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Discussione: 3° GdL poetico - Allegria di naufragi di Giuseppe Ungaretti

  1. #31
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    Nella mia edizione , quella finale del 1942, a questo punto finisce la raccolta Ultime e inizia Il porto sepolto .

    Ho trovato queste citazioni in cui il poeta spiega da dove deriva questo titolo.
    "Verso i diciassette anni, forse più tardi, ho conosciuto due giovani ingegneri francesi, i fratelli Thuile, Jean e Henri Thuile…Abitavano fuori d’Alessandria, in mezzo al deserto, al Mex. Mi parlavano d’un porto, d’un porto sommerso, che doveva precedere l’epoca tolemaica, provando che Alessandria era un porto già prima d’Alessandro, che già prima d’Alessandro era una città. Non se ne sa nulla. Quella mia città si consuma e s’annienta d’attimo in attimo. Come faremo a sapere delle sue origini se non persiste più nulla nemmeno di quanto è successo un attimo fa? Non se ne sa nulla, non ne rimane altro segno che quel porto custodito in fondo al mare, unico documento tramandatoci d’ogni era d’Alessandria. Il titolo del primo libro deriva da quel porto."

    "Il porto sepolto è ciò che di segreto rimane in noi indecifrabile."


  2. #32
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    Predefinito Chiaroscuro

    Anche le tombe sono scomparse

    Spazio nero infinito calato
    da questo balcone
    al cimitero

    Mi è venuto a ritrovare
    il mio compagno arabo
    che s’è ucciso l’altra sera

    Rifà giorno

    Tornano le tombe
    appiattate nel verde tetro
    delle ultime oscurità
    nel verde torbido
    del primo chiaro


    Spazio nero infinito calato/da questo balcone/al cimitero: in questo verso tutto il dolore che riempie completamente anche lo spazio e lo annulla. La notte e il giorno come simboli dell'anima e dell'emozione più o meno celata agli occhi.

  3. #33
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    Citazione Originariamente scritto da velvet Vedi messaggio
    Nella mia edizione , quella finale del 1942, a questo punto finisce la raccolta Ultime e inizia Il porto sepolto .

    Ho trovato queste citazioni in cui il poeta spiega da dove deriva questo titolo.
    "Verso i diciassette anni, forse più tardi, ho conosciuto due giovani ingegneri francesi, i fratelli Thuile, Jean e Henri Thuile…Abitavano fuori d’Alessandria, in mezzo al deserto, al Mex. Mi parlavano d’un porto, d’un porto sommerso, che doveva precedere l’epoca tolemaica, provando che Alessandria era un porto già prima d’Alessandro, che già prima d’Alessandro era una città. Non se ne sa nulla. Quella mia città si consuma e s’annienta d’attimo in attimo. Come faremo a sapere delle sue origini se non persiste più nulla nemmeno di quanto è successo un attimo fa? Non se ne sa nulla, non ne rimane altro segno che quel porto custodito in fondo al mare, unico documento tramandatoci d’ogni era d’Alessandria. Il titolo del primo libro deriva da quel porto."

    "Il porto sepolto è ciò che di segreto rimane in noi indecifrabile."

    Questa è invece l'elenco nella mia versione della raccolta Ultime

    Eterno
    Noia
    Levante
    Tappeto
    Nasce forse
    Ricordo d'Affrica
    Casa mia
    Notte di maggio
    In Galleria
    Chiaroscuro
    Popolo

  4. #34
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    Questa è invece l'elenco nella mia versione della raccolta Ultime

    Eterno
    Noia
    Levante
    Tappeto
    Nasce forse
    Ricordo d'Affrica
    Casa mia
    Notte di maggio
    In Galleria
    Chiaroscuro
    Popolo
    Rispetto a me hai tre poesia in più e Ricordo d'Affrica è diversa.

