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Discussione: 3° Diario di lettura: La bibbia

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  1. #1
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    Predefinito 3° Diario di lettura: La bibbia

    Cari forumlibrosi ho deciso di intraprendere la lettura della Bibbia, dato che non sono riuscito a trovare dei temerari per fare un minigruppo, ho comunque pensato di rendervi partecipi della cosa mediante un diario di lettura.

    Premetto un paio di cose:
    La prima visto che la mole del testo è imponente e che i contenuti sono parecchio pesanti, non intendo fare una delle mie solite tirate, la lettura sarà quindi molto lunga (assillandovi per parecchi mesi ).
    La seconda premessa è di natura religiosa: non sono una persona molto avvezza alla religione, non posso affermare di essere ateo al 100%, ma ci vado molto vicino, con questo diario voglio esaminare la Bibbia come testo di letteratura e non con strani fini di natura teologica, non voglio fare la parte del prete del forum.
    Una cosa che sinceramente vorrei evitare, è quella di far polemiche in merito a determinati passaggi contenuti nel testo che sono in palese contrasto con delle verità scientifiche, mi limiterò quindi a riportare ciò che è scritto e stop.

    Stasera parto con la Genesi, il primo passo di un lunghissimo cammino, spero di riuscire a portare a compimento questa mia "impresa letteraria", ci avevo già provato una volta, ma i risultato non erano stati il massimo

  2. #2
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    Gran bella iniziativa Tan!

    Spero di riuscire a sleggiuchiare qui e là qualcosa con te

  3. #3
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    Come prima cosa mi sono sorbito un gran pistolozzo introduttivo relativo alla traduzione del libro, sul tipo di note inserito nel testo, da chi è riconosciuta, quale versione è usata prevalentemente per le funzioni liturgiche, insomma un introduzione da panico.

    Dopo aver girato la magica pagina "Antico testamento" mi sono beccato l'intruduzione al Pentateuco, la mia prima reazione è stata: "Penta chi????", poi ho scoperto che i primi 5 libri, ben appunto detti pentateuco sono la cosiddetta "legge" chiamata dagli ebrei Torah, composti dalla Genesi (che inizia con la creazione del mondo) Esodo (che comincia con l'uscita dall'Egitto), Levitico (le leggi dei sacertodi della tribù di Levi), Numeri (a causa del censimento di cui ai primi 4 capitoli), Deuteronomio (la seconda legge, in base a qualche genere di interpretazione greca... ?!?...).
    Mi sono beccato pertanto un altro pistolozzo relativamente a questi 5 libri, delle teorie relative all'autore, ad una specie di mega-riassunto di ognuno di questi

    Insomma dopo una cinquantina di pagine di introduzioni, preamboli, spiegazioni, precisazioni, indici dei codici, delle abbreviazioni,e chi più ne ha più ne metta, sono finalmente arrivato all'inizio della Genesi, e ribadisco... finalmente


    La cosa che comunque i vari preamboli e le varie spiegazioni non mi hanno fatto comprendere, è come si pronuncia il nome di Dio, che risponde a YHWH
    Manco una vocale non so se immaginarmi il suono di quel nome come un colpo di tosse o come il ruggito di qualche strano animale

    Comunque ho provato ad iniziare... vi descrivo fedelmente l'inizio della mia lettura, fra virgolette riporto più o meno il mio pensiero:

    (1) In principio Dio creò il cielo e la terra. (2) La terra era inf.....
    "aspetta, ci sono delle un note, la 1 e la 2... sfoglio avanti ed indietro (un paio di minuti)... ma non ci sono le note!!!!.... se hanno messo il numerino devono esserci da qualche parte..... ma guarda, anche sulle altre pagine ci sono un sacco di note.... dove sono tutte... ma un attimo... se non fossero note... ok sono scemo"

    Ora però inizio davvero, quando il mio cellulare si sveglia a scaricarle vi lascio di seguito un paio di foto relative al mio libricino, mi mancano solo 2968 pagine all'ultima parola del libro dell'Apocalisse, posso dire di essere a buon punto


    Ultima modifica di Tanny; 02-10-2016 alle 11:08 PM.

