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Il sogno di una cosa

Mostra risultati da 1 a 13 di 13

Discussione: Pasolini, Pier Paolo - Il sogno di una cosa

  1. #1
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    Predefinito Pasolini, Pier Paolo - Il sogno di una cosa

    Scrittore eminentemente autobiografico, non si limita a rappresentare gli stadi evolutivi dei suoi personaggi attraverso le istituzioni didattiche, ma illumina anche le tappe della propria formazione culturale vivendo in una sola ossessione pedagogia, eros, letteratura.

    Romanzo ambientato nelle montagne friulane...totalmente diverso come ambientazione da quelli ambientati nella cittÃ* come "Una Vita Violenta", anche se i protagonisti, adolescenti che stanno per scoprire il doloroso mondo esistono in entrambi i romanzi il modo che hanno di porsi è totalmente diverso, le ideologie sono diverse, la crescita è diversa, la delusione che la giovinezza è una parte della vita che appena ti accorgi la stai vivendo è giÃ* finita.

    In una parola: doloroso.

  2. #2
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    Pasolini mi intriga moltissimo, non ho mai letto nulla....
    Dè, dici che questo è buono per cominicare?
    cosa mi dici in riferimento allo stile? è molto pesante? ricordo di aver sentito che, tra le espressioni dialettali e la moltitudine dei personaggi, i romanzi di Pasolini in generale sono un pò complessi..

  3. #3
    b
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    Citazione Originariamente scritto da Lilith
    Pasolini mi intriga moltissimo, non ho mai letto nulla....
    Dè, dici che questo è buono per cominicare?
    cosa mi dici in riferimento allo stile? è molto pesante? ricordo di aver sentito che, tra le espressioni dialettali e la moltitudine dei personaggi, i romanzi di Pasolini in generale sono un pò complessi..
    Non è per niente vero, lo stile è lineare e cristallino; Pasolini non è per niente pesante, ti fa pensare molto e poi è molto moderno. "Il sogno di una è un ottimo inizio poi ti consiglio, "Ragazzi di vita" e "Una vita violenta."

    Poi il dialetto si capisce abbastanza, devi solo conopscere un pò di romanesco e poi non è in tutti i romanzi....

  4. #4
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    grande scrittore, grande pensatore. lo preferisco nelle poesie e negli articoli ma anche i suoi romanzi sono da leggere

  5. #5
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    Pasolini è stato uomo di cultura a 360° gradi; oltre che scrittore e poeta è stato anche un grande regista, vedi il film accattone, secondo me uno dei suoi film più belli, sospeso tra neorealismo e film sociale. I suoi scritti politici e sociali sono stati importanti nella formazione di un'opinione alternativa a quella in voga negli anni 60 e 70. Basti pensare a cosa disse riguardo alla differenza che esisteva tra i poliziotti (celerini), figli di un proletariato del meridione e gli studenti, figli della borghesia, che protestvano per le strade a quei tempi, determinando una forte critica da parte di molti, ma che costituì un punto di forte riflessione politica (almeno per me). Mi trovo daccordo con Decio, i suoi libri non sono assolutamente difficili, io personalmente consiglierei come inizio una vita violenta o rgazzi di vita, il romanesco non è un vero dialetto, ma piuttosto una distorsione della lingua italiana. Completamente diverso è il libro la divina mimesis, pubblicato postumo dall'Einaudi alla fine deglia anni 70, libro non molto conosciuto.
    La sua grandezza lo colloca, per me, tra i pochi grandi intellettuali italiani del 900. La sua fine violenta mi colpì particolarmente, soprattutto perchè ebbi la percezione di perdere un grande maestro di pensiero.