    Questo il mio elenco per Il Porto sepolto:

    In memoria
    L'indoro di deserto
    Veglia
    Stasera
    Silenzio
    Peso
    Fratelli
    C'era una volta
    Sono una creatura
    In dormiveglia
    I fiumi
    Pellegrinaggio
    Monotonia
    La notte bella
    Universo
    Sonnolenza
    San Martino del Carso
    Distacco
    Italia
    Commiato

  5. #35
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    Predefinito In memoria

    Si chiamava
    Moammed Sceab

    Discendente
    di emiri di nomadi
    suicida
    perché non aveva più
    Patria

    Amò la Francia
    e mutò nome

    Fu Marcel
    ma non era Francese
    e non sapeva più
    vivere
    nella tenda dei suoi
    dove si ascolta la cantilena
    del Corano
    gustando un caffè

    E non sapeva
    sciogliere
    il canto
    del suo abbandono

    L’ho accompagnato
    insieme alla padrona dell’albergo
    dove abitavamo
    a Parigi
    dal numero 5 della rue des Carmes
    appassito vicolo in discesa

    Riposa
    nel camposanto d’Ivry
    sobborgo che pare
    sempre
    in una giornata
    di una
    decomposta fiera

    E forse io solo
    so ancora
    che visse


    Il porto sepolto inizia con una poesia sul suicidio dell'amico cui aveva fatto riferimento nell'ultima poesia di Ultime.
    Il tema principale è lo sradicamento dalla terra d'origine e la mancanza di integrazione, il non sentirsi appartenenti alla nuova terra ne' più alla vecchia, un tema molto attuale.
    Ultima modifica di velvet; 04-03-2017 alle 09:54 AM.

  6. #36
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    Predefinito

    Cavolo, avevo sentito parlare di questa poesia, ma non l'avevo mai letta

    nella tenda dei suoi
    dove si ascolta la cantilena
    del Corano
    gustando un caffè

    E non sapeva
    sciogliere
    il canto
    del suo abbandono

    La prima strofa citata mi pare una bellissima descrizione della vecchia vita e della "vecchia cultura", ma soprattutto sa di normalità... La seconda mi infonde un senso di forte malinconia e confusione.

    E forse io solo
    so ancora
    che visse

    Dolorosissima strofa. Una condizione irrimediabile; la triste consapevolezza; la potenza del mutare continuo delle cose che evolvono verso l'oblio.

    Ungaretti mi spiazza, ha uno stile particolarissimo, talvolta la sua poesia mi sembra uno stridore che è come se fosse un suono dolcissimo, indefinibilmente soave.
    P.s scusate se i miei interventi sono molto meno che sporadici, ma non ho il tempo di far nulla.

  7. #37
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    Predefinito Popolo

    Fuggì il branco solo delle palme
    e la luna
    infinita su aride notti


    La notte più chiusa
    lugubre tartaruga
    annaspa


    Un colore non dura


    La perla ebbra del dubbio
    già sommuove l’aurora e
    ai suoi piedi momentanei
    la brace


    Brulicano già gridi
    d’un vento nuovo


    Alveari nascono nei monti
    di sperdute fanfare


    Tornate antichi specchi
    voi lembi celati d’acqua


    E
    mentre ormai taglienti
    i virgulti dell’alta neve orlano
    la vista consueta ai miei vecchi
    nel chiaro calmo
    s’allineano le vele


    O Patria ogni tua età
    s’è desta nel mio sangue


    Sicura avanzi e canti
    sopra un mare famelico



    Milano 1914-1915

    Più ermetica di così non si può, qui pura emozione, suggestione delle parole, dei ricordi e di ciò che evoca il suono, l'emozione che fa venire la pelle d'oca se declami questi versi ad alta voce. L'ultima poesia della prima sezione "Ultime".

  8. #38
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    Predefinito In Memoria

    Si chiamava
    Moammed Sceab

    Discendente
    di emiri di nomadi
    suicida
    perché non aveva più
    Patria

    Amò la Francia
    e mutò nome

    Fu Marcel
    ma non era Francese
    e non sapeva più
    vivere
    nella tenda dei suoi
    dove si ascolta la cantilena
    del Corano
    gustando un caffè

    E non sapeva
    sciogliere
    il canto
    del suo abbandono

    L’ho accompagnato
    insieme alla padrona dell’albergo
    dove abitavamo
    a Parigi
    dal numero 5 della rue des Carmes
    appassito vicolo in discesa

    Riposa
    nel camposanto d’Ivry
    sobborgo che pare
    sempre
    in una giornata
    di una
    decomposta fiera

    E forse io solo
    so ancora
    che visse


    Questa poesia commuove, muove emozioni da condividere, perché parla di una solitudine inimmaginabile, quella di chi si sente completamente sradicato dal passato e dal presente e non spera nel futuro, perché troppo diverso il mondo che lascia dal mondo in cui cerca di integrarsi.