  4. #4
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    Allora, riassumendo nel primo giorno creò il cielo e la terra e la luce, dando il nome di notte e giorno; nel secondo creò il firmamento, separò quindi le acque del cielo da quelle della terra (da come ho capito la volta celeste dovrebbe essere inteso come un mare) e chiamando questo spazio cielo, poi nel terzo fece emergere i continenti e creò alberi piante ecc., nel quarto creò le fonti di luce ovvero il sole e la luna e le stelle; nel quinto giorno creò gli esseri viventi marini e gli uccelli benedendoli e dicendogli di esser fecondi e moltiplicarsi; nel sesto creò gli animali di terra, bestiame, animali selvatici, rettili ed infine l'uomo a sua immagine e somiglianza per dominare sui pesci del mare, su gli uccelli...

    Dio cerò l'uomo a sua immagine;
    a immagine di Dio lo creò:
    maschio e femmina li creò

    Dio li benedisse e Dio disse loro:

    "siate fecondi e motiplicatevi,
    riempite la terra e soggiogatela,
    dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
    e su ogni essere vivente che striscia sulla terra"


    Fatto ciò benedisse il settimo giorno ed in questo si riposò

    Il testo continua con la specifica della creazione dell'uomo e della donna nel corso del sesto giorno, ma per stasera ho esaurito le mie energie, i troppi preamboli mi hanno sfiancato

  5. #5
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    Citazione Originariamente scritto da Tanny Vedi messaggio
    "siate fecondi e moltiplicatevi
    riempite la terra e soggiogatela,
    dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
    e su ogni essere vivente che striscia sulla terra"
    Tosto sin dall'inizio, eh?

  6. #6
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    Comunque complimenti per l'iniziativa di affrontare un testo simile. Interessava anche a me. In questo periodo purtroppo non ce la faccio. Ma quando posterai i passi che più mi colpiranno non mancherò di dare una spolliciata alla mia vecchia copia e seguirti con piacere.
    Mi piacerebbe inoltre leggere con qualcuno un libro che ho in lista da un bel po': "L'uomo di Nazareth" di Anthony Burgess, che ben si adatta alla fine della lettura della Bibbia.

  7. #7
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    Citazione Originariamente scritto da Tanny Vedi messaggio
    o all'inizio della Genesi, e ribadisco... finalmente


    La cosa che comunque i vari preamboli e le varie spiegazioni non mi hanno fatto comprendere, è come si pronuncia il nome di Dio, che risponde a YHWH

    Si pronuncia "Iavé".

    Non ho mai letto la Bibbia, sappi che sarai sfruttato, la leggerò attraverso i tuoi commenti.

  8. #8
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    Io sto leggendo il Nuovo Testamento, ma nel corso della mia vita l'ho già letta quasi tutta. Non per scoraggiarti però.. l'impresa che hai iniziato è a dir poco titanica e il Vecchio testamento è capace di tagliare le gambe anche al fedele più sincero vai piano e soprattutto, prenditi tutte le pause necessarie
    In bocca al lupo

  9. #9
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    Rieccomi a martellare....