  6. #6
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    Grazie mille per i consigli ragazzi
    vedrò di rimediare presto a questa lacuna! :P

  7. #7
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    Citazione Originariamente scritto da lillo
    Basti pensare a cosa disse riguardo alla differenza che esisteva tra i poliziotti (celerini), figli di un proletariato del meridione e gli studenti, figli della borghesia, che protestvano per le strade a quei tempi, determinando una forte critica da parte di molti, ma che costituì un punto di forte riflessione politica (almeno per me). Mi trovo daccordo con Decio, i suoi libri non sono assolutamente difficili, io personalmente consiglierei come inizio una vita violenta o rgazzi di vita, il romanesco non è un vero dialetto, ma piuttosto una distorsione della lingua italiana. Completamente diverso è il libro la divina mimesis, pubblicato postumo dall'Einaudi alla fine deglia anni 70, libro non molto conosciuto.
    La sua grandezza lo colloca, per me, tra i pochi grandi intellettuali italiani del 900. La sua fine violenta mi colpì particolarmente, soprattutto perchè ebbi la percezione di perdere un grande maestro di pensiero.
    Quoto in tutto e ti ringrazio, per il romanesco non posso astenermi dal fare commenti, poichè sono nato e cresciuto un poco più in giù, quindi non è che lo capisca immaginati pensare ad una variante dell'italiano, il concetto dei poliziotti figli della periferia è bellissimo, io l'ho usato recentemente in un articolo contro gli hooligans

  8. #8
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    Un grande intellettuale fuori dagli stereotipi e dalle convezioni sociali che ha pagato in prima persona il suo essere diverso (e non parlo solo dellla sua tragica morte).....una vita violenta e ragazzi di vita sono romanzi molto crudi ma rendono concretamente l'idea della "borgata" romana e dei suoi abitanti......realtà che Pasolini conosceva in modo diretto.
    Ultima modifica di elisa; 10-12-2013 alle 02:15 PM. Motivo: edit caratteri

  9. #9
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    Avete citato dei grandi libri!
    Mi è piaciuto "Ragazzi di Vita " che mi ha fatto scoprire il mondo violento e povero delle periferie cittadine, mentre "Il sogno di una cosa", mi ha dato l'opportunità di conoscere più profondamente le mie radici friulane ed i luoghi dove vivo.
    Le poesie invece non sono riuscita ad apprezzarle, perché erano la lettura "obbligata" dei nostri sabati alle scuole medie , così ho finito per odiarlo.
    Per fortuna un mio amico qualche anno fa mi ha regalato "Il sogno di una cosa " e da lì ho potuto ricominciare, con una migliorata opinione dell'autore.
    Ultima modifica di elisa; 10-12-2013 alle 02:15 PM. Motivo: edit caratteri

  10. #10
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    Le poesie di Pasolini non le ho mai capite. Mi sembrano delle prose dove si va a capo spesso per far finta che siano dei versi.
    Tutto il resto di lui lo trovo grandioso. Quoto in pieno lillo e Decio. "Ragazzi di vita" mi ha lasciato un segno (l'ho letto che avevo 16 anni), "Scritti corsari" è di una lucidità incredibile ed è stato il primo libro a minare le mie granitiche certezze di adolescente, e non dimentichiamoci i film...
    "Il sogno di una cosa" non l'ho letto. Forse è arrivato il momento di rimediare.
    Ultima modifica di elisa; 10-12-2013 alle 02:15 PM. Motivo: edit caratteri

  11. #11
    e invece no
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    Un desiderio incessante, ma inesprimibile: le sofferenze continue per una cosa che ancora rimane senza nome, ma che ha una forma già ce l'ha: ed è un'immagine nitida nella mente di chi la sogna.
    Più tangibili e reali sono i dirottamenti da quella cosa, la sensazione di allontanarsi invece di fare un passo in più, anche piccolo, su un percorso che possono continuare altre persone con lo stesso sogno.
    La chiarezza dei personaggi di questo libro li rende sia semplici ragazzi, che uomini adulti; con l'emozione di chi ancora è pronto ad amare tutto ciò che lo circonda, ma anche con la consapevolezza della mancanza di una cosa, e non di qualcosa: una cosa che è ben precisa. Nella naturalezza dei loro legami possono alleviarla, ma perderla di vista sarà sempre impossibile.

  12. #12
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    Per me che sono "esterofilo" in senso letterario, Pasolini è pure l'autore che mi incuriosisce di più...fu tra i pochi se non l'unico a esprimersi senza peli sulla lingua sul Sessantotto

  13. #13
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    Molto bello e straziante il finale.
    La descrizione di Milio del suo soggiorno in Svizzera è descritta in modo così familiare, ti sembra di avere il ragazzo davanti mentre parla.

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