Il libro inizia in modo decisamente divertente: due tizi, uno loquace e sbruffone e uno semi-muto, irrompono in casa di un ricco commerciante allo scopo di ferire con un coltello la schiena della moglie, in quel momento sola in casa. Obiettivo che riesce perfettamente. Sorvolo sul trattamento riservato al gatto . Poco dopo, Brian McKechnie, il padrone di casa, riceve una richiesta telefonica di denaro da parte di un certo Salvatore. La telefonata sarà la prima di una lunga serie; McKechnie, non contento della reazione indifferente della polizia di fronte alle sue richieste di aiuto, si rivolge ad un detective a tempo perso, ex poliziotto costretto a dimettersi perché non abbastanza corrotto. E qui entra in scena Duffy, investigatore decisamente particolare, personaggio ironico e amaro, in crisi personale come ogni investigatore che si rispetti, bisessuale e curioso delle avventure che lo squallido quartiere di Soho nella Londra degli anni ’70 - prima dell’Aids - può offrire. Duffy, così, decide di unire l’utile al dilettevole …
Tratti positivi: il libro, una sorta di noir o hard-boiled, è ironico e gradevole da leggere. I dialoghi, così come le battute e alcune scene, sono piuttosto divertenti, un po’ tarantiniani. Il personaggio di Duffy è approfondito e ben delineato, facile volergli bene. L’ambiente squallido e la corruzione del sistema, in questo caso della polizia, sono ottimamente rappresentati.
Tratto negativo: ho trovato la trama debole e, per me, non chiarissima seppur semplice, ma in questo non faccio testo . Pochi colpi di scena anche se, in effetti, non si tratta di un vero e proprio thriller.
Curiosità: Dan Kavanagh è uno pseudonimo dello scrittore Julian Barnes.
Non un capolavoro, ma una lettura piacevole.