Benvenuti nel forumlibri
la community dei lettori italiani cultura e letteratura


Benvenuti nella community degli amanti dei libri, della letteratura e cultura. In forumlibri si discute di:
 » libri, arte, cultura, letteratura e Bellezza
 » cinema: recensioni di film e registi;
 » salotto letterario: letteratura, case editrici, nuovi autori, etc;
 » sociale: trova nuovi amici e nuovi contatti.

iscriviti R E G I S T R A T I al forumlibri

Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni del forumlibri e la navigazione sarà più veloce. Per comunicazioni, commenti o altro: info@forumlibri.com

    Buona navigazione!

Pagina 3 di 4 PrimoPrimo 1234 UltimoUltimo
Mostra risultati da 31 a 45 di 47

Discussione: 27° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #31
    Utente stonato
    Data registrazione
    Aug 2016
    Località
    Fra antiche rovine
    Messaggi
    507
    Thanks Thanks Given 
    81
    Thanks Thanks Received 
    202
    Thanked in
    121 Posts

    Predefinito

    Non posso aggiornare il mio post precedente (perchè?) comunque ecco la mia seconda proposta.
    Io sono, di John Clare.

    Io sono, ma cosa nessuno sa o gli importa;
    abbandonato dagli amici come un ricordo smarrito:
    Io sono la vittima dei miei affanni,
    si levano e sprofondano nell’ oblio disperso,
    come ombre nei soffocati spasimi dell’amore.
    Eppure io sono e vivo, come nebbia scossa

    Nel nulla dello scherno e del rumore,
    nel brulicante mare di sogni ad occhi aperti,
    dove non v’è vita o gioia,
    ma solo il grande naufragio dei miei meriti;
    perfino i più cari, quelli che più amai
    mi sono estranei, o meglio: più estranei degli altri.

    Bramo paesaggi mai d’uomo percorsi
    un luogo dove mai donna sorrise o pianse
    per dimorare col mio Creatore Dio,
    e dormir come in fanciullezza dolcemente dormii,
    imperturbabile e imperturbato dove giaccio
    l’erba sotto, sopra, la volta del cielo.

    Per approfondire: https://goo.gl/sgnOZg

  2. #32
    Lunatic Mod
    Data registrazione
    Jul 2008
    Località
    Sardegna
    Messaggi
    10186
    Thanks Thanks Given 
    361
    Thanks Thanks Received 
    405
    Thanked in
    288 Posts

    Predefinito

    Vi presento la prossima poesia da commentare


    Questa sera la luna dentro il mare
    cadrà come una perla pesantissima.
    E giocherà sopra di me la folle,
    la folle luna.

    Si frangerà l’onda color rubino
    sui miei piedi spargendo mille stelle.
    Le mie mani saranno diventate
    due colombelle:

    e saliranno – due uccelli d’argento –
    a riempirsi di luna – come coppe
    e di luna le spalle e i capelli
    m’irroreranno.

    Il mare è un oro fuso. Metterò
    in una barca il mio sogno affinché
    veleggi. Chiara, diamantina ghiaia
    calpesterò.

    Quando la luce l’attraverserà
    sarà perla pesante il mio cuore.
    E riderò. E piangerò... Ma guarda, ecco,
    ecco la luna!

    Kostas Kariotakis

  3. #33
    Senior Member
    Data registrazione
    Mar 2009
    Località
    Ucraina Kiev
    Messaggi
    588
    Thanks Thanks Given 
    46
    Thanks Thanks Received 
    81
    Thanked in
    44 Posts

    Predefinito

    Semplicemente mi sono piaciuti gli epiteti e le metafore
    La luna, "la folle,la folle luna" è splendidamente instabile (così come la nostra vita): cade, gioca, sparge, irrora...

    "La perla - immagine di perfezione e della bellezza,rappresenta la realtà assoluta, la suprema saggezza e la purezza; così come l'anima umana (nascosta nell’ossatura)."

