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Discussione: 26° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #46
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    Ed ora mi commento da solo...
    Olga, hai citato (volutamente?) il Libro del Qoelèt e, come al solito, hai colto nel segno... ma come fai?
    La citazione di Petrarca è il mio umile omaggio al poeta e in particolare al sonetto "Solo e pensoso", che è uno dei miei preferiti
    L'esperienza l'ho vissuta veramente: un giorno di pioggia e vento mi sono messo a camminare sulla spiaggia, recitando il sonetto in questione ed è stato meravigliosamente melanconico...

    p.s. ringrazio tutti per i commenti: mi avete fatto sentire Petrarca per un istante...

  2. #47
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    Ed ora mi commento da solo...
    Olga, hai citato (volutamente?) il Libro del Qoelèt e, come al solito, hai colto nel segno... ma come fai?
    La citazione di Petrarca è il mio umile omaggio al poeta e in particolare al sonetto "Solo e pensoso", che è uno dei miei preferiti
    L'esperienza l'ho vissuta veramente: un giorno di pioggia e vento mi sono messo a camminare sulla spiaggia, recitando il sonetto in questione ed è stato meravigliosamente melanconico...

    p.s. ringrazio tutti per i commenti: mi avete fatto sentire Petrarca per un istante...
    a petracca de noantri,
    mo beccate na BOCCACCIA ...


  3. #48
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    Ed ora mi commento da solo...
    Olga, hai citato (volutamente?) il Libro del Qoelèt e, come al solito, hai colto nel segno... ma come fai?
    La citazione di Petrarca è il mio umile omaggio al poeta e in particolare al sonetto "Solo e pensoso", che è uno dei miei preferiti
    L'esperienza l'ho vissuta veramente: un giorno di pioggia e vento mi sono messo a camminare sulla spiaggia, recitando il sonetto in questione ed è stato meravigliosamente melanconico...

    p.s. ringrazio tutti per i commenti: mi avete fatto sentire Petrarca per un istante...
    La mia vita (da miei 7 anni):
    Oktyabrenok (giovani ottobristi - membri dell'organizzazione dei bambini, che in Unione Sovietica scolari ( 1 a 4) Unite.Si è ritenuto una fase preparatoria prima di entrare i pionieri. Sul petto ornato icona - una stella a cinque punte con un ritratto di Volodja Ulyanov nel mezzo - ero un membro.
    Pionierka -pioniere – membro di un'organizzazione giovanile di ambito socialista, simile al movimento scout - ero un membro.
    Komsomolka - komsomol - lega dei giovani comunisti - ero un membro.
    Comunista - non ero un membro, non meritavo di essere un membro

    "La Religione è l'oppio dei popoli" - questo era uno dei principali slogan, l’altro slogan molto diffuso è stato Chi non lavora, neppure mangi ("Chi non lavora non mangia" da La Costituzione Sovietica del 1936).
    Chiaro che non abbiamo mai letto la Bibbia, dico di più - non abbiamo mai visto una Bibbia.
    Ma, nonostante tutto questo, sempre abbiamo sentito e usato queste frasi senza sapere che si tratta delle citazioni dalla Bibbia

    Sia la luce!
    Capro espiatorio
    Vanità delle vanità - tutto è vanità
    Maledizioni vengono al pettine
    Dio ha dato - Dio ha preso
    Sale della terra
    Occhio per occhio, dente per dente
    La mano sinistra non sa quello che il diritto
    Non giudicate, affinché non siate giudicati
    Non gettare le perle ai porci
    Colui che cerca trova
    Fate agli altri quello che vuoi che facciano a voi
    Lupo travestito da pecora
    Prudenti come i serpenti
    Portare la propria croce
    Chi non è contro di noi è per noi
    Un luogo sacro non è mai vuoto
    Mi lavo le mani
    Non vedere la trave nel proprio occhio
    Tutto il segreto diventa chiaro
    "Tommaso dubbioso"
    Pietra d'inciampo
    Ultraterreno
    Le vie di Dio sono imperscrutabili
    La fede, la speranza, l'amore
    Chi non lavora, neppure mangi
    Ultima modifica di shvets olga; 09-03-2016 alle 06:07 PM.