    Dopo aver creato l'uomo lo pose nel giardino dell'Eden, sito ad oriente, in questo giardino fece crescere tutte le piante gradite alla vista e nel centro l'albero della conoscenza del bene e del male, portò tutte le bestie a cospetto dell'uomo il quale gli diede il nome e poi creò la donna da una costola di quest'ultimo.
    Adamo ed Eva erano nudi, ma avendo gli occhi chiusi non si preoccupavano della cosa, a questo punto arriva la storia del serpente, che evita in quanto ultra-conosciuta; curioso il fatto che, entrambi hanno gli occhi chiusi, ma Eva vede che il frutto dell'albero è buono e gradevole alla vista (?!?!?!)
    Dio punisce i due cacciandoli dal giardino e presidiando quest'ultimo con cherubini e la spada di fuoco guizzante (questa immagine mi sfugge ),
    maledisce l'uomo e la donna nonchè la terra, prima di cacciarli dall'eden gli dona pelli come vestiti.
    Arriva quindi l'episodio di Abele e di Caino, quest'ultimo ammazza il fratello e viene maledetto da Dio, il quale lo marchia in modo che nessuno lo tocchi, sentenziando che a chi tocca Caino spetterà una vendetta di sette volte. (Il 7 è uno dei numeri che si ripete frequentemente nella Bibbia, la parte della creazione dura 7 giorni)

    Il giardino dell'Eden posto ad oriente ha un fiume nel mezzo, che da origine a quattro fiumi: il Pison (regione di Arila???) il Ghicon (Etiopia) il Tigri e l'Eufrate, quindi siamo dalle parti del medio oriente (ma che strano )

    Ed ora tenetevi forte, arrivano le discendenze
    Caino va a nord dell'Eden e trova moglie, diventa costruttore di città, edifica Enoc, città che prende il nome da suo figlio, e questo da origine ad una discndenza che vano ad esporre
    Caino/Enoc/Irad/Mecuiael/Lamec
    L'untimo di questi ha due mogli con le quali ha dei figli, da Ada nascono Iabal (padre dei pastori che vivono nelle tende)e Iubal (padre dei suonatori di cetra e di flauto); da Silla invece nascono Tubal-Kain (padre dei fabbri) e Naamà (la prima donna di cui ho registrato la nascita nel testo)
    Citazione di Lamec: "Ada e Silla ascoltate la mia voce, mogli di Lamac, porgete l'orecchio al mio dire. Ho ucciso un uomo per una mia scalfitura e un ragazzo per un mio livido. Sette volte sarà vendicato Caino, ma Lamec settantasette (ecco di nuovo il 7)

    Nel mentre Adamo ed Eva all'età di 130 anni generano Set, Adamo vive poi per altri 800 anni per un totale di 930...

    A questo punto dato che la questione si fa difficile di seguito indico il nome del erede (il primo è Set), seguito dal suo tempo di vita e l'età a cui ha avuto il suo discendente che scrivo nella riga successiva; precisazione: il discendente indicato è solo il primogenito, tutti hanno altri figli e figlie, ma a loro non si fa riferimento, tenetevi forte perchè c'è da uscire pazzi

    Set, vissuto 912 anni, padre a 105
    Enos, vissuto 905, padre a 90
    Kenan, vissuto 805, padre a 70
    Maalalel, vissuto 895 padre a 65
    Iered vissuto 96 padre a 162
    Enoc vissuto 365 (non morto come gli altri ma preso da Dio mentre passeggiava assieme) padre a 65
    Matusalemme (il nome più famoso!) vissuto 969 padre a 187
    Lamec vissutto 777 (ancora sto' 7!) padre a 182
    Noè vissuto.. dato non pervenuto... ma padre a 500 anni di Sem, Cam e Iafet.

    Quando iniziarono a nascere figlie (ma non era già nata Naamà??) disse che il suo spirito non sarebbe sempre restato con l'uomo e che quindi la vita sarebbe stata di 120 anni.... cito: C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio di univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: questi sono gli eroi dell'antichità, uomini famosi

    Sa storia dei giganti non l'ho molto capita.... mi fa solo venire in mente delle vignette sceme ed una serie di battutacce sceme fra maschi scambiate nei servizi igienici


    Stasera credo di essere stato molto descrittivo e soprattutto pedante, mi sono già letto una gran parte del diluvio, ma quella la serbo per domani; non prendetela come una minaccia... prometto di essere molto più sintetico

  10. #10
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    Complimenti Tanny, sei coraggioso! L'ideale sarebbe, prima di leggere la Bibbia, di consultare una buona introduzione, per gustarla meglio. Le note introduttive e le note a pie' di pagina spiegano qualcosina, ma non sono esaurienti.