    "Tutta la vita è stimolata dalla luna, in particolare la vita che risiede nell'oscurità, flora e fauna danzano al ritmo ciclico della luna incantate dalla sua energia e dal suo potere magnetico"

    https://www.youtube.com/watch?v=QNKR...layer_embedded


    Sylvie Guillem " La Luna"

  4. #34
    Utente stonato
    Data registrazione
    Aug 2016
    Località
    Fra antiche rovine
    Messaggi
    507
    Thanks Thanks Given 
    81
    Thanks Thanks Received 
    202
    Thanked in
    121 Posts

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Vi presento la prossima poesia da commentare


    Questa sera la luna dentro il mare
    cadrà come una perla pesantissima.
    E giocherà sopra di me la folle,
    la folle luna.

    Si frangerà l’onda color rubino
    sui miei piedi spargendo mille stelle.
    Le mie mani saranno diventate
    due colombelle:

    e saliranno – due uccelli d’argento –
    a riempirsi di luna – come coppe
    e di luna le spalle e i capelli
    m’irroreranno.

    Il mare è un oro fuso. Metterò
    in una barca il mio sogno affinché
    veleggi. Chiara, diamantina ghiaia
    calpesterò.

    Quando la luce l’attraverserà
    sarà perla pesante il mio cuore.
    E riderò. E piangerò... Ma guarda, ecco,
    ecco la luna!

    Kostas Kariotakis
    Complimenti ad Olga, sempre bellissimi i tuoi commenti, mi dispiace che più persone non partecipino alla discussione. Comunque:
    bella la carica della poesia, trasmette una "tensione", una frenetica attesa per la luna e l' incombente notte. Interessante poi il panorama naturale e la sua "comunione" con l' io poetico. In conclusione, è una lirica bella, felice e carica di attesa per il divenire, sembra voler narrare la dolce amara attesa immediatamente precedente ad un evento che sappiamo ci piacerà.

  5. #35
    Senior Member
    Data registrazione
    Nov 2013
    Località
    piccolo paese calabro della costa jonica...
    Messaggi
    1367
    Thanks Thanks Given 
    58
    Thanks Thanks Received 
    82
    Thanked in
    54 Posts

    Predefinito

    Secondo me, Olga è la più competente e preparata di questo thread... I suoi commenti mi fanno scoprire sempre cose nuove nelle poesie che commentiamo...
    Epiteti e metafore...
    Chapeau.
    Io, di questa poesia, adoro il senso di attesa che trasmette e l'attesa che viene ripagata da un istante irripetibile...

  6. #36
    Senior Member
    Data registrazione
    Mar 2009
    Località
    Ucraina Kiev
    Messaggi
    588
    Thanks Thanks Given 
    46
    Thanks Thanks Received 
    81
    Thanked in
    44 Posts

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    Secondo me, Olga è la più competente e preparata di questo thread... I suoi commenti mi fanno scoprire sempre cose nuove nelle poesie che commentiamo...
    Epiteti e metafore...
    Chapeau.
    Io, di questa poesia, adoro il senso di attesa che trasmette e l'attesa che viene ripagata da un istante irripetibile...
    Si, io sono così , sono cresciuta con la poesia e prosa di Taras Shevchenko ( ucraino) , Puškin, Gogol’ (ucraino), Cechov ( nato il 17 gennaio 1860 a Taganrog nell'Ucraina) …
    Come non poso sappere epiteti e metafore se a scuola ho imparato a memoria:
    "Conoscete le notti ucraine? Oh, voi non conoscete le notti ucraine. Ammirate questa: la luna occhieggia a metà del cielo; lo sconfinato arco celeste s'è dilatato e spostato sino a divenire ancor più immenso, e arde e respira. La terra è tutta avvolta di luce argentea, e l'aria stupendamente limpida è fresca e pesante al tempo stesso e, piena di dolcezza, agita un oceano di profumi. Notte divina! Notte incantevole!" ("Le veglie alla fattoria di Dikanka" di Gogol’)
    Amo le poesie, anche se sono privi di epiteti, che descrivono quello che sta succedendo nella mia anima, ma a volte mi mancano gli epiteti e metafore, così ho subito attirato l'attenzione su questa poesia.
    Il nostro linguaggio quotidiano è privo di colori, l'intera gamma di emozioni spesso noi sostituiamo con solo una parola - “complimenti”.
    Tutto bene, ma seriamente parlando, grazie per i complimenti , ma io così preparata non ho concentrato la mia attenzione sul principale nella poesia è l'attesa di magia, come voi avete notato nei suoi bellissimi commenti, cari Marzati e maclaus
    Ultima modifica di shvets olga; 11-08-2016 alle 10:09 AM.

