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Discussione: I grandi capolavori dello Zingaro, talmente grandi che nessuno li legge

  1. #16
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    Io non ti posso dire nulla sulla grammatica perchè non sono assolutamente competente, sono una lettrice che va a sensazioni...a me piace, non ho difficoltà con i racconti frammentati, mi è piaciuto l'incontro del bimbo con la morte, e la fine della folle corsa tecnologica, il fatto che non dimentichi gli animali manca giusto qualcosa di più introspettivo sui personaggi, com'è realmente la mamma di Pepe e il rapporto tra i due?! ...e perchè Jonnhy è un piromane? che gli è successo? ...oddio, io sono curiosa, magari hai tutto in serbo per dopo. Ottimo il tono sarcastico...a me sai chi ricorda il tuo modo di scrivere....non Steinbeck, come dice Velmez, ma G.G. Marquez

  2. #17
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    Siamo tutti portati a fare dei paragoni. Quindi solo poche righe...
    Quello che mi ricordano questi tre capitoli è un miscuglio (assolutamente non inteso in senso negativo) fra I. Allende, I. Welsh e, la parte sulle religioni, un po' di Englander e Auslander (un pizzico di maligna derisione di quest'ultimo ci starebbe forse bene, in modo che vada a braccetto con il resto, che così eliminiamo Nathan Englander dal gruppo di confronto ).

    Della prosa non mi pronuncio; non sono assolutamente in grado di criticare o analizzare in profondità. Tra l'altro, oramai, chi ci bada più?
    Pertanto ciò che mi sento di suggerirti sono i racconti.
    Racconti, racconti e ancora racconti!
    Penso che tu abbia le qualità per sintetizzare e mantenere il sarcasmo e l'ironia che hai usato finora. Percepisco un bel po' di materiale e idee inespresse; le userei appunto per scrivere novelle che fanno sorridere man mano che le leggi, come è capitato a me mentre, con lo sguardo divertito da ebete, sorridevo ad ogni passaggio divertente.

    Il bello è che fra le righe, con i racconti e il tuo modo quasi innocente di esporre le vicende narrate, riesci a far riflettere scrivendo di argomenti appena accennati ma, se vogliamo, profondi. E, per i cuori teneri come il tuo e di molti (e mi ci metto di mezzo), mai banali.

  3. #18
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    Devo una birra a tutti (e un pappone di quinoa a Sal), sinceramente non mi aspettavo tanti riscontri. Indaffarati come siamo, è difficile trovare tempo per fare dei favori al prossimo.


    Prossimamente posterò altre pagine, sulle quali spero avrete voglia di fare la stessa cosa. Saranno poche, poi non romperò più, promesso.

    Faccio un appunto: non ditemi che non avete le competenze, perché non mi interessano i vostri titoli accademici. Ho bisogno invece delle vostre personali opinioni.

    La grammatica non è in gioco, è in gioco una scelta stilistica che vorrei sapere se vi piace o non vi piace. Ditemi, per favore, se è un modo di scrivere che fa o non fa per voi. Se vi annoia o vi irrita. Se vi stimola ed eventualmente cosa vi stimola

    Fino a qualche anno fa non avrei mai fatto leggere niente di mio a nessuno. Credo per paura di fallire o per qualcosa che aveva a che fare con una stupida forma di orgoglio infantile.

    Invece oggi ho deciso di affrontare le mie voglie, prima che si trasformino in ossessioni scaraventandomi in qualche istituto per matti. Forse c’entra anche una specie di narcisismo recondito.


    Un domani saranno quelli come voi le vittime che avrò nel mirino. Ci vogliono lettori avidissimi per spendere soldi e tempo in scritti inutili. Non è modestia, è un dato di fatto. Il mercato è talmente saturo che non c’è bisogno di altri papponi. Di libri ne abbiamo tutti da qui all’eternità e sono certo che nessuno sentisse l'esigenza di conoscere Pepe Violenza e Johnny Mirtillo. L'unico che ha bisogno di vederli camminare e parlare sono io, probabilmente per razionalizzare qualcosa che mi gira dentro come un serpente.


