Maria nasce in una famiglia benestante, in un piccolo paese della Sardegna chiamato Isili. Sin da piccola mostra la sua indole passionale e avventurosa, diversa da quella dei familiari e impara ad isolarsi dalla cupezza del suo ambiente - padre silenzioso e assente, madre preda di un intenso dolore di vivere, sorella affettuosa ma particolarmente composta, che sembra vivere solo per la preghiera e per il suo rosario - grazie al suo talento naturale: con il telaio di zia Borica, la levatrice di Isili che ha il compito di badare a lei e alla sorella, Maria sa creare immagini fantasiose, immagini che raccontano vere e proprie storie. La vita familiare procede apparentemente tranquilla, pur nel silenzio e nel dolore e seppure ogni abitante di quella grande casa covi segreti indicibili. Finché un giorno, a sconvolgere le vite altrui, arriva in paese un ramaio dai capelli ricci, dagli occhi di fuoco e dalla parlantina sciolta...

Raccontata così, in parte, potrebbe sembrare una favola un po' triste ma dal lieto fine, invece è tutt'altro.
E' un romanzo intenso e drammatico, a più voci, in cui ogni personaggio - non solo i componenti della famiglia - racconta la sua verità, quasi sempre tragica, e in cui, pian piano, si delineano le ombre e gli scheletri che ogni componente della famiglia Piga, ma non solo, custodisce nel proprio armadio; le ferite indelebili che ciascuno di loro, spesso nel contempo vittima e carnefice, ha subito o inflitto.
L'autore, premio Calvino 2015, si cala con grande sensibilità e con sguardo comprensivo, mai giudice (e ciò porta anche il lettore a non esprimere nessun giudizio morale), nell'animo di una serie di personaggi molto diversi tra loro e incredibilmente veri; di un padre retrogrado e inaridito dagli eventi come di una madre che ha smesso di parlare perché non può vivere senza amore, di Maria ribelle come della sorella ferita e rassegnata. Parla con le loro voci, con il loro linguaggio, con i loro diversi dialetti (non preoccupatevi, è tutto tradotto ), guidato dai loro sentimenti: amore, odio, vendetta, perdono, orgoglio e gelosia, rassegnazione e coraggio...sentimenti e segreti di cui il lettore, volta per volta, confessione per confessione, diventa depositario.
Forse sono un po' "di parte" perché l'autore è sardo (e anche perché adoro i racconti a più voci ) e racconta qualcosa che sento visceralmente mio, al di là dei fatti narrati e della trama. Qualcosa che sento dentro e che non so spiegare, e che forse non tocca tutte le persone allo stesso modo.
Però mi è piaciuto davvero tanto e lo consiglio a tutti.