In questo "Zibaldone politico" raccolto ed edito da Aliberti ci si introduce ad una delle figure piu' interessanti,
e al suo pensiero, del primo antifascismo militante.
Sostenitore fierissimo ed impegnatissimo della creazione di un luogo di sintesi, culturale prima che politica tra pensiero liberale e socialismo, Piero Gobetti viene, appunto, ammazzato di botte dai fascisti.
Mussolini infatti, disprezzandolo, lo temeva moltissimo. C' è chi ritenne tra i suoi di prenderlo in parola.
Si chiudeva cosi' nel sangue il brevissimo ma "rivoluzionario" (in senso liberale) itinerario culturale di una delle giovani menti piu' brillanti dell'Italia del primo dopoguerra.
Altri, su posizioni molto vicine, come i fratelli Rosselli, di li a poco seguirono il medesimo destino.
Picchiare, e all'occorrenza uccidere, serve.

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