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Discussione: 23° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #16
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    Caspita Hot, dopo aver letto questa poesia ci vuole uno Xanax Ovviamente è un'esagerazione, però penso che l'intento fosse proprio quello di creare disturbo e angoscia nel lettore, di trasmettere la sensazione opprimente e disperata di chi non sa se sono peggiori gli incubi della notte o quelli della vita reale, tanto da confondere gli uni con gli altri, di chi si sente come se avesse perso ogni punto di riferimento, sensazioni che naturalmente prima o poi passano ma qui hai descritto il momento brutto e ci sei riuscito benissimo
    Questa poesia mi ricorda il film "Apri gli occhi" di Alejandro Amenabar, che ho visto qualche giorno fa, non per le sensazioni descritte ma perché anche lì si parla di confusione tra sogno e realtà.

  2. #17
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    Predefinito Bugiardo bugiardino

    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    credo che mettere in rima
    il contenuto del bugiardino
    non sarebbe stato la stessa cosa ...

    Sai che solo oggi ho tradotto la parola bugiardino e ho saputo che sinifica “ il foglietto illustrativo che accompagna i farmaci” . Ho pensato che bugiardino è diminutivo dal bugiardo e certo che un bugiardo non poteva scrivere poesia cosi profondamente personale, intima, sincera.



    Perché il foglietto illustrativo dei farmaci viene chiamato bugiardino?
    http://http://www.accademiadellacrus...armaci-viene-c

  3. #18
    d'ya think i'm stupid?
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    voglio subito rassicurare gli amici che hanno manifestato preoccupazione per il mio stato mentale -e deludere chi rimane alla finestra magari in "speranzoso" gufante silenzio- ... :
    uno non concepisce poesie del genere perchè non è psichicamente ok, ma perchè si cimenta a mettere nero su bianco quei mostri che abitano in lui.
    no, non fatevi illusioni: gli stessi mostri abitano in tutti quanti noi, nessuno escluso, nell'interezza delle nostre esistenze.
    solo che l'atteggiamento diffuso è che essere normali sia tenerli ostinatamente rimossi, illudendosi che non esistano: proprio come fanno gli struzzi mettendo la testa nella sabbia. vittime predestinate autosacrificali, di predatori pronti a sfruttarne una condizione, di cui una perversa coerenza psichica genetica alchemica primordiale non dà loro consapevolezza.
    sono proprio queste persone "normali", ignare vittime in tal guisa plasmate dalla storia moderna, che oggi popolano in maggioranza la terra; e non di rado, quando capita -e prima o poi capita- che la fragilità umana li trovi indifesi e senza forze, divengono bersaglio di nevrosi psicosi ansie e follia: i maggiori e abituali candidati al ricorso di psicofarmaci (ecco appunto xanax) o, per logica conseguente definizione, droghe sociali.
    *
    imparare a convivere col proprio subconscio -personale e collettivo- comporta un diverso approccio con l'esistenza, ma si impara a dare un volto ai propri mostri e fantasmi: diventando forse un po' particolari agli occhi dei normali, ma vivendo la vita in maniera molto più completa disillusa e coinvolgente.
    *
    quanto ho detto è la pura verità: lo abbiamo elaborato in lunghi mesi di convivenza coatta io con Alda Merini, in clinica psichiatrica...
    *
    ringrazio Holga per la sua dolcezza e Mac per la solidarietà.
    tecnicamente molto appropriato il commento di Ale: il confine tra incubi e realtà è realmente impalpabile, spesso impercettibile; a volte purtroppo inesistente, quando accade che si identifichino gli uni con l'altra.
    allora il sistema, padre premuroso, ha pronto "xanax" ... il problema è che questo non agisce affatto nel far sì che tu torni a distinguerli con chiarezza, ma provvede invece ad ammortizzare come ovatta l'impatto con gli incubi; facendo di tutta l'erba un fascio, lo stesso effetto sortisce però anche sulla percezione della realtà.
    allora le frustrazioni si sopportano, poi via via non si percepiscono ...
    e il sistema può perseverare indenne e imperterrito con le prevaricazioni:
    panem circenses et xanax (perciò diffidate del bugiardino ... )
    *

  4. #19
    The black sheep member
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    voglio subito rassicurare gli amici che hanno manifestato preoccupazione per il mio stato mentale -e deludere chi rimane alla finestra magari in "speranzoso" gufante silenzio- ... :
    Non credo ci siano utenti così malvagi da sperare che tu stia male, sarebbe qualcosa di talmente degenerato rispetto al contesto, che significherebbe malattia mentale, non tua, ma di chi sta lì a sperare in una cosa del genere.

