La raccolta di poesie è quella a cura di Bruno Cagli per la Newton Compton. Le raccolte sono rispettivamente "Spectacle" del 1951 e "La pluie e le beau temps" del 1955.
Dimenticatevi il Prevert cantore dell'amore e della poesia "tormentone" di Questo amore. Prevert è uno che scrive per il teatro e fa lo sceneggiatore e queste poesie traggono da quel bagaglio aggiungendo immagini tra il visionario, l'ironico e il surreale. Apparentemente semplice gioca con le parole ma non dimentica di guardare la realtà con forza di denuncia.

MARCIA O CREPA

La pancia vuota, i piedi sanguinanti
marciamo, marciamo, marciamo allegramente
Non ci tocca che un quarto di razione
la pancia è piena di correnti d’aria
ma portiamo il cordoncino
D’estate all’ombra delle bandiere
che bel fresco, si sta così bene…
Quelli che cadranno per insolazione
saranno sicuri di non crepare quest’inverno
d'una bella congestione polmonare

Marcia o crepa
marcia o crepa…‎
Dove andiamo?
Andiamo al nord
c’è bisogno di noi
Noi siamo del sud
perché ci andiamo?
Andiamo al nord
perché ci sono gli scioperi
Marcia o crepa... marcia o crepa…‎
marcia o crepa…‎

Tu sei un vignaiolo del meridione
ed è a nord che c’è lo sciopero
Se ti lasciassero al paese tuo
E ti ordinassero di sparare
non spareresti su tuo padre
Io sono un pescatore nel Finisterre,
spiegami perché dovrei sparare
su un minatore del Passo di Calais
Tutti i lavoratori son fratelli
Non dobbiamo farci dominare

Dove andiamo?‎
Marcia o crepa
Marcia o crepa…‎

Niente da fare
se dobbiamo sparare sui fratelli
Non ci si rifiuta di sparare
non possiamo sparare
non possiamo prendere la mira
il fucile è otturato
il grilletto arruginito
le cartucce bagnate
Niente da fare...Niente da fare...Niente da fare...
Niente