Nick Hornby recconta la storia (vera) di Sophie Straw, attrice comica inglese che negli anni '60 spopolò in una delle prime sit-com della BBC. Sophie, giunta dal nord dell'Inghilterra a Londra con il sogno di recitare, realizza in modo del tutto fortuito il suo sogno; accanto a lei il produttore Dennis, i due autori e il suo partner nella fiction verificano come spesso la finzione e la realtà si alterino a vicenda.

Il mio giudizio non può essere granché benevolo. Nonostante alcune buone intuizioni (ad esempio la confusione in cui chi fa spettacolo rischia di rimanere invischiato, sovrapponendo i ruoli sullo schermo a quelli nella vita reale) il libro mi è sembrato sciatto, soprattutto nell'uso del linguaggio (forse anche a causa di una cattiva traduzione, ma non ho elementi sufficienti per affermarlo), povero di idee e ben poco "spiritoso". Qualche momento commovente sul finale quando i personaggi, ormai anziani, tracciano un bilancio delle loro esistenze.

Nick Hornby, di cui non avevo mai letto niente prima d'ora, non penso rientrerà più nei miei programmi di lettura