  11. #11
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    Predefinito Da Sodoma e Gomorra a Giacobbe

    Rieccomi dopo una pausa obbligatoria a causa del lavoro....

    A Sodoma due angeli del Signore vanno a trovare Lot, che li ospita in casa, la gente del posto arriva a casa di Lot volendo abusare degli angeli, questo per protenggere gli angeli, offre in sostituzione le sue due figlie vergini, ma quelli volevano proprio gli angeli... non dice come finisce questa diattriba, comunque sorvolando sui gusti degli abitanti di Sodoma, Dio dice a Lot di partire immediatamente intimandogli di non girarsi a guardare indietro perchè intende distruggere la vallata, detto fatto distrugge le due città con fuoco e zolfo, la moglie di Lot, che si gira a guardare, viene trasformata in una statua di sale.
    Lot va nella città di Soar, le sue due figlie, non trovando nessun compagno pensano bene di ubriacare il padre ed andare a letto con lui, questo ovviamente non se ne rende nemmeno conto.... Le due restano incite e la loro figliazione da origine rispettivamente alla discendenza dei Moabiti e degli Ammoniti.
    Abramo una volta nato Isacco scaccia Ismaele e sua madre, mandandoli nel deserto, questi vengono poi salvati da un intervento divino. Segue il fatto della massa alla prova di Abramo, al quale viene chiesto il sacrificio di Isacco, parte per la quale non vi tedio in quanto questo passaggio è molto conosciuto.
    Isacco divenuto uomo prende in moglie Rebecca (che è di fatto sua cugina); Sara, moglie di Abramo e madre di Isacco muore; Abramo nonostante abbia passato il centinaio di anni, prende una nuova moglie dalla quale ha altri 6 figli e fa partire una nuova discendenza, prima di morire all'età di 165 anni.
    A questo punto viene aperta una parentesi relativamente alla discendenza di Ismaele, ma vi risparmio il supplizio di chi è il figlio, il nipote, il pronipote
    Isacco per una carestia va dal re degli Ittiti e come fatto dal padre in Egitto, comunica al re che Rebecca è sua sorella e non sua moglie, scoperto immediatamente il fatto, il re non si arrabbia, Isacco durante la sua permanenza porta prosperità, il grano rende il centuplo.
    Dall'unione fra Isacco e Rebecca, nascono due gemelli, Esaù e Giacobbe, quest'ultimo nell'atto di nascere teneva il calcagno del fratello....
    Giaccobbe in giovinezza acquista da Esaù il diritto di primogenitura con una minestra di lenticchie, e successivamente con l'aiuto della madre Rebecca, si prende la benedizione di Isacco che spettava ad Esaù, non ho ben capito se Isacco era divenuto cieco, ma Giacobbe di ricopre di peli di capra per sembrare il fratello al tatto del anziano padre. Ad Esaù la cosa non va, progetta quandi di ucciderlo appena fosse morto il loro padre; Giacobbe se ne va quindi di casa per far sbollire la rabbia del fratello e cercare una compagna; per tale scopo va in casa di suo zio Labano (fratello della madre), qui vede la cugina Rachele e se ne innamora (è un vizio di famiglia allora: Abramo con la sorellastra, Isacco con la cugina e Giacobbe pure), Labano per la mano della figlia secondogenita gli richiede 7 anni di servigi, terminati i quali gli concede la figlia, ma nella camera nuziale, Labano al posto di fare entrare Rachele manda la primogenita Lia, Giacobbe se ne accorge solo la mattina a cose fatte, protestando con Labano questo gli dice che è loro tradizione far sposare per prima la primogenita; e che dopo la settimana nuziale con Lia, gli avrebbe dato in sposa anche Rachele, ovviamente in cambio di altri 7 anni di servigi.
    Dio vedendo che Lia veniva trascurata per colpa di Rachele, rese fertile la prima e sterile la seconda, Lia pertanto partorì: Ruben, Simeone, Levi e Giuda.
    Rachele, gelosa del fatto che la sorella poteva dare alla luce dei figli e lei no, fece unire il marito alla sua schiava Bila, in modo che essa partorisse sulle sue ginocchia, dando quindi una prole anche a lei; nacquero quindi Dan e Neftali.
    A questo punto Lia, avendo cessato di far figli prese anch'essa la propria schiava Zilpa e fece altrettanto, nacquero: Gad e Aser.
    Dopo tempo, Lia acquistò da Rachele, mediante delle mandragole raccolte dal figlio Ruben, il diritto di giacere per una notte con Giacobbe, nacque un ulteriore figlio da Lia: Issacar, che fu presto seguito da Zabulon e Dina.
    Come se la situazione non fosse abbastanza aggrovigliata, Dio esaudì Rachele rendendola feconda, nacque quindi un ulteriore figlio: Giuseppe.