  7. #37
    Lunatic Mod
    Data registrazione
    Jul 2008
    Località
    Sardegna
    Messaggi
    10186
    Thanks Thanks Given 
    361
    Thanks Thanks Received 
    405
    Thanked in
    288 Posts

    Predefinito

    Fantastica Olga Mi associo ai complimenti
    Anche a me di questa poesia piace il senso di attesa, un'attesa quasi giocosa, espressa in modo fantasioso e delicato, efficace perché quasi provo invidia

  8. #38
    Lunatic Mod
    Data registrazione
    Jul 2008
    Località
    Sardegna
    Messaggi
    10186
    Thanks Thanks Given 
    361
    Thanks Thanks Received 
    405
    Thanked in
    288 Posts

    Predefinito

    Ecco la prossima e forse l'ultima poesia da commentare
    Io sono, di John Clare.

    Io sono, ma cosa nessuno sa o gli importa;
    abbandonato dagli amici come un ricordo smarrito:
    Io sono la vittima dei miei affanni,
    si levano e sprofondano nell’ oblio disperso,
    come ombre nei soffocati spasimi dell’amore.
    Eppure io sono e vivo, come nebbia scossa

    Nel nulla dello scherno e del rumore,
    nel brulicante mare di sogni ad occhi aperti,
    dove non v’è vita o gioia,
    ma solo il grande naufragio dei miei meriti;
    perfino i più cari, quelli che più amai
    mi sono estranei, o meglio: più estranei degli altri.

    Bramo paesaggi mai d’uomo percorsi
    un luogo dove mai donna sorrise o pianse
    per dimorare col mio Creatore Dio,
    e dormir come in fanciullezza dolcemente dormii,
    imperturbabile e imperturbato dove giaccio
    l’erba sotto, sopra, la volta del cielo.

  9. #39
    Utente stonato
    Data registrazione
    Aug 2016
    Località
    Fra antiche rovine
    Messaggi
    507
    Thanks Thanks Given 
    81
    Thanks Thanks Received 
    202
    Thanked in
    121 Posts

    Predefinito

    Questa è una poesia che ho proposto per la sua forza, inutile dire che mi ha scosso profondamente. La cosa, per me, più bella è il grandissimo peso che vien dato all’ emozione. Clare, uomo ferito, qui cerca di fare un viaggio nella sua interiorità, per scrutare il suo profondo dolore, e cercare di vincerlo. Si tratta di un dolore profondissimo, dalle mille sfaccettature: è dovuto soprattutto alla solitudine, ma anche al senso d’ abbandono, allo scherno e al timore del destino della propria esistenza. In questa poesia viene urlata e sussurrata la propria misera condizione, ed esternato (nell’ ultima strofa) il proprio intimo desiderio: una solitudine ancora più forte, ancora più totale, ma che conceda finalmente il riposo e la tanto inutilmente anelata pace, una pace che sa di trascendente (basti pensare il riferimento a Dio e, ma questo è per me oggetto di dubbio, alla morte) ma anche di terreno, infatti egli cerca un luogo quasi onirico, molto rurale in accordo col suo spirito, dove finalmente dolcemente riposare. Sublime è l’ultimo parte, che tende eccezionalmente a tutto ciò:

    l’erba sotto, sopra, la volta del cielo.


