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Discussione: 3° GdL poetico - Allegria di naufragi di Giuseppe Ungaretti

  1. #16
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    ETERNO
    Tra un fiore colto e l'altro donato
    l'inesprimibile nulla


    Apre la raccolta una poesia Tanto ermetica da essere difficile da decifrare e ancora più da commentare. Del resto la parola inesprimibile riferita al tempo, al nulla comprende un po' il senso di questa poesia.

  2. The Following User Says Thank You to velvet For This Useful Post:


  3. #17
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    Citazione Originariamente scritto da velvet Vedi messaggio
    ETERNO
    Tra un fiore colto e l'altro donato
    l'inesprimibile nulla


    Apre la raccolta una poesia Tanto ermetica da essere difficile da decifrare e ancora più da commentare. Del resto la parola inesprimibile riferita al tempo, al nulla comprende un po' il senso di questa poesia.
    che parola fantastica la parola inesprimibile

  4. #18
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    NOIA

    Anche questa notte passerà

    Questa solitudine in giro
    titubante ombra di fili tranviari
    sull’umido asfalto

    Guardo le teste dei brumisti
    nel mezzo sonno
    tentennare

    Questo è invece un esempio di come con poche parole si possa trasmettere perfettamente un'immagine, una sensazione. Concordo con Elisa sulla bellezza dell'immagine dei vetturini che tentennano con la testa colti dal sonno.
    (In napoletano, lingua in cui c'è una parola per tutto, si direbbe "scapozzeano" )

  5. #19
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    LEVANTE



    La linea
    vaporosa muore
    al lontano cerchio del cielo

    Picchi di tacchi picchi di mani
    e il clarino ghirigori striduli
    e il mare è cenerino
    trema dolce inquieto
    come un piccione

    A poppa emigranti soriani ballano

    A prua un giovane è solo

    Di sabato sera a quest’ora
    Ebrei
    laggiù
    portano via
    i loro morti
    nell’imbuto di chiocciola
    tentennamenti
    dei vicoli
    di lumi

    Confusa acqua
    come il chiasso di poppa che odo
    dentro l’ombra
    del
    sonno


    Una poesia che crea immagini e suoni. Mi ha colpito particolarmente l'uso degli spazi, dei versi che contengono talvolta una sola parola. Negli ultimi ad esempio quell'andare a capo ad ogni parola sembra proprio rappresentare l'avanzare del sonno.

  6. #20
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    NASCE FORSE


    C’è la nebbia che ci cancella

    Nasce forse un fiume quassù

    Ascolto il canto delle sirene
    del lago dov’era la città


    Un paesaggio celato dalla nebbia lascia spazio all'immaginazione, tutto può nascere, forse, sicuramente la poesia.

  7. #21
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    Citazione Originariamente scritto da velvet Vedi messaggio
    LEVANTE



    La linea
    vaporosa muore
    al lontano cerchio del cielo

    Picchi di tacchi picchi di mani
    e il clarino ghirigori striduli
    e il mare è cenerino
    trema dolce inquieto
    come un piccione

    A poppa emigranti soriani ballano

    A prua un giovane è solo

    Di sabato sera a quest’ora
    Ebrei
    laggiù
    portano via
    i loro morti
    nell’imbuto di chiocciola
    tentennamenti
    dei vicoli
    di lumi

    Confusa acqua
    come il chiasso di poppa che odo
    dentro l’ombra
    del
    sonno


    Una poesia che crea immagini e suoni. Mi ha colpito particolarmente l'uso degli spazi, dei versi che contengono talvolta una sola parola. Negli ultimi ad esempio quell'andare a capo ad ogni parola sembra proprio rappresentare l'avanzare del sonno.
    Concordo, è una poesia molto sensoriale. Mi ha colpito per il suo suono questo verso: Picchi di tacchi picchi di mani, veramente si sentono i rumori, e poi sembra uno scioglilingua. Placido e "da sonno" l' intero componimento, mi fa pensare la facilità con cui vengono visti alcuni momenti ( gioia, morte, solitudine), quasi sembrano momentanee increspature nell' acqua del piccolo mondo in cui si trova, irrilevanti nella loro ordinarietà.

  8. #22
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    Predefinito Ricordo d'Affrica

    Non più ora tra la piana sterminata
    E il largo mare m'apparterò, né umili
    Di remote età, udrò più sciogliersi, chiari,
    Nell'aria limpida, squilli; nè più
    Le grazie scerbe andrà nudando
    E in forme favolose esalterà
    Folle la fantasia,
    Nè dal rado palmeto Diana apparsa
    In agile abito di luce,
    Rincorrerò
    (In un suo gelo altiera s'abbagliava,
    Ma le seguiva gli occhi nel posarli
    Arroventando disgraziate brame,
    Per sempre
    Infinito velluto).