  5. #20
    Lunatic Mod
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    Prossima poesia Secondo me resterà senza commenti ...
    Mi sa che è stata presentata altre volte, del resto è inevitabile.

    L'infinito

    Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
    E questa siepe, che da tanta parte
    Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminati
    Spazi di là da quella, e sovrumani
    Silenzi, e profondissima quiete
    Io nel pensier mi fingo; ove per poco
    Il cor non si spaura. E come il vento
    Odo stormir tra queste piante, io quello
    Infinito silenzio a questa voce
    Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
    E le morte stagioni, e la presente
    E viva, e il suon di lei. Così tra questa
    Immensità s'annega il pensier mio:
    E il naufragar m'è dolce in questo mare.

    Giacomo Leopardi

  6. #21
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    Cara Alessandra, forse vuoi dire che questa poesia ti lascia senza parole?
    Allora si: hai ragione...
    Per me è la più bella poesia mai scritta.
    Io ci sono stato a Recanati e mi sono seduto dove Leopardi si fermò a scrivere queste parole...la siepe, il colle, gli spazi intorno...
    Sono naufragato anch'io dolcemente in quel mare e in quella bellezza...
    Emozione pura.

  7. #22

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    Juan Carlos Galeano

    Tavolo

    Il tavolo sogna spesso di esser stato un animale.

    Ma se fosse stato un animale non sarebbe una tavola.

    Se fosse stato un animale sarebbe scappato via come
    gli altri
    all'arrivo delle motoseghe che tagliavano gli alberi per
    ricavarne tavoli.

    Nella casa ogni sera viene una donna
    e gli passa uno straccio tiepido sul dorso come fosse
    un animale.

    Con le sue quattro gambe il tavolo potrebbe andarsene
    dalla casa.
    Ma pensa alle sedie che lo circondano e un animale
    non abbandonerebbe i suoi figli.

    Quel che piace di più al tavolo è che la donna gli faccia
    il solletico
    mentre raccoglie le briciole di pane lasciate dai bambini.

  8. #23
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    Volevo dire che mi sento inibita all'idea di fare un qualsiasi commento

  9. #24
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    L'infinito

    Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
    E questa siepe, che da tanta parte
    Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminati
    Spazi di là da quella, e sovrumani
    Silenzi, e profondissima quiete
    Io nel pensier mi fingo; ove per poco
    Il cor non si spaura. E come il vento
    Odo stormir tra queste piante, io quello
    Infinito silenzio a questa voce
    Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
    E le morte stagioni, e la presente
    E viva, e il suon di lei. Cosìt tra questa
    Immensità s'annega il pensier mio:
    E il naufragar m'è dolce in questo mare.

    Giacomo Leopardi
    @Titti: anch'io provo questa sorta di inibizione ...
    per cui faccio che se la sbrighino
    tra colleghi:

    l'ottimismo ...
    é il profumo dellavita !


    Tonino Guerra


  10. #25
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    Ho visto il film di Mario Martone, "Il giovane favoloso", non troppo tempo fa. Mi pare di ricordare che Elio Germano reciti (benissimo) L'Infinito da cima a fondo, ma non ricordo in quale momento ciò accada. Prima di vedere il film immaginavo, o ricordavo vagamente dai miei studi, un Leopardi sofferente e inquieto dentro, ma "arreso" in apparenza; guardando il film, seppur romanzato e non so quanto realistico, ho scoperto un poeta che non solo aveva il senso dell'ironia, ma sapeva anche, almeno in parte, ribellarsi: ciò è dimostrato soprattutto da un tentativo mal riuscito di fuga e poi, finalmente, dal trasferimento in altre città. Credo che questa poesia sia stata scritta prima di tutto questo: leggendola oggi, dopo aver visto il film, provo una sensazione più vivida di prima. Mi sembra di percepire più forte l'insofferenza - e insieme l'amore - per il suo mondo che gli è così difficile lasciare, quel mondo a cui è, comunque, indissolubilmente legato, delimitato dalla siepe; ma anche la sua sensibilità superiore, l'immensità del suo pensiero, la capacità di vedere, dietro gli ostacoli, l'immensità dell'esistente, lo spazio e il tempo passato, presente e futuro, l'Infinito appunto.

