Lontano dalla descrizione stereotipata del modello femminile propria della letteratura mainstream sul Medio Oriente, "Come un uccello in volo" ci accompagna nel viaggio interiore di una giovane donna alla ricerca della propria identità nell'Iran contemporaneo. Casalinga e madre riluttante, la protagonista si rivela nella sua complessa umanità attraverso la scoperta e la tentata ridefinizione del proprio ruolo di madre, moglie e figlia. Fossilizzata in una condizione d'inerzia alla quale sembra averla condannata il suo passato familiare, prende coscienza di se stessa nel confronto con un marito inquieto, la cui unica risposta alle difficoltà del vivere imposte da un Iran mai citato direttamente, eppur vivido nella sua minuta quotidianità, si cristallizza nel sogno ossessivo dell'emigrazione. Lo stile denso e asciutto, misto a una sottile ironia, riflette le reticenze della narratrice, la cui auto-rivelazione avviene grazie alla riscoperta di recessi del passato, rimasti intoccati da anni di silenzio e sensi di colpa. Liberandosi della "gabbia" che i legami affettivi le hanno creato intorno, come un uccello in volo, la protagonista esplorerà gli spazi aperti iniziando a cantare.

La bellezza di questo libro è la sincerità e l'immediatezza in cui viene affrontata la storia della protagonista, una realtà che ci rende questa storia minimale affascinante e vicina, pur nella sua lontananza geografica.