Beatrice, una giovane donna senza peli sulla lingua che ha scoperto il tradimento del marito, non ci pensa due volte prima di denunciarlo, senza preoccuparsi dello scandalo (siamo nel 1918), ma viene smentita dai suoi stessi familiari e, con argomentazioni credibili, dal Delegato della giustizia e persino dal marito "becco" dell'amante del fedifrago; quest'ultimo è un personaggio importante da cui, in un modo o nell'altro, quasi tutti dipendono e così ognuno, per suo comodo, sceglie la propria verità.
Ritrovo, appunto, in questa commedia in due atti, il tema della verità e della sua ambiguità, caro a Pirandello (anche se la verità qui è ben chiara, ci si può convincere del contrario fino a crearsene una propria).
Non manca il suo solito umorismo, ma la commedia è molto amara e pessimista; non svelo il finale ma è notevole perché paradossale.
Ho preferito altri scritti di Pirandello, ma ciò non toglie che sia sempre geniale e che si tratti di una Signora commedia.