    Grazie grazie grazie grazie grazie, non saranno mai troppi.

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  5. #19
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    Continua e vediamo come si sviluppa la storia. Ricorda che se scrivi per te stesso è un conto; se poi piace anche agli altri ti procurerà grande soddisfazione. Ma se il tuo scopo è di sorprendere i lettori, allora, come diceva mi pare Bukowski, le prime pagine saranno puro genio, una goduria, ma il resto... duro lavoro. O una cosa del genere.
    Non sfilacciare la struttura! Mi pareva che in qualche punto ci fossi andato vicino. Acchiappa e adotta uno stile e usalo fino alla fine. Sei portato per un linguaggio esilarante per quel poco che ho letto. Se non scrivi solo per te, se puoi, infarcisci con qualche aneddoto divertente ma non dimenticare che ogni personaggio, te ne accorgerai, imparerà a camminare da solo. Non permettergli di fare quello che vuole. Beh, non sempre ad ogni modo.
    Togli, aggiungi, lima, riscrivi e non buttare mai nulla. Dopo molto tempo, se il tuo lavoro rimarrà nel cassetto, lo potrai risuscitare e magari optare per una nuova stesura (senza mai buttare la/le precedenti). Le riletture sono sempre sorprendenti, vedrai...

    Dài! Il seguito dov'è?

  6. #20
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    Quante volte era capace di riscrivere una pagina Hemingway ????????

    V.A.

  7. #21
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    Citazione Originariamente scritto da Volgere Altrove Vedi messaggio
    Quante volte era capace di riscrivere una pagina Hemingway ????????

    V.A.
    Già. E sempre più corta! Toglieva tutto quello che considerava ridondante...

  8. #22
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    Arrivo in ritardo...
    Sorvolando su alcuni aspetti che riguardano la costruzione delle frasi e che ti sono già stati segnalati, devo dire che a me la frammentazione non dispiace, però lo trovo un po' confusionario, soprattutto nella prima parte. La terza mi è piaciuta parecchio.
    Hai fantasia e mi piace il tono giocoso. L'approfondimento psicologico forse verrà da sé, anche tra le righe, se continui sui toni del 3. Nel senso che riusciremo a conoscere i personaggi seguendo i fatti. Questa è la mia opinione naturalmente

  9. #23
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    A questo link troverete le prime 25 pagine.

    Per chi avesse la bontà di farmi questa ulteriore cortesia, anche qualora avesse letto le parti postate sopra, chiedo di leggere tutto, senza saltare quelle pagine che vi sembrano simili.

    http://www.forumlibri.com/extras/201...nediGianni.pdf

  10. #24
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    Questa volta l'ho letto meglio, con più attenzione. E la trama fila molto meglio, forse grazie alla maggiore attenzione, forse grazie agli interventi che hai fatto.

    Devo dire che c'è molto di te in questo incipit (e dunque in quello che mi aspetto essere il prosieguo) e questo è una grande cosa. Mi dispiaceva, come mi era apparso alla prima lettura, non ritrovarti all'interno.
    Mi piacciono molto:
    - la vena surreale e grottesca, perchè ben mediati da altri elementi caratteritici del racconto
    - la vena satirica, mai urlata e quasi tra e righe, ma molto efficace per deridere le nostre umane debolezze. Castigat ridendo mores ti si applica bene, anche se più che 'ridendo' direi che lo fai con un disincanto un po' rassegnato. E' come se tu stessi dicendo, con gli occhi di un bimbo, 'Il re è nudo'
    - la vena da 'Oltre il giardino', con la quale gente (tipo il Fanatico Senza Nomeo l'addetto alle pulizie) si ritrovano a decidere quasi per caso le sorti dell'umanità

    Non mi piacciono:
    - il tuo smisurato ego che, anche nel romanzo, ti porta ad essere tu, e non Johnny, a farsi la f.....

  11. #25
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    Premetto che la prima versione non l'avevo letta e quindi mi baserò solo sul pdf che ho letto ieri.