    Speriamo che John, questa pace, l’abbia trovata.

  10. The Following 2 Users Say Thank You to Marzati For This Useful Post:


  11. #40
    Senior Member
    Data registrazione
    Mar 2009
    Località
    Ucraina Kiev
    Messaggi
    588
    Thanks Thanks Given 
    46
    Thanks Thanks Received 
    81
    Thanked in
    44 Posts

    Predefinito

    E' difficile aggiungere qualcosa dopo un commento così accorato di Marzati.
    Dopo aver letto la biografia del poeta, a mia vergogna non sapevo nulla di lui, mi ha colpito molto una frase nella poesia

    perfino i più cari, quelli che più amai
    mi sono estranei, o meglio: più estranei degli altri.


    Perché John Clare aveva otto figli e questa frase non è solo la sua paura, è la constatazione di un fatto amaro: lui è stato abbandonato. John Clare amava molto i suoi figli, si prendeva cura della loro formazione spirituale, prendeva per loro i libri più migliori e utili, e lui, povero e malato, temeva di essere un peso per loro, un paio di volte nelle lettere ha citato l'amara sapienza di Salomone "Figlio mio, è meglio morire che essere poveri". Ha scritto lettere ai figli ed in risposta ha ricevuto brevi note insignificanti con i saluti di parenti e amici.

    Così è stato con gli amici. Charles Lamb (è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo inglese) scherzosamente lo ha chiamato PrincelyClare, e Clarissimus (dal latino clarus - luminoso, chiaro e bello, il famoso. Successo e poi fallimento, povertà e malattie, amara delusione sugli amici:

    abbandonato dagli amici come un ricordo smarrito:
    Io sono la vittima dei miei affanni…


    Come in

    The Old Man's Lament

    Life smiled upon me once, as the sun upon the rose;
    My heart, so free and open, guessed in every face a friend:
    Though the sweetest flower must fade, and the sweetest season close,
    Yet I never gave it thought that my happiness would end,
    Till the warmest-seeming friends grew the coldest at the close,
    As the sun from lonely night hides its haughty shining face,
    Yet I could not think them gone, for they turned not open foes,
    While memory fondly mused, former favours to retrace,
    So I turned, but only found that my shadow kept its place.

    (è un estratto, scusate non l'ho trovato in italiano)

    La paura della solitudine non era così forte come paura dell abbandono. “Solitudine e Dio sono lo stesso per me”, la fede in Dio lo aveva sostenuto in quella lotta terribile fino alla sua morte

    Bramo paesaggi mai d’uomo percorsi
    un luogo dove mai donna sorrise o pianse
    per dimorare col mio Creatore Dio


    "Peasant Poet" ( "Ho trovato le mie poesie nei campi e ho scritto solo quello che ho visto") è stato in manicomio circa 25 anni
    Quando è stato portato in manicomio e gli ha chiesto:"La follia è stata preceduta da qualsiasi emozione mentale grave o di lunga continuata o uno sforzo?" intervenuto il medico:"Dopo anni di passione per lo scrivere poesie", il medico non ha menzionato la povertà, la solitudine, le delusioni... naturale e incontenibile desiderio di scrivere poesie.

  12. The Following 3 Users Say Thank You to shvets olga For This Useful Post:


  13. #41
    Senior Member
    Data registrazione
    Nov 2013
    Località
    piccolo paese calabro della costa jonica...
    Messaggi
    1367
    Thanks Thanks Given 
    58
    Thanks Thanks Received 
    82
    Thanked in
    54 Posts

    Predefinito

    Dopo che leggo i commenti di Olga, rimango sempre affascinato...
    Non so cosa potrei aggiungere alle cose che riesce a cogliere dalle poesie.
    Olga

  14. The Following User Says Thank You to maclaus For This Useful Post:


  15. #42

    Predefinito

    "Quello che tu credevi piccolo punto sulla terra,
    fu tutto.
    E non sarà mai rubato quest'unico tesoro
    ai tuoi gelosi occhi dormienti.
    Il tuo primo amore non sarà mai violato.
    Virginea s'è rinchiusa nella notte
    come una zingarella nel suo scialle nero.
    Stella sospesa nel cielo boreale
    eterna: non la tocca nessuna insidia.

