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Discussione: 207° MG - Il libro dell'inquietudine di Fernando Pessoa

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  1. #1
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    Predefinito 207° MG - Il libro dell'inquietudine di Fernando Pessoa

    Da stasera io e bonadext inizieremo a leggere questo meraviglioso libro (non lo chiamo romanzo perché tale non è).
    Per me sarà la seconda lettura, ma ora è un'edizione diversa (Newton Compton) e una diversa traduzione con delle aggiunte al testo.
    Quella che ho già letto invece è della Feltrinelli, tradotta dal mio amato Antonio Tabucchi .
    Ho appena controllato su Anobii: l'avevo iniziato sempre a novembre, il 1°... questo è un segno , ma poi l'ho sospeso per un po' e l'ho finito solo il 1° luglio, infatti questa è un'opera da centellinare, lo consiglio anche a bona di non spolparselo tutto insieme .

    Io riporterò le citazioni che mi colpiranno di più... chissà se con la traduzione diversa ci sarà la stessa magia .
    Sarà difficile commentarle perché sono emozioni quelle che trasmettono, non è facile renderle reali, bisogna assaporarle e basta perciò avviso già il mio compagno di lettura di non aspettarsi troppe parole da me.
    Però leggerò volentieri le sue, sperando che siano positive e che questo libro abbia su di lui lo stesso impatto di immedesimazione che ha avuto su di me (anche se forse gli auguro che sia il contrario... leggendolo capirà cosa intendo ).
    Ultima modifica di Minerva6; 11-05-2016 alle 06:28 PM.

  2. #2
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Da stasera io e bonadext inizieremo a leggere questo meraviglioso libro (non lo chiamo romanzo perché tale non è).
    Per me sarà la seconda lettura, ma ora è un'edizione diversa (Newton Compton) e una diversa traduzione con delle aggiunte al testo.
    Quella che ho già letto invece è della Feltrinelli, tradotta dal mio amato Antonio Tabucchi .
    Ho appena controllato su Anobii: l'avevo iniziato sempre a novembre, il 1°... questo è un segno , ma poi l'ho sospeso per un po' e l'ho finito solo il 1° luglio, infatti questa è un'opera da centellinare, lo consiglio anche a bona di non spolparselo tutto insieme .

    Io riporterò le citazioni che mi colpiranno di più... chissà se con la traduzione diversa ci sarà la stessa magia .
    Sarà difficile commentarle perché sono emozioni quelle che trasmettono, non è facile renderle reali, bisogna assaporarle e basta perciò avviso già il mio compagno di lettura di non aspettarsi troppe parole da me.
    Però leggerò volentieri le sue, sperando che siano positive e che questo libro abbia su di lui lo stesso impatto di immedesimazione che ha avuto su di me (anche se forse gli auguro che sia il contrario... leggendolo capirà cosa intendo ).
    Finora ho letto solo la biobibliografia, dove si parla tanto dei suoi eteronimi (dove tra l'altro vengono descritti tutti) Da quello che ho dedotto, Pessoa sembra il classico genio incompreso, tra follia e normalità

    Questo "libro", che poi sono circa 450 frammenti, è considerato più un anti-libro

    ---------------------------------------------------------------------------------------

    La nostra edizione è quella della Newton, con la traduzione di Piero Ceccucci

  3. #3
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    Sì, sono frammenti ed impressioni sparse, in effetti è un libro "sui generis". Molto intimistico e pieno di pensieri che a volte possono sembrare surreali per quanto sono intensi. Man mano li scoprirai .

  4. #4
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    Ho letto il saggio introduttivo di Ceccucci, e devo dire che è una delle più belle introduzioni che abbia mai letto

    I temi che tratta Pessoa in questo libro sono tutti a me cari: il decadentismo, la solitudine, la sofferenza, il sogno, la filosofia nietzschiana, il nichilismo... il tutto in prosa ma in chiave poetica, viene definita una "poesia della depressione"


    PS: sarà sicuramente da prendere a piccole dosi, per non rischiare un'overdose

  5. #5
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    Io il saggio devo ancora leggerlo però ho letto la biobibliografia anche se molte cose le sapevo già, ma alcune le avevo dimenticate.

    Poi ho letto l'introduzione di Pessoa e la prefazione di Bernardo Soares (il suo eteronimo per quest'opera).

    Nell'edizione della Feltrinelli i frammenti sono 259 ed hanno un altro numero tra parentesi che però non corrisponde a quelli dell'edizione che stiamo leggendo, avrei voluto fare un paragone di traduzione ma è difficile purtroppo...
    Sicuramente Ceccucci e la Abbati avranno fatto un ottimo lavoro ma il mio Tabucchi sarà insostituibile per me e poi era molto legato a Pessoa, anche per la saudade* che io condivido con entrambi. Ma cercherò di non essere troppo prevenuta .

    *L'atteggiamento di nostalgico rimpianto, ritenuto caratteristica spirituale del popolo portoghese, spec. nelle sue manifestazioni letterarie e musicali.

    Hai citato la poesia della depressione quindi ora inizierai a capire perché io ti ho augurato di non immedesimarti troppo nel testo .

  6. #6
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio

    Hai citato la poesia della depressione quindi ora inizierai a capire perché io ti ho augurato di non immedesimarti troppo nel testo .
    Adesso ho capito!!!

    Cmq se leggi la bellissima introduzione c'è anche un raffronto con "La pioggia nel pineto"

  7. #7
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    Libro meraviglioso

    Mi piacerebbe rileggerlo assieme a voi, ma purtroppo ho troppe cose da leggere e proprio non riesco, vi seguirò con interesse

  8. #8
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    Rispetto la tua decisione, ma sappi che se cambierai idea ci troverai qui ancora per un bel po' di tempo .