    L'ho trovato genuino, arguto, ironico e (purtroppo) molto attuale.
    La fine del mondo in mondovisione (come diceva la canzone dei REM ripresa anche da Ligabue) mi sembra che in questi giorni la stiamo quasi già vivendo . Ieri sera i miei genitori stavano vedendo Il segreto, il mio compagno invece aveva il pc sul gioco di Rai Uno e c'è stata l'ennesima edizione straordinaria, se l'avessero fatta anche su Canale 5 mi sa che i miei non se ne sarebbero neppure accorti (ovviamente non è così nella mia realtà, ma è un esempio che calza a pennello proprio per collegarmi a quello che hai scritto tu).
    Ci sono spesso delle ripetizioni che a qualcuno potrebbero dar fastidio, io però le ho tollerate piuttosto bene.
    I personaggi principali sono interessanti ed anche quelli minori restano impressi per i loro nomi (tipo BBB e KtK)
    La divisione dei continenti tra Ovest ed Est ha un richiamo orwelliano.

    Una domanda ora mi preme: ma sono io fuori e non ho capito nulla oppure la confusione tra il Fanatico senza Volto e quello senza Nome c'è davvero? Insomma, sono la stessa persona? Ti sei confuso a scrivere o lo chiamavano in entrambi i nomi? Purtroppo leggo troppo velocemente e non vorrei essermi persa qualcosa .

    E poi, il Gianni del titolo è Johnny italianizzato, vero?

    Non ho badato agli errori, ma uno grammaticale l'ho notato, mi sembra che è stato ripetuto almeno due volte: hai scritto se stesso con l'accento sul sé (ma è stata di certo una svista).

    Se mi viene in mente altro lo aggiungo .

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  13. #26
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    Romanzo finito e completamente stravolto (ovviamente). L'ho mandato a un agente ieri, che mi farà avere una risposta tra una sessantina di giorni (o forse novanta, considerando che c'è di mezzo agosto).

    Malafi; tu che hai avuto il buon cuore di leggerlo, sappi che quella versione non esiste più. Ma tienila, te la regalo, quando vincerò il Nobel per la letteratura, potrai dire di avere una copia diversa rispetto a quella che avrà venduto 100 milioni nel mondo (forse anche 120). Ci potrai fare un pacco di soldi

    A chi avesse voglia di farlo, chiederei di leggere l'incipit (post successivo). Vorrei avere vostri commenti sinceri. Comprereste un libro che inizia così? Se sì perché. Se no perché. Grazie.

    Non mi offenderò per eventuali critiche negative, ovviamente. La sincerità è sempre ben accetta, diversamente non avrebbe senso la mia decisione di pubblicare qui la mia roba.

  14. #27
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    Quello di mia madre fu il primo.

    Fino a quel giorno, 9 agosto 2071, non avevo mai organizzato funerali.
    Organizzare funerali è un po’ come organizzare matrimoni; durante i preparativi non si ha tempo per pensare allo sposo o al morto e questo, nel caso del funerale, è senz’altro una fortuna. Non avevo avuto il tempo nemmeno per piangere; c’è una quantità di cose da decidere quando si prepara un funerale che tempo per piangere non ce n’è; quali fiori scegliere, se far sotterrare il morto o metterlo in un loculo, cosa dire alla gente, organizzare la cerimonia, pensare al vestito buono, eccetera. In un certo senso organizzare funerali è un buon modo per non pensare alla morte, ma è anche molto stressante.
    Alla fine decisi di farla sotterrare. Mi sembrò la scelta migliore, meglio dei loculi voglio dire, dove le bare vengono fatte scivolare dentro ai buchi scavati apposta nei muri. Non mi piaceva l’idea di mettere il corpo di mia madre in un loculo, mentre metterlo sotto terra mi sembrava più vicino al concetto di morte cristiana al quale ero stato abituato.
    Pagai una cifra di tutto rispetto al necroforo. Il necroforo è il beccamorto. Scelsi la soluzione “de luxe” per il funerale di mia madre. Il beccamorto, che preferiva essere chiamato necroforo, mi fece i complimenti per la scelta. Era un ottimo professionista, molto serio anche in volto, tanto che sembrava che soffrisse anche lui, anche se credo che la sua fosse più che altro una faccia di circostanza. Non si occupò solo di coprire il corpo di mia madre con la terra, ma anche di sistemarla in modo presentabile; ad esempio accomodò tutta la parte sinistra, quella volata via a causa del proiettile, in modo molto elegante.
    Un morto è molto duro nei movimenti e il necroforo alle volte deve forzare il corpo fino a rompere qualche osso se vuole sistemarlo senza pose rattrappite. Ma al morto non interessano le ossa rotte, perciò il necroforo mi chiese se poteva rompere una gamba a mia madre.
    Non ricordo la mia risposta.

