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Discussione: 26° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #1
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    Predefinito 26° Poeticforum - Le poesie che amiamo

    Lascio sempre aperto il 25° Poeticforum (anche perché vorrei commentare le poesie, quando mi verrà incontro l'ispirazione ) e intanto apro il 26°, considerato che, nonostante siamo in agosto, lo "zoccolo duro" è più o meno presente

    Attendo le vostre proposte, scritte da voi o meno.

  2. #2
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    Incantesimo

    Se, al tuo scrittoio, metti da parte il lavoro,
    prendi giù un libro, cerchi questi versi
    e leggi che io sto lì in ginocchio, l'orecchio
    contro il tuo petto dove i muscoli
    si inarcano come grossi tomi che si aprono, in curve
    di gabbiani, attraverso le onde sonore del tuo cuore,

    e che mi passi le dita fra i capelli,
    sfilando dalla massa ribelle ciocche
    sottili come segnalibri di seta scarlatta,
    e mi accarezzi le guance come se lisciassi
    veline tra rigide illustrazioni,
    e mi tiri verso di te

    per leggermi solo negli occhi, vedrai,
    in monocromo argento, te stesso,
    seduto al tuo scrittoio, prendere giù un libro,
    cercare questi versi, e allora, amore,
    non saprai chi di noi due legge
    ora, chi scrive, e chi è scritto.

    Kate Clanchy

  3. #3
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    Vù Cumprà

    Agosto ce ne andiamo

    solo vi lasciamo Milano
    vigilate voi, noi assenti
    sulle nostre case eleganti
    sui bei ladri distinti
    sui governanti
    noi ce ne andiamo, vi lasciamo
    i nostri cani adorati
    affamati assetati
    ce ne andiamo, vigilate voi
    sulla statuina che è d'oro
    che non se la portino via vi lasciamo per compagnia
    i nostri cani adorati
    affamati assetati
    e poi piccioni e piccioni
    e sotto i piccioni
    statue dai grandi nomi
    statue rinomate
    ma voi come vi chiamate?
    Vi abbiamo tolto anche i nomi
    nelle nostre città
    vigilate voi, voi Persone
    che chiamano Vù Cumprà.

    Vivian Lamarque

  4. #4
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    piccolo paese calabro della costa jonica...
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    Come Petrarca

    Sparse di sabbia
    il vento l’arenile
    mentre imperioso il mare
    alzava le sue onde.

    Forte l’uragano
    intralciava
    il mio cammino
    quel giorno tempestoso
    e, come Petrarca,
    m’avventurai
    sulla battigia
    solo e pensoso…

    Sferzavami
    l’acqua il viso
    e la melanconia la mente
    per un pensiero triste
    come i passi miei
    tardi e lenti:
    i nostri son giorni
    che durano niente
    poiché il Tempo padrone
    riprende le sue ore…
    Inesorabilmente.

    (maclaus)

  5. #5
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    Conrad Siever-Antologia di Spoon River, di Masters

    Non in quel giardino abbandonato
    dove i corpi si trasformano in erba
    che non nutre greggi, e in sempreverdi
    che non portano frutto-
    là dove lungo i sentieri ombrosi
    si odon vani sospiri,
    e si sognano sogni anche anche più vani
    d' intima comunione coi morti-
    ma qui sotto il melo
    che amavo, vegliavo e sarchiai
    con dita nodose
    per lunghi, lunghi anni;
    qui sotto le radici della vedetta del Nord
    aggirarmi nel moto chimico della vita,
    nel suolo e nella carne dell' albero,
    e negli epitaffi viventi
    di mele più rosse!

    Se non conoscete l' Antologia, ma dubito, ve la consiglio caldamente. Alcuni suoi epitaffi riempono il cuore.

  6. #6
    d'ya think i'm stupid?
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    My Life

    estate
    quest’alba che non si decide a levarsi dal suo giaciglio
    tra le nubi filtra solo un debole chiarore
    molta pioggia deve ancora scendere dal cielo

    ma la mia sarà una bella giornata

    mi avvio per le strade
    scarpe chiuse felpa pesante ombrello
    la claustrofobia mi assale
    sono già bagnato, ma di sudore

    l’ombrello in un cassonetto la felpa sul marciapiede
    lancio le scarpe lontano, in direzioni opposte
    la spinta atletica di spalla potente e coordinata
    due grida alle rispettive contrazioni muscolari,
    ringhi di autoaffermazione, come a marcare il territorio

    la canotta già intrisa di pioggia fresca
    aderisce alla mia figura disegnandomi il corpo
    forte e ribelle contro dio e l’umanità, oppressori

    i capelli sciolti bagnano la schiena
    la mia barba gocciola sul petto
    scorrono dalle spalle rivoli sui gomiti
    gli occhi socchiusi tra gli scrosci
    mandano lampi sincroni col temporale

    la mia bella giornata è ormai nel pieno

    atavica libertà selvaggia, le braccia levate al cielo
    corro ansimando a perdifiato
    nessun altro intorno, pur tra questa folla alienata

    urto contro muri alberi pali individui pseudo-umani
    cado rotolando, mi rialzo ridendo fiero
    ora le persone fanno ala al mio passaggio
    fendo due mura come Mosè le acque

    sbigottiti sorpresi stupefatti
    sorrisi di circostanza, spaventati e poi imbarazzati
    nella mia libertà vedono riflessa la loro pazzia
    ma nessuno fermerà l’animale in fuga

    non la gente non i preti i dottori non le guardie né semafori rossi...
    rombanti scatole metalliche mi aggrediscono
    prepotenti suoni di clacson stridore di gomme sull’asfalto…

    perché l’acqua su di me e nelle pozze intorno
    ora sembra diventata così rossa?

    la mia giornata é ormai finita:
    ma é stata forse la più bella!


    Hot
    Ultima modifica di HOTWIRELESS; 08-10-2016 alle 10:19 AM.

  7. #7
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    Incantesimo

    Se, al tuo scrittoio, metti da parte il lavoro,
    prendi giù un libro, cerchi questi versi
    e leggi che io sto lì in ginocchio, l'orecchio
    contro il tuo petto dove i muscoli
    si inarcano come grossi tomi che si aprono, in curve
    di gabbiani, attraverso le onde sonore del tuo cuore,

    e che mi passi le dita fra i capelli,
    sfilando dalla massa ribelle ciocche
    sottili come segnalibri di seta scarlatta,
    e mi accarezzi le guance come se lisciassi
    veline tra rigide illustrazioni,
    e mi tiri verso di te

    per leggermi solo negli occhi, vedrai,
    in monocromo argento, te stesso,
    seduto al tuo scrittoio, prendere giù un libro,
    cercare questi versi, e allora, amore,
    non saprai chi di noi due legge
    ora, chi scrive, e chi è scritto.

    Kate Clanchy

    Partiamo con i commenti

  8. #8
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    Citazione Originariamente scritto da shvets olga Vedi messaggio
    Incantesimo

    Se, al tuo scrittoio, metti da parte il lavoro,
    prendi giù un libro, cerchi questi versi
    e leggi che io sto lì in ginocchio, l'orecchio
    contro il tuo petto dove i muscoli
    si inarcano come grossi tomi che si aprono, in curve
    di gabbiani, attraverso le onde sonore del tuo cuore,

    e che mi passi le dita fra i capelli,
    sfilando dalla massa ribelle ciocche
    sottili come segnalibri di seta scarlatta,
    e mi accarezzi le guance come se lisciassi
    veline tra rigide illustrazioni,
    e mi tiri verso di te

    per leggermi solo negli occhi, vedrai,
    in monocromo argento, te stesso,
    seduto al tuo scrittoio, prendere giù un libro,
    cercare questi versi, e allora, amore,
    non saprai chi di noi due legge
    ora, chi scrive, e chi è scritto.

    Kate Clanchy
    Quando ero di buon umore ho letto poesia Incantesimo, che mi è piaciuta subito e mi sembrava cosi tangibile e visibile.
    Vedo questi due,vedo la loro passione. La passione è visibile e si sente in ogni parola, in ogni gesto.
    Quante volte ho guardato a mio marito, pensando “metti da parte il lavoro… e mi tiri verso di te”
    Quando due amori si incontrano e si dissolvono l’uno nell’altro…
    “…amore,
    non saprai chi di noi due legge
    ora, chi scrive, e chi è scritto.”

  9. #9
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da shvets olga Vedi messaggio
    Quando ero di buon umore ho letto poesia Incantesimo, che mi è piaciuta subito e mi sembrava cosi tangibile e visibile.
    Vedo questi due,vedo la loro passione. La passione è visibile e si sente in ogni parola, in ogni gesto.
    Quante volte ho guardato a mio marito, pensando “metti da parte il lavoro… e mi tiri verso di te”
    Quando due amori si incontrano e si dissolvono l’uno nell’altro…
    “…amore,
    non saprai chi di noi due legge
    ora, chi scrive, e chi è scritto.”
    la perfetta fusione in un unico essere completo, formato da ciò che ciascuno rispettivamente è, al punto di non poter più distinguere il singolo nell'atto del dare e ricevere, che è poi il meccanismo fondante dell'esistenza.


  10. #10
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    la perfetta fusione in un unico essere completo, formato da ciò che ciascuno rispettivamente è, al punto di non poter più distinguere il singolo nell'atto del dare e ricevere, che è poi il meccanismo fondante dell'esistenza.