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  10. #9
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    68.
    Credo che ciò che produce in me il profondo sentimento, in cui vivo, di incongruenza con gli altri, sia il fatto che la maggior parte della gente pensa con la sensibilità, mentre io sento con il pensiero. Per l’uomo comune, sentire è vivere e pensare è saper vivere. Per me, pensare è vivere e sentire non è che il nutrimento del pensare.
    È curioso che, essendo scarsa la mia capacità di entusiasmo, essa venga naturalmente sollecitata di più da coloro che sono opposti a me nel temperamento che da quelli che appartengono alla mia specie spirituale.


    85.
    Dov’è Dio, anche se non esiste? Voglio pregare e piangere, pentirmi dei peccati che non ho commesso, assaporare il perdono come una carezza non propriamente materna.
    Un grembo su cui piangere, ma un grembo enorme, informe, spazioso come una notte d’estate, tuttavia vicino, caldo, femminile, accanto ad un focolare… Poter piangere lì per cose impensabili, per chissà quali sbagli, tenerezze di cose inesistenti, e grandi dubbi rabbrividiti di chissà quale futuro…


    86.
    L’unico comportamento degno di un uomo superiore è la persistenza tenace di un’attività che si riconosce inutile, l’abitudine ad una disciplina sterile, l’uso fisso di norme del pensiero filosofico e metafisico che comprendiamo non essere di alcuna importanza.

    90.
    Vivo di impressioni che non mi appartengono, dissipatore di rinunce, altro nel mio modo di essere

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  12. #10
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    Che tristezza, quanto tempo é passato dall' ultima lettura di questo capolavoro...
    Devo riprendere, anche perché l'animo oramai è di nuovo quello giusto.

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  14. #11
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    Citazione Originariamente scritto da Marzati Vedi messaggio
    Che tristezza, quanto tempo é passato dall' ultima lettura di questo capolavoro...
    Devo riprendere, anche perché l'animo oramai è di nuovo quello giusto.
    Io ero arrivata al cap. 90, avvisami quando ci arrivi anche tu così riprendo .

  15. #12
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    Ho gli appunti di 20 frammenti, e per non scrivere un monologo ho deciso di tagliare tante tante cose, tanti tanti dei pensieri di cui Pessoa ha voluto impregnare i suoi scritti.
    Comunque ad emergere è sempre la frustrazione di questo essere sensibilissimo, che è escluso dalla vita di tutti:

    Tra la vita e me c’è un vetro sottile. Per quanto io veda più nitidamente e comprenda la vita, non la posso toccare. (frammento 74)

    E con quel “vedere più nitidamente” si capisce che Pessoa, come già scritto, si elevi e per questo si allontani dalla vita, proprio grazie a questa sua continua disperata e maledetta analisi che compie della realtà*:

    All’improvviso sono solo al mondo. Lo vedo da un tetto spirituale. Sono solo al mondo. Vedere è essere distanti. Vedere nitidamente significa fermarsi. Analizzare è essere stranieri. La gente passa senza sfiorarmi. (frammento 80)

    All’improvviso ho sentito per quell’uomo qualcosa di simile alla tenerezza. Ho sentito in lui la tenerezza che si prova per la comune normalità umana […] La sensazione è identica a quella che ci assale di fronte a qualcuno che dorme. […] (Noi tutti) dormiamo la vita, eterni bambini del Destino. Per questo, se penso con questa sensazione, sento una smisurata e intensa tenerezza per tutta l’umanità infantile. (frammento 67)

    E il veder nitidamente lo porta alla nausea per questa vita insensata, istintuale e stupida, alla consapevolezza dell’essere fuori posto e all’infelicità:

    C’era un’atmosfera minacciosa, di cielo vigliacco, come quella di un temporale non udibile, fatto solo d’aria. C’era stagnazione persino nel volo dei gabbiani; sembravano cose più leggere dell’aria, lasciate lì da qualcuno. Non c’era niente di soffocante. La sera scendeva in un’inquietudine nostra; l’aria rinfrescava ad intervalli. […] Quanti intrecci di anima e sensazioni, di pensieri con l’aria e con il fiume, per dire che la vita mi duole nell’olfatto e nella coscienza, per non saper dire, come nella frase semplice e ampia del Libro di Giobbe, «La mia anima è stanca della mia vita!».

    *ed è qui molto calzante il frammento 68 pubblicato da Minerva
    ----
    Credo che gli intellettuali da sempre si considerino superiori (a livello speculativo, ovviamente) agli altri, e credo che effettivamente lo siano. Però ecco il prezzo di tale superiorità, l’insoddisfazione, l’insufficienza, il sentirsi braccati e soffocati. Secondo me Pessoa è consapevolezza del patto che è stato compiuto col diavolo (senza che potesse decidere) alla sua nascita: la sua sensibilità, la sua capacità per l’infelicità della vita. Gli sono state date le chiavi dell’esistenza, chiavi che ne aprono la porta, svelandone la crudele essenza, da qui ritengo nasca la forte sensazione di alterità rispetto a tutte le cose umane.
    P.s cè un frammento bellissimo, che per ora tengo per me perché voglio leggerlo per bene, prima di condividerlo con voi, credo ci possa dare molto da scrivere; @Minerva: io sono arrivato all’81, sono un po’ in ritardo rispetto a te, non vorrei farmi aspettare, se vuoi continuare a leggere procedi pure!

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