    E' solo linea vaporosa il mare
    Che un giorno germogliò rapace,
    E nappo d'un miele, non più gustato
    Per non morire di sete, mi pare
    La piana, e a un seno casto, Diana vezzo
    D'opali, ma nemmeno d'invisibile
    Non palpita.

    Ah! questa è l'ora che annuvola e smemora.


    Inizialmente ricorda Zacinto di Foscolo per la consapevolezza che non potrà più rivivere i momenti vissuti in Africa, dove il raddoppio antico della f per Affrica la rende ancor più dolentemente lontana e legata al passato. E poi c'è un tripudio di aggettivi e immagini per raccontare la nostalgia, il ricordo, la tristezza dell'appannamento lento della memoria.


  9. #23
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    Predefinito Ricordo d'Affrica

    Il sole rapisce la città

    Non si vede più

    Neanche le tombe resistono molto


    Nella mia edizione c'è questa poesia con lo stesso titolo di quella postata da Elisa, che sta invece più avanti.

    La città è Alessandria d'Egitto, inondata dal sole, dal deserto, non c'è più o è la lontananza che non la fa più vedere? Lapidaria.

  10. #24
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    Citazione Originariamente scritto da velvet Vedi messaggio
    Il sole rapisce la città

    Non si vede più

    Neanche le tombe resistono molto


    Nella mia edizione c'è questa poesia con lo stesso titolo di quella postata da Elisa, che sta invece più avanti.

    La città è Alessandria d'Egitto, inondata dal sole, dal deserto, non c'è più o è la lontananza che non la fa più vedere? Lapidaria.
    strana questa cosa, tutte e due le poesie con lo stesso titolo e sembra che l'una escluda l'altra...mi metto a cercare per capire l'arcano!

  11. #25
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    Predefinito Notte di maggio

    Il cielo pone in capo
    ai minareti
    ghirlande di lumini


    Questi versi sono stupendi e immaginifici. Sembra di vedere le stelle che come lumini illuminano i merli delle torri dei minareti. Si percepisce malinconia.

  12. #26
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    Predefinito In galleria

    Un occhio di stelle
    ci spia da quello stagno
    e filtra la sua benedizione ghiacciata
    su quest'acquario
    di sonnambula noia


    L'acquario di sonnambula noia è la galleria a Milano il cui tetto filtra lo sguardo del cielo. Chi potrebbe dirlo meglio?


  13. #27
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    Predefinito

    Casa mia

    Sorpresa
    dopo tanto
    d'un amore
    .
    Credevo di averlo sparpagliato
    per il mondo


    Una poesia che riscopre le proprie radici, e l'amore che resta intatto al proprio ritorno, per quei ricordi, per quelle stanze, per quel tornare dopo aver tanto vagato, e non credo solo fisicamente.

  14. The Following User Says Thank You to elisa For This Useful Post:


  15. #28
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    Predefinito

    Notte di maggio
    Il cielo pone in capo
    ai minareti
    ghirlande di lumini


    Anche qui un ricordo della sua terra natale, come è diversa la sensazione che si avrebbe oggi quando si parla di minareti, luoghi sacri della religione musulmana che evocano a volte pensieri dissonanti, cosa si può temere da un luogo illuminato dalle stelle come in una festa paesana?



  16. #29
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    In galleria

    Un occhio di stelle
    ci spia da quello stagno
    e filtra la sua benedizione ghiacciata
    su quest'acquario
    di sonnambula noia

    Quale maggior distacco di un poeta dalla routine quotidiana per chi passeggia, per essere visto non per vedere, in quel salotto commerciale e alla moda che è la Galleria Vittorio Emanuele a Milano? La Galleria quindi diventa un acquario e quello che filtra dalla cupola è sì una benedizione ma "ghiacciata", corre quasi un brivido lungo la schiena.
    Ultima modifica di elisa; 04-01-2017 alle 11:19 AM.

  17. #30
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    Predefinito Chiaroscuro

    Anche le tombe sono scomparse

    Spazio nero infinito calato
    da questo balcone
    al cimitero

    Mi è venuto a ritrovare
    il mio compagno arabo
    che s’è ucciso l’altra sera

    Rifà giorno

    Tornano le tombe
    appiattate nel verde tetro
    delle ultime oscurità
    nel verde torbido
    del primo chiaro

    Si alternano la notte è il giorno, il buio è sostituito dalla luce, che però non sembra riuscire a dissolvere la tristezza e e il vuoto che ha arrecato la morte, quella dell'amico suicida ma non solo, di tutti quelli che non sono più.

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