    Mi manca poco alla fine del libro della Genesi, la parte restante sempre relativa a Giacobbe la sintetizzerò molto...

  12. #12
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    Predefinito

    Complimenti davvero per l'impresa... e per la velocità di lettura. Ti seguirò anche io, con grande curiosità

  13. #13
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    Predefinito la fine del libro della Genesi

    Giacobbe stanco di servire Labano che lo truffa sistematicamente per quanto riguarda i sui compensi (Giacobbe fa il pastore), scappa con moglie, figli, schiavi e mandrie, Labano lo insegue ma Dio gli appare in sogno il giorno prima e quando i due si incontrano trovano un accordo; Giacobbe sta tornando nelle terre di suo padre, quindi dal fratello Esaù, questo gli muove contro armato e con 400 uomini, la sera prima dell'incontro con il fratello si scontra con un uomo e fa una lotta fino a mattina in cui si lussa l'articolazione del femore, scopre poi che quest'uomo era nientemeno che Dio, il quale lo benedisce e gli cambia il nome: da Giacobbe a Israele. Il giorno dopo Israele incontra il fratello, i due si rappacificano ma prendono strade diverse.
    Giacobbe andò a Sichem dove edificò in altare a Dio e dove sua figlia Dina fu vittima di abusi da perte del principe di quelle terre, due fratelli di Dina in risposta saccheggiano la città, ma alla fine il principe prende in moglie Dina e questo e la sua gente si convertono.
    A questo punto Rachele partorì un altro figlio, Beniamino, morendo di parto; fu sepolta a Betlemme; ci fu anche la morte di Isacco che si spense a 108 anni.
    Tralascio la trattazione di tre pagine di discendenze varie, credo ormai questa cosa sia una costante
    Arriviamo pertanto alla storia di Giuseppe (se non sbaglio la disney su questa ci aveva pure fatto un film di animazione): figlio di Rachele, era il preferito dal padre Giacobbe, gli altri fratelli erano invidiosi di questa cosa, e faceva dei sogni che raccontava ai fratelli, innervosendoli, questi decisero dapprima di ucciderlo, per poi venderlo come schiavo e macchiando le sue vesti con del sangue di capra, al padre riferirono che era morto sbranato da qualche animale feroce.
    Giuseppe fini in Egitto, qui di ingraziò le simpatie del suo padrone e soprattutto quelle della sua moglie, questa voleva portarlo a letto, ma vedendosi rifiutata accusò Giuseppe di violenze e questo fù incercerato. In carcere iniziò ad interpretare i sogni, cosa che lo condusse fino dal faraone, egli interpretò un sogno del faraone profetizzando 7 anni di abbondanza seguiti da 7 di carestia; il faraone lo promosse suo governatore. Negli anni abbe dei figli con un egiziana e quando iniziata la carestia dalla terra di Canaan arrivarono i suoi fratelli (tranne Beniamino) per acquistare provviste, questi non lo riconobbero, Giuseppe li accusò di essere spie, trasse in arresto uno dei fratelli, mandando gli altri a prendere il fratello minore che era rimasto con il padre, come prova di ciò che affermavano, gli diede le provviste che chiedevano, restituendogli i soldi. Questi tornarono quindi in Egitto con il fratello Beniamino, vennero accolti bene da Giuseppe, gli furono date delle provviste, ma sulla strada del rientro furono accusati di furto per il fatto che Giuseppe aveva fatto nascondere nei loro zaini una coppa di sua proprietà. La colpa ricadde su Beniamino, Giuseppe minacciò di farlo schiavo, gli altri fratelli implorarono per lui, Giuseppe allora si rivelò ed a seguito di ciò mandarono a prendere il padre.
    Israele ed i sui figli entrarono quindi in Egitto, erano in tutto 70 fra parenti, schiavi ecc.
    Il tutto si conclude con la morte di Giacobbe/Israele, il quale pretende di essere sepolto nello stesso sepolcro ove giace Abramo, Sara e la sua prima moglie Lia, e con la successiva morte di Giuseppe a 110 anni.

