Ho preso questo libro a scatola chiusa, consapevole della mia ammirazione verso questo autore, però dopo aver scoperto nell'introduzione di Rossana Rossanda che c'era nella mia edizione l'argomento trattato (una patologia prettamente femminile) mi sono sentita inizialmente spiazzata ma ho deciso lo stesso di iniziare la lettura.
Credo che qualunque donna, che sia madre o solo figlia oppure che rivesta entrambi i ruoli, possa identificarsi nella storia, non serve entrare per forza nei personaggi, io stessa ho 40 anni, quindi 10 in meno alla madre e 10 in più alla figlia.
Ogni donna ha il suo ciclo mensile fino ad una certa età e poi arriva la menopausa, sì, avete letto bene, ho scritto proprio ciclo, perché il tema principale di questo romanzo datato 1954 è lui, o se volete possiamo dire "le regole", come all'epoca si chiamava il ciclo mestruale.
Ritorna in una donna che da poco credeva di non averlo più, in concomitanza con la sua fase di innamoramento di un giovane della metà dei suoi anni. Posso immaginare lo scandalo per questi argomenti, ma d'altronde Mann ci aveva già saputo stupire con l'amore dello scrittore cinquantenne per il giovane Tadzio ne La morte a Venezia, anche se è lui stesso a non voler paragonare le due opere.
Io l'ho letto proprio in quei giorni lì e per me che sono una ipocondriaca "sui generis" (cioè una di quelle che hanno solo paura delle malattie ma non si curano volentieri coi farmaci né fanno visite di controllo ed esami del sangue, ecc) non è stato facile affrontare l'argomento malattia ma in realtà ho fatto uno sforzo solo nella seconda parte perché la prima è descrittiva della natura, molto poetica, davvero piacevole e rilassante. Ho infatti diverse frasi sottolineate che posterò nei prossimi giorni.
Ho tratto conforto dalle parole della madre legate al fatto che lei non ha mai avuto dolori, a differenza della figlia che come me ha sempre sofferto della sindrome premestruale e anche durante le regole. Però non condivido l'associazione ciclo-identità di donna, piuttosto lo vedo solo utile per la procreazione; personalmente, avendo deciso di non avere figli, per me non sarà un dramma non averlo più e di conseguenza mi auguro di stare meglio senza i suoi dolori mensili.

Segue spoiler sul finale:
La madre invece si sente ringiovanita ed associa il suo ritorno alla possibilità di vivere la storia d'amore con il bel giovane di cui si è invaghita, non se la prende con la natura che l'ha ingannata, purtroppo la sua malattia la scopre troppo tardi però almeno si gode i giorni precedenti la sua morte, inebriata dai sensi che rifioriscono in lei.