    Giovinetti amici, più belli d'Alessandro e d'Eurialo,
    per sempre belli; difendono il sonno del mio ragazzo.
    L'insegna paurosa non varcherà mai la soglia
    di quella isoletta celeste.
    E tu non saprai la legge
    ch'io, come tanti, imparo,
    - e a me ha spezzato il cuore:
    fuori del limbo non v'è eliso."

    Questa è la poesia di apertura del libro "L'isola di Arturo", di Elsa Morante.
    "Quello che tu credevi piccolo punto sulla terra, fu tutto" - questa prima frase mi riporta alla mente una sensazione molto intima.. che nel nostro essere ci sia un piccolo punto fermo che ci accompagna per tutta la vita, che sia questo una felicità infantile, un amore, o il luogo dove ci siamo sentiti per la prima volta veramente al sicuro. Il mondo, la vita è grande, ma con noi restano sempre le stesse piccole immense cose ad accompagnarci.. il tempo arriva, ci affascina, ci illude, ci ferisce, ci rende anche felici.. e passa, ma qualcosa nel nostro intimo filtra qualsiasi nostra esperienza.. ed è qualcosa di troppo profondo per essere rimosso o sostituito. è un tesoro che nel bene e nel male "non sarà mai rubato", anche se nessuno di noi è al sicuro dal dolore della crescita e della presa di coscienza che porta con sé la scoperta di sé stessi e del mondo, che ci spezza anche il cuore.

  16. #43
    Lunatic Mod
    Data registrazione
    Jul 2008
    Località
    Sardegna
    Messaggi
    10186
    Thanks Thanks Given 
    361
    Thanks Thanks Received 
    405
    Thanked in
    288 Posts

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Loulou Vedi messaggio
    "Quello che tu credevi piccolo punto sulla terra,
    fu tutto.
    E non sarà mai rubato quest'unico tesoro
    ai tuoi gelosi occhi dormienti.
    Il tuo primo amore non sarà mai violato.
    Virginea s'è rinchiusa nella notte
    come una zingarella nel suo scialle nero.
    Stella sospesa nel cielo boreale
    eterna: non la tocca nessuna insidia.

    Giovinetti amici, più belli d'Alessandro e d'Eurialo,
    per sempre belli; difendono il sonno del mio ragazzo.
    L'insegna paurosa non varcherà mai la soglia
    di quella isoletta celeste.
    E tu non saprai la legge
    ch'io, come tanti, imparo,
    - e a me ha spezzato il cuore:
    fuori del limbo non v'è eliso."

    Questa è la poesia di apertura del libro "L'isola di Arturo", di Elsa Morante.
    "Quello che tu credevi piccolo punto sulla terra, fu tutto" - questa prima frase mi riporta alla mente una sensazione molto intima.. che nel nostro essere ci sia un piccolo punto fermo che ci accompagna per tutta la vita, che sia questo una felicità infantile, un amore, o il luogo dove ci siamo sentiti per la prima volta veramente al sicuro. Il mondo, la vita è grande, ma con noi restano sempre le stesse piccole immense cose ad accompagnarci.. il tempo arriva, ci affascina, ci illude, ci ferisce, ci rende anche felici.. e passa, ma qualcosa nel nostro intimo filtra qualsiasi nostra esperienza.. ed è qualcosa di troppo profondo per essere rimosso o sostituito. è un tesoro che nel bene e nel male "non sarà mai rubato", anche se nessuno di noi è al sicuro dal dolore della crescita e della presa di coscienza che porta con sé la scoperta di sé stessi e del mondo, che ci spezza anche il cuore.
    Benvenuta Loulou , che piacere avere una nuova Poeticforumista
    In questo Poeticforum ciascuno di noi propone una poesia e poi tutti le commentiamo una per una.
    Visto che siamo agli sgoccioli perché le altre poesie sono state commentate tutte, chi vuole può commentare la poesia postata da Loulou Lo farò anch'io appena avrò il tempo di leggerla con calma.