  4. #49
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    La prossima poesia è di Edgar Lee Masters

    Conrad Siever-Antologia di Spoon River

    Non in quel giardino abbandonato
    dove i corpi si trasformano in erba
    che non nutre greggi, e in sempreverdi
    che non portano frutto-
    là dove lungo i sentieri ombrosi
    si odon vani sospiri,
    e si sognano sogni anche anche più vani
    d' intima comunione coi morti-
    ma qui sotto il melo
    che amavo, vegliavo e sarchiai
    con dita nodose
    per lunghi, lunghi anni;
    qui sotto le radici della vedetta del Nord
    aggirarmi nel moto chimico della vita,
    nel suolo e nella carne dell' albero,
    e negli epitaffi viventi
    di mele più rosse!

  5. #50
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    Accidenti,ho sempre detto che sarò erba e non avrei mai pensato che erba in cimitero è una cosa inutile.
    E' molto bella, inaspettata per me, triste combinazione di parole, contraddittoria, che unisce le cose incompatibili (la vita e la morte), la metafora “epitaffi viventi”. Dopo di noi rimarrà ciò che siamo riuscite a fare nella vita e questo sarà un vero e proprio epitaffio, che racconterà la nostra vita.
    Non avendo la tastiera italiana, io copio alcune parole e, scrivendo nella barra di ricerca saro erba per copiare sarò erba, mi sono imbattuta in una poesia di una giovane poetessa Chiara Pagliochini:

    Panta rei

    Aspetterò di essere ricoperta dai pioppi;
    sprofonderò nel prato palmo a palmo,
    che le mani che si artigliano
    alle margherite
    e pollini che penetrano le narici.
    Sarò erba, sarò verde, sarò stelo
    e fuscello, sarò ruscello e Ofelia:
    sarò un tutt’uno che scorre nella terra.
    Non mi alzerò più.
    Illanguidite le mie braccia marciranno
    e metteranno radici e avrò un posto
    nel mondo, finalmente.
    Il petto arresterà l’ansito
    e in un sussulto ultimo, in uno spasmo
    sarò Natura.

  6. #51
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    Cavolo, non avevo mai considerato la (bellissima) interpretazione di Olga: di noi rimarrà ciò che siamo riusciti a fare. Mi sento di condividerla.
    Ho proposto questa poesia perché mi ha toccato il cuore, io vedo Conrad come un uomo abituato alla vita non urbana, ai suoi tempi, alle sue fatiche, alle sue bellezze. E proprio tutto ciò, attraverso questa poesia, viene rappresentato e ricordato. Bello anche il rapporto con la morte, tipico dei contadini, che viene qui descritto: c'è la stanchezza, l' attaccamento alla vita, ma anche l' orgoglio e la serenità di un' esistenza vissuta realmente. L' albero (che se vogliamo può essere la semplice, ma sublime, metafora di chi vive in un mondo agricolo) poi rappresenta la vita che si rinnova, che cessa di essere divenendo qualcos'altro, un qualcos'altro che pure conserva una parte di ciò che fu. Forse Conrad, a differenza dei colti uomini di città, presi dal conseguimento dell' effimero, ha scoperto come raggiungere l' immortalità.
    Gli epitaffi delle tombe si consumano e dimenticano, ma dalle mele nascono nuovi alberi.
    Ultima modifica di Marzati; 09-07-2016 alle 08:20 PM.

  7. #52
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    la sepoltura in un cimitero, luogo di comunione coi defunti, è generalmente considerato segnale probante che la vita da quel momento è finita. diventeremo inutile erba, che non serve a proseguire l'esistenza, ad alimentare gli animali, a formare piante che danno frutti...
    solo culto della morte.
    invece l'autore sogna una morte come una rinascita a nuova vita: non cerimoniali asettici nei cimiteri, in onore di chi diventa solo un ricordo, ma la elezione della partecipazione al ciclo della natura, l'entrarne nel ciclo naturale "chimico" che prevede che ogni resto divenga parte concreta e necessaria di piante che danno frutti, alimentano animali, ...
    la morte diventa solo trasformazione, evoluzione: non la fine, ma la prosecuzione e quindi l'essenza della vita !!!
    la celebrazione dei defunti si realizza idealmente nel cantare questa gioia esistenziale: un cantico delle creature di stampo quasi francescano ...


  8. #53
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    La morte non è un periodo di chiusura dell’esistenza,
    ma soltanto un intermezzo,
    un passaggio da una forma all’altra dell’essere infinito…
    L’aldilà corrisponde all’esigenza profonda dell'essere il quale troverà il suo completamento di esigenza d’amore, dopo essersi liberato delle sue spoglie mortali...
    Che sia erba o mela rossa...è indifferente.

  9. #54
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    La morte non è un periodo di chiusura dell’esistenza,
    ma soltanto un intermezzo,
    un passaggio da una forma all’altra dell’essere infinito…
    L’aldilà corrisponde all’esigenza profonda dell'essere il quale troverà il suo completamento di esigenza d’amore, dopo essersi liberato delle sue spoglie mortali...
    Che sia erba o mela rossa...è indifferente.
    sapevo che non avresti resistito ...

    qui sembra essere subentrata una concezione della vita più come dire universale ...

    ma se tutto ciò che é vivo, quando muore si ricicla in mille forme che lo assorbono, allora alla fine delle fini tutto si riduce ad un essere unico globale, dove la vita é un tutt'uno sia chimico che spirituale.
    non sarà quindi un giudizio finale che verterà sui singoli, ma la catarsi divina dell'uomo attraverso la riunificazione globale degli elementi con quella che, raccolti finalmente tutti i pezzi dispersi, sarà una sola anima; tornato lui finalmente ad essere quel dio originario che riteneva smarrito dopo la tragedia dell'eden, e che cercava erroneamente intorno invece che in sé stesso.

  10. #55
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    sapevo che non avresti resistito ...

    qui sembra essere subentrata una concezione della vita più come dire universale ...

    ma se tutto ciò che é vivo, quando muore si ricicla in mille forme che lo assorbono, allora alla fine delle fini tutto si riduce ad un essere unico globale, dove la vita é un tutt'uno sia chimico che spirituale.
    non sarà quindi un giudizio finale che verterà sui singoli, ma la catarsi divina dell'uomo attraverso la riunificazione globale degli elementi con quella che, raccolti finalmente tutti i pezzi dispersi, sarà una sola anima; tornato lui finalmente ad essere quel dio originario che riteneva smarrito dopo la tragedia dell'eden, e che cercava erroneamente intorno invece che in sé stesso.
    Hai intenzione di fondare qualche nuova setta religiosa?
    Comunque alcuni punti si possono prestare ad una riflessione importante...
    P.s se la fondi, la setta, io ci sto 😎

  11. #56
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    Citazione Originariamente scritto da Marzati Vedi messaggio
    Hai intenzione di fondare qualche nuova setta religiosa?
    Comunque alcuni punti si possono prestare ad una riflessione importante...
    P.s se la fondi, la setta, io ci sto 😎
    sai, qualcosa mi suggerisce che dalle parti dell'india qualcuno mi abbia preceduto da qualche tot di tempo ...
    comunque grazie per il riscontro ...
    io sono così (puoi chiedere a Mac ... )


  12. #57
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    Citazione Originariamente scritto da Marzati Vedi messaggio
    Hai intenzione di fondare qualche nuova setta religiosa?
    Comunque alcuni punti si possono prestare ad una riflessione importante...
    P.s se la fondi, la setta, io ci sto 😎
    ...tu sei nuovo qui e quindi non puoi sapere che ho deciso da tempo di intraprendere (dopo Compostela) un nuovo cammino, con una missione precisa:
    dalla Calabria al Trentino
    e con un bicchier di vino
    davanti al focolare
    star con Hot a meditare...