    Non sono d'accordo con te.
    Ho scritto: “quando due amori si incontrano e si dissolvono l’uno nell’altro”, si dissolvono non spariscono,intendevo dissoluzione arricchente e stimolante
    L'amore non è rinuncia dell'individualità.
    Nel mio caso, nel mio rapporto con mio marito non posso dire chi scrive, e chi è scritto al 100% (siamo due indocili), non posso dire che noi siamo una cosa sola e un insieme perfetto - siamo abbastanza liberi (dentro un ragionevole), io non sparisco nel profondo di lui (dovrebbe divorziare?). Semplicemente, non mi piace amore devastante. E secondo me, la poesia non tocca le questioni fondamentali del rapporto tra uomo e donna, nella poesia descritto bellissimo solo un momento di passione e desiderio, descritto con sguardo ironico della donna, che non perde di vista le piccole debolezze del marito

  11. #11
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da shvets olga Vedi messaggio
    Non sono d'accordo con te.
    Ho scritto: “quando due amori si incontrano e si dissolvono l’uno nell’altro”, si dissolvono non spariscono,intendevo dissoluzione arricchente e stimolante
    L'amore non è rinuncia dell'individualità.
    Nel mio caso, nel mio rapporto con mio marito non posso dire chi scrive, e chi è scritto al 100% (siamo due indocili), non posso dire che noi siamo una cosa sola e un insieme perfetto - siamo abbastanza liberi (dentro un ragionevole), io non sparisco nel profondo di lui (dovrebbe divorziare?). Semplicemente, non mi piace amore devastante. E secondo me, la poesia non tocca le questioni fondamentali del rapporto tra uomo e donna, nella poesia descritto bellissimo solo un momento di passione e desiderio, descritto con sguardo ironico della donna, che non perde di vista le piccole debolezze del marito
    indistinguibili nel dare e nel ricevere, nell'intensità di questo scambio, non certo per individualità, che se non fosse mantenuta lo impedirebbe togliendone valore...
    non so se riesco a spiegarmi

  12. #12
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    indistinguibili nel dare e nel ricevere, nell'intensità di questo scambio, non certo per individualità, che se non fosse mantenuta lo impedirebbe togliendone valore...
    non so se riesco a spiegarmi

    Idealmente, nelle coppie ideali sì, ma siccome nella vita reale non ci sono le coppie ideali sono molto distinguibili, è difficile distinguere essendo dentro, l’osservatore vede la maggior parte del gioco , chiedete ai vicini e tutto sarà chiaro e distinguibile.
    Come misurare, quale unità di misura dell'intensità di questo scambio (a dare e ricevere aggiungerei perdere)? Direi la felicità, il livello dell'autostima, tranquillità (fiducia interiore e la pace della mente).
    Credo, che la donna dà di più e anche perde di più a causa della sua emozionalità e disponibilità a sacrificare se stessa per l'amore (non dico che è bene sia per lei sia per lui).

    Spero che ti ho capito bene
    Ultima modifica di shvets olga; 08-15-2016 alle 02:07 PM.

  13. #13
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    Io ti darò di più,
    Io ti darò di più
    Di tutto quello che
    Avrò da te.





  14. #14
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    Cari Olga e Hot, siete troppo profondi...

    Così profondi che leggo e rileggo i vostri post e mi sento dissolvere...


  15. #15
    d'ya think i'm stupid?
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    Alcune considerazioni.

    L’amore è un sentimento molto particolare, poiché può tradursi nella vita reale in un rapporto di coppia, perciò inteso come “transitivo”, come altrettanto galleggiare nella dimensione filosofica, quella che non prevede un oggetto su cui venire riversato ma è tutt’uno con i propri intimi stati emozionali.

    Vi sono molte persone di particolare sensibilità, che nella ricerca dell’amore ne coltivano più questo secondo aspetto, proprio per prescindere dall’esistenza di partner, fonti sì di sinergia positiva, purtroppo sovente transitoria, ma fatalmente anche di aspetti negativi legati a compromessi esistenziali e questioni di affermazione delle rispettive personalità nell’ambito di coppia.

    Spesso peraltro i due tipi di amore coincidono, soprattutto nelle fasi di innamoramento in cui sono rafforzati da passione, sentimenti di reciproca stima e talvolta miope ammirazione a-critica; ma è frequente che, coll’affievolirsi -che spesso nel tempo subentra- dell’infatuazione, vi sia una trasformazione nella direzione della seconda forma.

    Il partner non è più allora l’oggetto-fonte dell’amore, ma un’entità praticamente anonima e impersonale, strumentale alla forma filosofica autonoma di questo stato idealizzato che si autoalimenta dell’emotività di chi lo adotta.

