Il titolo completo : Cronache dalle terre di nessuno. Sedici anni da inviato sulla linea del fuoco. Guerra, informazione, propaganda.

Guerra e informazione. Un binomio conflittuale e difficile, perché l'informazione vera, secondo l'autore, non piace a chi fa le guerre. Il paradosso dell'era della comunicazione globale e delle notizie in tempo reale, del dominio dei grandi network televisivi, è che non si è mai stati così lontani dalla guerra, dalla reale linea del fronte: il reporter si trova in una trincea mediatica, assediato da restrizioni e imposizioni, da manipolazioni e propaganda, mentre è sempre più difficile trovare gli spazi per approfondire le notizie, ci si riduce alla cronaca, ai luoghi comuni e alle frasi fatte. Un giornalista italiano ripercorre in questo volume i principali conflitti dell'era della comunicazione globale e li analizza alla luce di queste considerazioni. Giovanni Porzio, che ha trascorso gli ultimi venticinque anni sui fronti più caldi di Medio Oriente, Africa, Asia e Balcani, è stato testimone di quello che racconta. Dai deserti africani alle montagne afghane, svela i meccanismi occulti della propaganda e della disinformazione, in una riflessione sul mestiere dell'inviato "sulla linea del fuoco" che è anche un'indagine sul ruolo dei media.
( da http://www.ibs.it )

dal sito dell'autore :
Il termine inglese “reporter” mi è certamente più congeniale: non implica una relazione meccanica con la pubblicazione di un articolo su un giornale, non circoscrive il mezzo alla carta stampata e suggerisce l’atto dinamico del “riportare” da un luogo notizie, ma anche racconti, sensazioni e, appunto, immagini.

Negli ultimi anni le immagini di diversi conflitti ci hanno investito, in un drammatico susseguirsi. Per alcuni tra questi l'autore raccoglie le sue testimonianze sul campo e le affianca a riflessioni più generali sul ruolo dell'informazione. Ho trovato questo libro non solo utile come "promemoria", ma un fonte per colmare lacune e chiarire situazioni. Letteralmente: "per non dimenticare".