  13. #58
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    Sono indietro con i commenti, provvederò ma per adesso inserisco la poesia di Hot
    My Life

    estate
    quest’alba che non si decide a levarsi dal suo giaciglio
    tra le nubi filtra solo un debole chiarore
    molta pioggia deve ancora scendere dal cielo

    ma la mia sarà una bella giornata

    mi avvio per le strade
    scarpe chiuse felpa pesante ombrello
    la claustrofobia mi assale
    sono già bagnato, ma di sudore

    l’ombrello in un cassonetto la felpa sul marciapiede
    lancio le scarpe lontano, in direzioni opposte
    la spinta atletica di spalla potente e coordinata
    due grida alle rispettive contrazioni muscolari,
    ringhi di autoaffermazione, come a marcare il territorio

    la canotta già intrisa di pioggia fresca
    aderisce alla mia figura disegnandomi il corpo
    forte e ribelle contro dio e l’umanità, oppressori

    i capelli sciolti bagnano la schiena
    la mia barba gocciola sul petto
    scorrono dalle spalle rivoli sui gomiti
    gli occhi socchiusi tra gli scrosci
    mandano lampi sincroni col temporale

    la mia bella giornata è ormai nel pieno

    atavica libertà selvaggia, le braccia levate al cielo
    corro ansimando a perdifiato
    nessun altro intorno, pur tra questa folla alienata

    urto contro muri alberi pali individui pseudo-umani
    cado rotolando, mi rialzo ridendo fiero
    ora le persone fanno ala al mio passaggio
    fendo due mura come Mosè le acque

    sbigottiti sorpresi stupefatti
    sorrisi di circostanza, spaventati e poi imbarazzati
    nella mia libertà vedono riflessa la loro pazzia
    ma nessuno fermerà l’animale in fuga

    non la gente non i preti i dottori non le guardie né semafori rossi...
    rombanti scatole metalliche mi aggrediscono
    prepotenti suoni di clacson stridore di gomme sull’asfalto…

    perché l’acqua su di me e nelle pozze intorno
    ora sembra diventata così rossa?

    la mia giornata é ormai finita:
    ma é stata forse la più bella!


    Hot

  14. #59
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    La poesia di Edgar Lee Masters e quella di Hot parlano entrambe di morte, ma in modo completamente diverso. E' strano leggerle insieme.
    Amo molto l'Antologia di Spoon River e l'ho riletta in silenzio (molto difficile commentare ogni poesia) quando è stato fatto un minigruppo qui. Questa non mi era rimasta impressa, forse perché è un po' più complessa di altre ma, rileggendola, la trovo davvero bella.
    Conrad Siever ha scelto di essere seppellito non dove c'è l'erba inutile, ma sotto il melo fruttifero, in un posto a lui familiare. Prima la morte, poi la rinascita attraverso l'abbraccio dell'albero che in vita ha amato e il suo continuo ciclo vitale.
    Al contrario, il momento di follia e di massima espressione di libertà descritto da Hot ed estremamente evocativo è il preludio di un diverso tipo di rinascita, che qui si esprime nella morte; finale per me inatteso, forse volutamente, dato che le strofe sono inframezzate dal verso "è una bella giornata" che viene ripetuto come un mantra. Forse è una delle mie preferite poesie di Hot, poeta che soffre di una malinconia compensata dall'estro e dall'ironia.

  15. #60
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    Ode alla libertà!
    Dentro ognuno di noi vive “atavica libertà selvaggia”, ma non tutti osano o non vogliono (famiglia, lavoro, debiti, obblighi) lanciare le scarpe lontano, o non tutti hanno il corpo atletico (attraente imagine di Tarzan urbano) per fuga cosi bella .
    "Ma vivere nella società ed essere libero dalla società non PUÒ"
    La società non si lascia andare e non perdona...
    "perché l’acqua su di me e nelle pozze intorno
    ora sembra diventata così rossa?”, magari è "il sangue" dei nostri sogni perduti, dei valori traditi.
    La giornata della libertà é ormai finita: l’animale non fuge, ma vada a comprare nuova "scatola metalica", piu moderna.

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