Saggio che l'autore scrive nel 1958 per fare il punto della situazione e riflettere a distanza dopo aver scritto nel 1932 il romanzo distopico Il mondo nuovo.

Saggio illuminante sia perché alcune anticipazioni si sono avverate, l'uso massiccio della televisione e la società dei consumi ad esempio, sia perché alcune riflessioni di allora sono attualissime oggi. Cito un passo che secondo me caratterizza tutto l'intuito e il genio del suo autore. E' una vera e propria profezia.



“Crescendo senza controllo popolazione e organizzazione, è probabile che nei paesi democratici noi assisteremo al rovescio del processo che fece dell’Inghilterra una democrazia, serbando intatte le forme esteriori della monarchia. (…) crescendo l’efficacia dei mezzi per la manipolazione dei cervelli, le democrazie muteranno natura; le antiche, ormai strane, forme rimarranno: elezioni, parlamenti, Corti Supreme eccetera. Ma la sostanza, dietro di esse, sarà un nuovo tipo di totalitarismo non violento. Tutti i nomi tradizionali, tutti i vecchi slogan resteranno, esattamente com’erano ai bei tempi andati. Radio e giornali continueranno a parlare di democrazia e libertà, ma le due parole non avranno più senso. Intanto l’oligarchia al potere, con la sua addestratissima élite di soldati, poliziotti, fabbricanti del pensiero e manipolatori del cervello, manderà avanti lo spettacolo a suo piacere.”