    E’ inevitabile che, di conseguenza, di lui emergano e siano messi in risalto e discussione tutti i difetti che inevitabilmente possiede in quanto a propria volta persona viva e manifesta, correlati agli aspetti della natura umana che li originano: meschinità, povertà d’animo, egocentrismo, etc., cose già presenti ovviamente in chiunque, più o meno latenti, ma che erano sopite nella bambagia dell’infatuazione. E tutto assume gradatamente una dimensione che, se a chi osserva da fuori pare magari invariata nei risultati e aspetti comportamentali, all’interno della coppia viene a basarsi su tutt’altri presupposti.

    Presupposti che non ricavano più l’amore dal partner, ma dall’idea personale che si ha nel proprio io dell’amore. In sostanza una forma di egoismo catartico spirituale estremo.

    Egoismo che, reputando il sacrificio finalizzato al proprio sentire, fornisce forza motivando ad affrontare con sopportazione le negatività del partner; non più per lui -che in tal caso si procederebbe a scaricare con pochi scrupoli, e anzi spesso si finisce per farlo una volta che non lo si ritiene più all'altezza e “il gioco non vale più la candela”- ma per se stessi: pena che costituisce uno dei pilastri del proprio sentimento e che portare in spalla come una croce -“la propria croce!”- costituisce fonte di autostima rendendo, se pur clandestinamente, orgogliosi di se stessi.

    Il godimento che ne consegue è appagante, come sempre quello che scaturisce dal masochismo, come di fatto è.

    Molti ménage campano in tal modo a tempo indeterminato, per quella che è l’incapacità (o la non volontà, inconscia o consapevole) di valutare oggettivamente la fine di un rapporto, trasformando più o meno deliberatamente la figura del partner in veicolo inconsapevole del proprio paradiso artificiale amoroso, millantando come amore per lui -bruto e ignobile concentrato di difetti e negatività- il proprio sacrificio inscenato con tenacia, che in realtà è solo per se stessi.

    Magari fino a che quello, distrutto da condizionamenti che percepisce ma non realizza, se ne va deluso e distrutto da quella che è ormai una permanente violenza psicologica; ma con il marchio del colpevole, del prepotente e di chi sarebbe responsabile della fine di un amore e dell’abbandono del tetto coniugale.

    In questo senso concordo esservi tanta ironia nella considerazione da parte della poetessa del comportamento dell’uomo di questa poesia: pare proprio che la donna lo stia usando, sfruttandone le debolezze, per ricevere quelle attenzioni creazione delle proprie fantasie emotive, affermando in sostanza che non ne è lui in realtà l’attore, ma lei stessa attraverso lui.

    Questo non distinguere chi fa cosa, indica proprio che lì non vi sono due partner che si scambiano amore, ma una sola che lo vive sulle proprie pulsioni, dove lui è un accessorio propedeutico, una marionetta.

    Ammesso e non concesso, tristemente, che le coppie ideali non ci siano -o lo siano in limitate fasi esistenziali, in cui ciò può realizzarsi per un transitorio cumulo di coincidenze reciprocamente appaganti-, in tal caso quelle reali non sarebbero rette da sentimento etereo e idealizzato, bensì da un mare di compromessi che le rendono in realtà dei sodalizi più o meno affettivi.

    E’ qui che si iniziano calcoli e misurazioni, chi dà di più e quanto, chi riceve di più, chi perde chi vince, chi si sacrifica per l’amore…

    Ciò è molto penoso, ma se l’amore non esiste allora ne è il più probabile candidato a surrogarlo; ed in effetti molte coppie “di lungo corso” finiscono per vivere in equilibri/squilibri di tale fatta, laddove anche il ruolo di chi afferma essere il perdente che più si sacrifica è in realtà scelta voluta, essendo proprio in tale sconfitta la vera vittoria: il sacrificio si fa per se stessi -giammai lo si farebbe per l’altro!-, per l’amore filosofico che è molto più elevato di quello prosaico di coppia.

    E a ben vedere, ad uscirne perdente è quel cavernicolo “gretto e terreno”, che vede l’amore solo in un relazionarsi con la partner, trovandosi incapace per cromosomica mancanza di sensibilità a concepire quello filosofico, infinito ed eterno; da lei ridotto progressivamente ad assumere perfettamente in buona fede comportamenti dolci ed affettivi, che lui per un’istintiva dedizione protettiva-sessual-maschilista identifica come amore e che peraltro nulla sortiscono sulla partner. La quale assiste sorridendo compiaciuta dentro di sé, continuando esternamente a proclamarsi sua vittima.

    Ultima modifica di HOTWIRELESS; 08-18-2016 alle 11:07 PM.

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