    L’ultima visita che feci al corpo di mia madre (dita incrociate sul petto e occhio destro chiuso) fu piuttosto strana.
    Era dentro una bara adagiata in seta molto costosa, una seta inclusa in quella soluzione “de luxe” che avevo scelto per lei. La mezza faccia esplosa era avvolta in un elegante foulard grigio-viola. Il foulard era legato sulla sua testa, tanto che sembrava un uovo di pasqua e ci sarebbe da ridere se non fosse che parliamo di mia madre morta in quel frangente assurdo. Il foulard non era compreso nel prezzo. Chiusero il coperchio della bara e lo saldarono. Se mia madre si fosse svegliata non avrebbe potuto aprire il coperchio della bara nemmeno volendo.
    Subito dopo la saldatura cominciai a pensare a lei, a com’era morta, alle mie responsabilità e a quelle di Johnny, che non avevo idea di dove fosse finito.
    E che forse aveva bisogno di parlare con qualcuno, ma io non ero con lui e questa cosa mi dispiaceva non poco.
    Johnny, che di cognome faceva Mirtillo, era il mio migliore amico, mentre io mi chiamo Pepe Violenza e questa è la storia dei miei guai.

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  16. #28
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    Complimenti e in bocca al lupo per il miglior esito possibile
    Come sai io sono più impaziente e ho scelto l'autopubblicazione, ti auguro una pubblicazione tramite editore con grandi soddisfazioni
    Ultima modifica di ariano geta; 08-03-2017 alle 04:28 PM.

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  18. #29
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    Ad una prima lettura mi sembra un romanzo surrealista, a cominciare dai nomi dei personaggi.
    Mi sembra un romanzo che apparentemente racconta un avvenimento concreto, un funerale, ma che in profondità questo descrivere fatti in modo oggettivo voglia significare altro, mi sembra un romanzo da leggere come si guarda un'immagine attraverso uno specchio, un romanzo introspettivo.
    Quando all'inizio l'ho definito un romanzo surrealista intendevo dire che questo brano postato mi è sembrato come un dipinto ricco di oggetti ma che in realtà sono simboli del pensiero dell'artista, del suo sentire, in questo caso dello scrittore certo.
    Anche il modo di raccontare tragicomico è significativo, un modo per esorcizzare ciò che lo spaventa.
    A me questo stile piace, l'ironia nel raccontare un evento drammatico mi piace, attento però a non estremizzare questo lato.
    Ad esempio mi è sembrata un po' fuori luogo la frase:Se mia madre si fosse svegliata non avrebbe potuto aprire il coperchio della bara nemmeno volendo.
    Diciamo che appesantisce un po' lo spirito "tragicamente leggero" che hai dato al romanzo.
    Ho intravisto tra le righe la volontà di provocare il lettore, nessuno si aspetterebbe che un romanzo cominciasse col racconto di un funerale, della propria madre poi, la prima riga è uno schiaffo, è come un getto di acqua ghiacciata.
    Ma a me questo stile velatamente provocatorio e non perbenista piace, se si sceglie questo stile però bisogna stare attenti ad ogni minimo particolare e cercare di non esagerare, provocatorio si ma con moderazione e mi sembra che l'incipit abbia rispettato questa regola, del tutto personale chiaro.

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  20. #30
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    Ma l'incipit è cambiato?

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