    Di questa parte finale è molto suggestiva la benedizione di Giacobbe nei confronti dei 12 figli (antenati delle le 12 tribù di Israele), ma riportare questa cosa oltre ad essere abbastanza problematica, secondo me non rende l'idea, se qualcuno volesse... Genesi 49, 1-27

    Posso quindi dire di aver terminato il primo libro della Bibbia: La genesi, ricomincio quindi fra un paio di giorni con il libro dell'Esodo (la storia di Mosè tanto per capirci).


    Tanto per rendere meno serioso l'argomento, questa è "la genesi secondo me", secondo Guccini invece la genesi è questa.....

    Ultima modifica di Tanny; 02-14-2016 alle 10:37 PM.

  14. #14
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    Predefinito LIBRO DELL'ESODO - Dalla schiavitù di Israele al miracolo del mar rosso

    Oggi ho scritto parecchio, mi risulta difficile ammettere che tutta questa cosa in realtà sono solo 35 pagine....
    Piccola premessa: tutti questi miei interventi sono frutto di copia/incolla degli appunti che scrivo durante la lettura, scrivo ad una velocità incredibile e senza prestare molta attenzione (a dire il vero non alzo nemmeno la testa dal libro), poi cerco sempre di correggere il tiro prima di "pubblicare", ma qualche castroneria mi sfugge sempre.


