In una calda giornata di agosto il professor Niki Junpei, entomologo dilettante, raggiunge un villaggio di pescatori sulla costa giapponese nella speranza di identificare un nuovo esemplare di insetto a cui dare il proprio nome. La sua vacanza, però, assume ben presto i contorni di un incubo: fatto prigioniero dagli abitanti del paese, viene trasferito nella casa di una giovane vedova, sul fondo di una profonda fossa di sabbia. Superati lo stupore e la rabbia iniziali, Junpei scopre la verità: il villaggio vive nell'angoscia di essere inghiottito dalle dune ed è proprio per fermare la minaccia che vengono scavate quelle fosse immense. Junpei non deve fare altro che sostituire il marito della donna, morto da poco. Tra i due si sviluppa un rapporto carico di silenzi, segreti, inganni e, presto, di un disperato, violento erotismo. Kòbò Abe descrive un'allucinata lotta per la riconquista della libertà, perché la sabbia, a differenza dell'acqua in cui si può nuotare, "imprigiona le persone e le uccide sotto il suo peso".

Romanzo meraviglioso.
Davvero interessante questo romanzo che si interroga sulla natura umana e sociale. Claustrofobico, angosciante, ma senza quel fastidioso senso di nausea che accompagna libri di questo genere. Mi ha ricordato a tratti Il deserto dei tartari e ovviamente il più citato kafkiano "le metamorfosi". In ogni caso una lettura imprescindibile! non vedo l'ora di leggere altro dell'autore!!
di questo libro è uscito anche il film che ha vinto il premio speciale della giuria a Cannes nel 1964!