  11. #26
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    E meno male che ti sentivi inibita .
    Bel commento, ricordo anche io la magistrale declamazione di questa poesia da parte di Germano .

  12. #27
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    L’amore deve essere felice...
    Sasha Ciornyj (1880-1932) tradotta da Paolo Statuti


    L’amore deve essere felice –
    E’ il diritto dell’amore.
    L’amore deve essere bello –
    E’ la saggezza dell’amore.
    Dove hai visto un simile amore?
    Presso i signori scrivani dello Stato Maggiore?
    Sulla scena, dove il tenore ben raso
    Stringendo il guanto allo sparato,
    Monta una dolce crema
    Di amore, usignolo e luna?
    Nelle liriche strofe dei poeti,
    Dove amore fa rima con dolore
    E quasi sempre è affamato?…

    Ai piedi del Bellissimo Amore
    Depongo questo pietoso serto di assenzio,
    Nei suoi deserti giardini da me strappato…

    Любовь должна быть счастливой

    Любовь должна быть счастливой -
    Это право любви.
    Любовь должна быть красивой -
    Это мудрость любви.
    Где ты видел такую любовь?
    У господ писарей генерального штаба?
    На эстраде, - где бритый тенор,
    Прижимая к манишке перчатку,
    Взбивает сладкие сливки
    Из любви, соловья и луны?
    В лирических строчках поэтов,
    Где любовь рифмуется с кровью
    И почти всегда голодна? . . . . . . . . . . .

    К ногам Прекрасной Любви
    Кладу этот жалкий венок из полыни,
    Которая сорвана мной в ее опустелых садах...

    <1911>

  13. #28
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    L’amore deve essere felice...
    Sasha Ciornyj (1880-1932) tradotta da Paolo Statuti


    L’amore deve essere felice –
    E’ il diritto dell’amore.
    L’amore deve essere bello –
    E’ la saggezza dell’amore.
    Dove hai visto un simile amore?
    Presso i signori scrivani dello Stato Maggiore?
    Sulla scena, dove il tenore ben raso
    Stringendo il guanto allo sparato,
    Monta una dolce crema
    Di amore, usignolo e luna?
    Nelle liriche strofe dei poeti,
    Dove amore fa rima con dolore
    E quasi sempre è affamato?…

    Ai piedi del Bellissimo Amore
    Depongo questo pietoso serto di assenzio,
    Nei suoi deserti giardini da me strappato…

    Любовь должна быть счастливой

    Любовь должна быть счастливой -
    Это право любви.
    Любовь должна быть красивой -
    Это мудрость любви.
    Где ты видел такую любовь?
    У господ писарей генерального штаба?
    На эстраде, - где бритый тенор,
    Прижимая к манишке перчатку,
    Взбивает сладкие сливки
    Из любви, соловья и луны?
    В лирических строчках поэтов,
    Где любовь рифмуется с кровью
    И почти всегда голодна? . . . . . . . . . . .

    К ногам Прекрасной Любви
    Кладу этот жалкий венок из полыни,
    Которая сорвана мной в ее опустелых садах...

    <1911>
    egli crede talmente
    nella felicità dell'amore
    che solo con l'assenzio
    riesce in qualche modo
    a provarla.
    quelle belle doti
    che vi attribuisce
    sono per lui miraggi
    del tutto affini a quelli
    indotti dallo stupefacente,
    al quale fa appello
    per superare le pene
    che in realtà l'amore
    al contrario gli causa.

  14. #29
    Lunatic Mod
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    La prima parte, anche dal tono che sembrerebbe un po' ironico, mi è sembrata realmente ottimista, perciò ad una lettura distratta ho pensato che parlasse di assenzio in senso figurato, come di qualcosa che inebria il poeta e cioè, in questo caso, l'amore, poi ho letto gli ultimi versi, quel "pietoso" e i "deserti giardini" lasciano pochi dubbi, ha ragione Hot. Bella e particolare.

  15. #30
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    “L’amore deve essere felice”,
    FELICE, sembra semplice e chiaro, ma la capacità dell'uomo di complicare la semplicità ,
    ma complessità falsa dell’uomo (l'orgoglio ferito, incapacità di dire ti amo semplicemente ecc., tutto cio che fa parte del “pietoso serto di assenzio” (il poeta aveva in mente l’assenzio romano, artemisia absinthium ) si porta a “deserti giardini del Bellissimo Amore”.

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