proprio tutto illustrato senza giri di parole che tante volte ti lascia veramente senza fiato. La fantastica figura della moglie Nadia che vive e convive col dolore e l’incertezza del futuro riguardante non solo la malattia, ma anche la situazione economica è davvero descritta benissimo: sarebbe meraviglioso che tutte le persone che attraversano questi momenti abbiano accanto a sé delle persone così meravigliose e presenti fino all’inverosimile. La situazione economica della ditta di Tommaso e la conseguente problematica con la banca sono davvero molto toccanti.
Inoltre il rapporto o meglio il mancato rapporto di Tommaso con la figlia Monica è lo specchio di molte famiglie : l’indifferenza e la superficialità delle nuove generazioni è lampante e la costante insistenza del padre nel voler ricucire il rapporto è davvero molto ammirevole.
La mia conclusione è che questo libro è veramente molto bello e toccante.
Assolutamente da leggere!