    I figli di Israele entrano in Egitto, inizialmente erano 70 ma ben presto crebbero di numero, allora arrivò un nuovo faraone, il quale costrinse gli ebrei alla schiavitù e visto che erano tanto numerosi, decise per ridurne il numero di far uccidere tutti i figli maschi dalle levatrici, incontrando la contrarietà di quest'ultime, poi di gettare nel Nilo tutti i figli maschi Ebrei.
    In questa situazione un uomo ed una donna delle tribù di Levi ebbero un figlio, lo nascosero per tre mesi, ma non potendo continuare a tenerlo nascosto, la donna realizzo una cesta di papiro, la spalmo di bitume e di pece, ci pose il bambino e lo affidò alla acque del Nilo. La figlia del faraone che stava facendo il bagno presso il Nilo vide la cesta, mandò una schiava a prenderla e visto il bambino lo affidò alle cure di una nutrice ebrea, quando il piccolo fu svezzato fu portato nuovamente alla figlia del faraone, il quale lo chiamò Mosè.
    Senza nulla descrivere dell'infanzia e della giovinezza di Mosè, si narra che questo uccise un egiziano che percuoteva un ebreo, la notizia si sparse ed il faraone lo mandò a cercare per condannarlo a morte, scappò quindi a Madian dove trovò moglie (Sippora) la quale gli diede un figlio (Ghersom).
    Il faraone morì e successe il figlio, Dio allora si ricordò del suo popolo e della promessa con Abramo, Isacco e Giacobbe e se de diede pensiero. Mosè stava pascolando il gregge di suo suocero Ietro nei pressi del monte Oreb quando vide un roveto in fiamme che non si consumava, si avvicinò e Dio gli parlò, ordinandogli di togliere i sandali perchè camminava su terreno sacro. Dio ordiò a Mosè di far uscire il suo popolo dall'Egitto, riferendo ai suoi fratelli che era mandato da lui, alla domanda di Mosè relativamente al nome di Dio esso rispose: “Io sono colui che sono! Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi” Il Signore Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome e per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione”.
    A questo punto Dio promette una terra al suo popolo ed istruisce Mosè in merito a come comportarsi con il faraone, dapprima trasformare in serpente il suo bastone, poi far venire e scomparire la lebbra dalla propria mano ed infine trasformare in sangue l'acqua del Nilo che viene sparsa sulla terra.
    Mosè non era un gran parlatore, Dio gli disse di prendere Aronne come suo interprete, che incontro nel deserto sulla via per l'Egitto, arrivati lì, Mosè ed Aronne diedero notizia al popolo israelita delle parole di Dio, mostrandone i segni e questi si prostrarono a Dio.
    I due andarono dal faraone chiedendo la liberazione del popolo per andare a fare un sacrificio a Dio nel deserto, questo rispose ordinando agli schiavi di produrre mattoni andando a reperire la paglia autonomamente (prima la fornivano gli egiziani) senza però ridurre il numero di mattoni prodotti, condizione che non riuscirono a rispettare, prendendo quindi una bella dose di bastonate.

    Allora Mosè trasformò il suo bastone in serpente davanti al faraono, i sapienti egiziani fecero lo stesso, ma il serpente di Mosè mangiò gli altri due, il faraone non si impressionò e quindi...inizia tutta la parte relativa alle piaghe d'Egitto...
    PRIMA PIAGA: su ordine di Dio Aronne con il bastone di Mosè colpì le acque del Nilo che per sette giorni divennero sangue, i pesci morirono e nessuno riuscì a berle, gli stregoni replicarono il prodigio, il faraone quindi non si impressionò
    SECONDA PIAGA: con un gesto del bastone fece uscire le rane dall'acqua che andarono da tutte le parti, gli stregoni replicarono il prodigio; per liberarsi delle rane il faraone promise di lasciar andare gli schiavi a fare il sacrificio, Dio allora fece morire le rane, ma il faraone non mantenne la promessa.
    TERZA PIAGA: percuotendo la terra da questa ne uscirono zanzare, gli stregoni non riuscirono a fare lo stesso, ma il faraone rimase sulla sua posizione
    QUARTA PIAGA: Dio scatenò sciami di tafani contro gli egiziani, risparmiando la regione dove si trovavano gli ebrei, il faraone allora promise di lasciar partire il popolo, appena i tafani sparirono si rimangiò la promessa
    QUINTA PIAGA: Mosè annunciò al faraone che nel giorno successivo il bestiame degli egiziani sarebbe morto, cosa che avvenne lasciando completamente intatte le mandrie di Israele, ma il faraone non cambiò la propria opinione.
    SESTA PIAGA: Mosè sparse in cielo della fuliggine che si trasformò in pulviscolo che generò ulcere pustolose in tutti gli egiziani, come al solito il faraone non di fece impressionare
    SETTIMA PIAGA: Mosè annunciò una fortissima grandinata per il giorno dopo alla stessa ora, cosa che avvenne, grandine mista a fuoco, il faraone lasciò partire Israele, una volta usciti dalla città come da accordi Mosè con un gesto interruppe la grandinata, il faraone allora si rimangiò la promessa
    OTTAVA PIAGA: Il faraone, su minaccia di Mosè di oscurare il cielo di cavallette, concede ai soli uomini e non ai bambini di andare nel deserto a rendere omaggio a Dio, il flagello si scatena e tutto ciò che rimane di verde nella terra d'Egitto viene divorato dalle cavallette, il faraone comunque non cede.
    NONA PIAGA: Dio fa calare le tenebre sull'Egitto per tre giorni, o per meglio dire su gli egiziani in quanto nei posti abitati dagli israeliti viene concessa la luce, allora il faraone dice a Mosè di partire con le sue genti, lasciando però le sue mandrie, cosa che Mosè rifiuta, provocando l'ira del faraone che lo minaccia di morte.