  17. #44
    d'ya think i'm stupid?
    Data registrazione
    Jun 2011
    Messaggi
    4270
    Thanks Thanks Given 
    52
    Thanks Thanks Received 
    134
    Thanked in
    63 Posts

    Predefinito

    l'isola di Arturo, che si apre con questa poesia, è il secondo romanzo di Elsa.
    che lei dedica a Remo Natales, che altri è che lei stessa (il nome è infatti l'anagramma di Elsa Morante), nelle cui vesti maschili si nasconde.
    Elisa era la narratrice del suo primo romanzo Menzogna e Sortilegio, da cui al maschile ora Eliso.
    l'essenza della bellezza dell'esistenza sta solo nel limbo della fanciullezza; poi vi è la crescita con tutto ciò che si impara dalla vita, col sapore della guerra e dell'esilio...
    e fuori da quel limbo non si esiste più come se stessi.

    Ultima modifica di HOTWIRELESS; 11-18-2016 alle 02:05 AM.

  18. #45
    Lunatic Mod
    Data registrazione
    Jul 2008
    Località
    Sardegna
    Messaggi
    10186
    Thanks Thanks Given 
    361
    Thanks Thanks Received 
    405
    Thanked in
    288 Posts

    Predefinito

    Io sono, ma cosa nessuno sa o gli importa;
    abbandonato dagli amici come un ricordo smarrito:
    Io sono la vittima dei miei affanni,
    si levano e sprofondano nell’ oblio disperso,
    come ombre nei soffocati spasimi dell’amore.
    Eppure io sono e vivo, come nebbia scossa

    Nel nulla dello scherno e del rumore,
    nel brulicante mare di sogni ad occhi aperti,
    dove non v’è vita o gioia,
    ma solo il grande naufragio dei miei meriti;
    perfino i più cari, quelli che più amai
    mi sono estranei, o meglio: più estranei degli altri.

    Bramo paesaggi mai d’uomo percorsi
    un luogo dove mai donna sorrise o pianse
    per dimorare col mio Creatore Dio,
    e dormir come in fanciullezza dolcemente dormii,
    imperturbabile e imperturbato dove giaccio
    l’erba sotto, sopra, la volta del cielo.

    Molto, molto bella. Chi scrive, dimenticato dal mondo e abbandonato dai suoi cari, sogna l'unico modo di ritrovare la pace e di poter abbandonare il dolore di vivere.

Discussioni simili

  1. 25° Poeticforum - Le poesie che amiamo
    Da alessandra nel forum Poesia
    Risposte: 17
    Ultimo messaggio: 08-05-2016, 10:24 PM
  2. 22° Poeticforum - Le poesie che amiamo
    Da alessandra nel forum Poesia
    Risposte: 38
    Ultimo messaggio: 03-31-2016, 04:09 PM
  3. 11° Poeticforum - Le poesie che amiamo
    Da alessandra nel forum Poesia
    Risposte: 64
    Ultimo messaggio: 04-07-2014, 04:34 PM
  4. 7° Poeticforum - Le poesie che amiamo
    Da alessandra nel forum Poesia
    Risposte: 73
    Ultimo messaggio: 01-25-2013, 11:55 AM
  5. 3° Poeticforum - Le poesie che amiamo
    Da elisa nel forum Poesia
    Risposte: 56
    Ultimo messaggio: 03-28-2012, 05:10 PM

Regole di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •