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The lobster

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Discussione: Lanthimos, Yorgos - The lobster

  1. #1
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    Predefinito Lanthimos, Yorgos - The lobster

    In un futuro distopico, chi non riuscirà a trovare un partner entro 45 giorni trascorsi in un hotel che ospita altri "sventurati", verrà trasformato in un animale a propria scelta. The lobster, ovvero l'aragosta, è l'animale scelto dal protagonista, un cupissimo Colin Farrell. Nell'hotel, che più che a un luogo per incontri sentimentali assomiglia ad un campo di concentramento, punizioni comprese, si stringono amicizie e si cercano punti in comune con le persone di sesso opposto, in modo da creare una coppia ed evitare la definitiva trasformazione in un essere non umano.

    Commento tratto dal Cineforum:

    La cosa che davvero mi ha sconvolto è che, chissà perché, immaginavo una commedia, grottesca ma pur sempre una commedia. Con una trama angosciante, visto l'argomento, ma un'atmosfera apparentemente colorata, briosa anche se, appunto, solo apparentemente, a rendere il tutto forse più leggero, forse più agghiacciante ancora. Niente di tutto questo.
    Il film è grottesco, sì, ma cupo e malinconico nei colori quasi inesistenti e nelle atmosfere. Può far sorridere, se si ha un gran senso dell'umorismo , l'assurdità non della questione di fondo, purtroppo abbastanza reale, ma del modo fantasioso e originale, direi geniale, con cui è stata sviluppata. Dire che mi è piaciuto e che è un bel film mi disturba, non si possono usare le parole "bello", "piacevole" per un film del genere. Ma è un film che non si dimentica, che tiene lo spettatore incollato allo schermo senza il minimo calo di attenzione, che fa riflettere su centomila cose o forse su niente perché, guardandolo, ci si lascia avviluppare senza pensare troppo.

    Da qui spoiler Ci troviamo in un mondo in cui essere single (non esiste nemmeno questa parola!) è un grave delitto, pena la morte, la trasformazione in un animale, e meno male che si può scegliere (io banalmente avrei scelto il cane, possibilmente da appartamento, è a basso rischio...almeno, di solito ). Poi ci sono i "solitari", coloro che si ribellano a questo mondo (a tratti mi è sembrato di rivedere qualche puntata di Lost , oltre che di rileggere 1984) ma hanno creato un sistema di regole opposto e altrettanto rigido e punitivo. Nell'hotel dei malcapitati, i sentimenti sono possibili, sì, certo, quelli imposti: le persone fingono di avere qualcosa in comune con un altro "ospite" per sopravvivere, e si creano così delle coppie totalmente ipocrite, a partire dalla direttrice e dal suo partner. Tra i ribelli solitari, i sentimenti sono banditi.
    Non credo che il film perda smalto nella seconda parte dedicata, appunto, ai solitari, però mi ha spiazzato un po' il fatto che il regista li abbia voluti mostrare spietati quanto i sostenitori della coppia a tutti i costi. Forse voleva sottolineare la bruttezza e lo squallore di un mondo dominato dalle regole sociali (quale in effetti è il nostro) e ha voluto portare entrambi gli aspetti all'eccesso, costringendo lo spettatore a seguire un processo mentale sconvolgente e tutt'altro che banale (in modo che ci si soffermasse e ci riflettesse) per giungere ad una conclusione che forse, banale, lo è e cioè che, a qualsiasi prezzo, il sentimento sincero ha sempre la meglio.
    Un' originale, spietata ed efficace, direi agghiacciante, critica verso l'ipocrisia della società, nonostante, secondo me, stoni il pensiero che comunque, in ogni caso, alla fin fine "in due è sempre meglio che da soli", se si è innamorati. Forse è davvero così, ma all'inizio avevo avuto l'impressione che il messaggio fosse un po' diverso.
    Per me la "palma" come personaggio notevole va alla "capa" dei ribelli. Tremenda.

    Tutti critichiamo chi vorrebbe vederci accoppiati a tutti i costi, chi pensa che un single non possa essere sereno, e diciamo "meglio soli che male accompagnati", bla bla bla, ma quanti di noi davvero non si lasciano condizionare da questo modo di pensare e talvolta non vanno in cerca di una persona con cui stare perché "così deve essere"?

  2. #2
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    Ero convinta di averlo già recensito ... ma se non c'era ancora dove l'avrei fatto ?
    Mi sembrava di averne parlato con Volgere, forse l'aveva messo tra i film in uscita . Ora vado a cercarlo.

  3. #3
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    A deprimermi più di tutto è stato il sesso.

    Il regista ci restituisce un vissuto nevrotico e istintivo, in nulla diverso rispetto a come viene esercitato nel resto del mondo animale. In fondo, i finti accoppiamenti fatti di strusciate, non sono così lontani dai rituali canini per marchiare il territorio.

    L’amore, nel film portato al suo limite estremo, tanto da essere un obbligo sociale, è ciò che ci rende diversi dagli altri animali. Senza questa sorta di tocco divino, di magia, la nostra esistenza si sbiadisce.

    Tanto vale trasformarsi in un’aragosta.

  4. #4
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Ero convinta di averlo già recensito ... ma se non c'era ancora dove l'avrei fatto ?
    Mi sembrava di averne parlato con Volgere, forse l'aveva messo tra i film in uscita . Ora vado a cercarlo.
    Ne avevano parlato ale e VA, io avevo solo letto .
    Quindi prima o poi mi toccherà scrivere qualcosa su questo film, ma meglio poi tanto sarebbe negativo .

  5. #5
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  6. #6

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    Fascinoso nel suo essere spiazzante e distopico,uno dei migliori film usciti recentemente.Tutto è sotteso,si vede pochissimo ma si immagina molto in questo mondo assurdo dipinto nel film.

  7. #7
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    Spiazzante.
    Secondo me è un film denso di significati, ma espressi in maniera troppo grottesca e paradossale, almeno per i miei gusti, ovviamente. Spesso tra una scena e l'altra c'è uno stacco netto (sottolineato da una colonna musiclae angosciante) che non contribuisce a calarti nel film
    Tutto ruota intorno al dover sottostare alle regole, siano esse quelle dei solitari o quelle degli accoppiati, pena la punizione. Non c'è libertà per nessuno, come sottolinea la scena finale del film.....cosa farà il protagonista? qualsiasi scelta faccia ne subirà le conseguenze.
    Alla fine ci si chiede: meglio essere single o in coppia? è meglio solo essere se stessi, ma non sempre è possibile.

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