    DECIMA PIAGA:
    E qui cito testualmente... Mosè annunciò: “Così dice il Signore: Verso la metà della notte io uscirò attraverso l'Egitto: morirà ogni primogenito nella terra d'Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono al primogenito della schiava che sta dietro la mola, e ogni primogenito del bestiame. Un grande grido si alzerà in tutta la terra d'Egitto, quale non vi fu mai e quale non si ripeterà mai più. Ma contro gli Israeliti neppure un cane abbaierà, ne contro uomini, ne contro bestie, perchè sappiate che il Signore fa distinzione fra l'Egitto e Israele.

    Seguono le istruzioni per la celebrazione della pasqua ebraica: uccidere un agnello maschio, segnare gli stipiti delle porte con il suo sangue, cuocerlo soltanto arrostito (vietato mangiarlo crudo o bollito ) e cuocerlo con la testa, le zampe e le viscere (che schifo), se una famiglia è povera deve chiedere ospitalità ad un altra, eventuali avanzi devono essere bruciati nel fuoco il mattino seguente, il cibo deve essere accompagnato da pani azzimi ed erbe amare, il tutto deve essere consumato con i fianchi cinti, con i sandali, il bastone in mano ed in fretta. Per sette giorni occorre poi mangiare azzimo, il lievito è bandito e chi ne consuma è escluso da Israele; nel primo e nel settimo giorno il popolo deve fare una riunione sacra ed astenersi dal lavoro.

    Gli israeliani secondo l'ordine impartito immolarono gli agnelli e segnarono le porte, i primogeniti d'Egitto a mezzanotte morirono, il faraone liberò quindi i figli di Israele, i quali si premurarono di spogliare gli egiziani di oro ed argento secondo le disposizioni di Dio e partirono dell'Egitto; erano seicentomina uomini adulti senza contare i bambini (dato relativo alle donne non pervenuto), con mandrie molto grandi, ma di fatto senza provviste, solo pasta non lievitata, ne cossero degli azzimi.
    Israele è rimasto nella terra d'Egitto per 430 anni.

    Dio accompagnò in forma di nube di giorno e di fuoco di notte il suo popolo verso il mar rosso, Mosè aveva con se le ossa di Giuseppe. A questo punto il faraone ci ripensa e con 600 carri muove un esercito all'inseguimento del popolo di Israele; li raggiunsero presso il mare e questi visto l'esercito ebbero paura, Mosè su ordine di Dio fece marciare al popolo verso il mare, l'angelo di Dio in forma di nube rischiarò il cammino del suo popolo e oscurò gli Egizi, in modo da poter far avanzare Israele, Mosè allora distese la mano sul mare, un forte vento da oriente separò le acque.
    Attraverso il mare gli ebrei raggiunsero l'altra riva, gli egiziani ai quali Dio aveva frenato le ruote dei carri cercarono di attraversare il mare per raggiungerli, Mosè con un cenno pose fine al vento, le acque si richiusero con l'esercito egiziano nel mezzo, non sopravvisse nessuno.
    A questo punto, Mosè e gli Israeliti intonano un canto a Dio con tanto di danze e tamburelli (Esodo 15, 1-21); inizia quindi il viaggio nel deserto.

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