Un meraviglioso Balzac che racconta la vicenda di Pons un uomo antiquato, e con due manie di cui è vittima: è un buongustaio e ha una passione per il collezionismo di oggetti preziosi ( e la sua collezione si staglia come un persistere di valori in un tempo in cui questi paiono crollare).
Pons vive con il suo amico fedele, il tedesco Schmücke, in condizioni piuttosto squallide. Attraverso lo sviluppo della storia l'autore interpreta il clima di conflitto che alla vigilia della rivoluzione del 1848 sta attraversando la società francese : il dominio assoluto del denaro, la rapacità dei nuovi ricchi (ci ricorda qualcosa?), la guerra di tutti contro tutti e il conseguente annientamento dei più deboli. E lo fa con maestria incredibile, pochi tratti gli bastano per restituire l'essenza di fenomeni complessi.

Questo romanzo che fa parte dell'ultima produzione di Balzac (assieme al romanzo gemello La Cugina Bette) ci presenta una sfilza di personaggi esemplari e indimenticabili, come i nuovi arricchiti pieni di ignoranza, l'egoismo presente a tutti i livelli sociali, la perfidia che si cela in ognuno di noi se si presenta un'occasione. Se non ricordo male fu Saul Bellow a dire che in questi due libri (Pons e Bette) si poteva rinvenire il senso della vita. Affermazione forte, ma che spero invogli a leggere entrambi questi bellissimi libri.