  9. #39
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    Predefinito Il porto sepolto

    Vi arriva il poeta

    e poi torna alla luce con i suoi canti

    e li disperde

    Di questa poesia

    mi resta

    quel nulla

    d’inesauribile segreto

    Chi è il poeta se non chi con la sua sensibilità e la sua capacità espressiva scende nel profondo, nel luogo dove sono sepolte le emozioni, il segreto che coltiviamo dentro di noi. Il poeta torna alla superficie e "canta" quel segreto, lo disperdo, non c'è un perché lo fa. Lo fa e basta.

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  11. #40
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    Vi arriva il poeta

    e poi torna alla luce con i suoi canti

    e li disperde

    Di questa poesia

    mi resta

    quel nulla

    d’inesauribile segreto

    Chi è il poeta se non chi con la sua sensibilità e la sua capacità espressiva scende nel profondo, nel luogo dove sono sepolte le emozioni, il segreto che coltiviamo dentro di noi. Il poeta torna alla superficie e "canta" quel segreto, lo disperdo, non c'è un perché lo fa. Lo fa e basta.
    Concordo con Elisa, il poeta è colui che si spinge, forse rischiando anche di annegare, negli abissi insondabili del sentire umano. La cosa che più colpisce è la suggestione , che muove il poeta e che riceve il lettore, ossia quel qualcosa che è di indefinibile bellezza, spesso incomprensibile e irrazionale.

  12. #41
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    Predefinito Lindoro di deserto

    Dondolo di ali in fumo
    mozza il silenzio degli occhi

    Col vento si spippola il corallo
    di una sete di baci

    Allibisco all'alba

    Mi si travasa la vita
    in un ghirigoro di nostalgie

    Ora specchio i punti di mondo
    che avevo compagni
    e fiuto l'orientamento

    Sino alla morte in balia del viaggio

    Abbiamo le soste di sonno

    Il sole spegne il pianto

    Mi copro di un tiedipo manto
    di lind'oro

    Da questa terrazza di desolazione
    in braccio mi sporgo
    al buon tempo

    Già il titolo è criptico e assorbe la gran parte della riflessione su questa poesia, Lindoro di deserto, che sarà mai? poi si scopre man mano che si procede che ci sono diversi giochi di parole come lind'oro che danno colore a questa luce che si avvicina all'alba e la oltrepassa. Sicuramente in una trincea. Ed ecco che la luce pur nella crudezza della situazione rimette le cose in pari, le riordina, le rende reali, permette il movimento che sembra dare l'ultima strofa.

  13. #42
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    Dondolo di ali in fumo
    mozza il silenzio degli occhi

    Col vento si spippola il corallo
    di una sete di baci

    Allibisco all'alba

    Mi si travasa la vita
    in un ghirigoro di nostalgie

    Ora specchio i punti di mondo
    che avevo compagni
    e fiuto l'orientamento

    Sino alla morte in balia del viaggio

    Abbiamo le soste di sonno

    Il sole spegne il pianto

    Mi copro di un tiedipo manto
    di lind'oro

    Da questa terrazza di desolazione
    in braccio mi sporgo
    al buon tempo

    Già il titolo è criptico e assorbe la gran parte della riflessione su questa poesia, Lindoro di deserto, che sarà mai? poi si scopre man mano che si procede che ci sono diversi giochi di parole come lind'oro che danno colore a questa luce che si avvicina all'alba e la oltrepassa. Sicuramente in una trincea. Ed ecco che la luce pur nella crudezza della situazione rimette le cose in pari, le riordina, le rende reali, permette il movimento che sembra dare l'ultima strofa.
    Pare che Lindoro sia una maschera veneziana che rappresenta un giovane innamorato, io non la conoscevo, e qui simboleggia il rinnamorarsi della vita , come il sorgere del sole pure in mezzo al deserto della guerra.
    Parecchio criptica ma tanto bella, mi colpisce Allibisco all'alba.

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  15. #43
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    Predefinito Veglia

    Un’intera nottata
    buttato vicino
    a un compagno
    massacrato
    con la sua bocca
    digrignata
    volta al plenilunio
    con la congestione
    delle sue mani
    penetrata
    nel mio silenzio
    ho scritto
    lettere piene d’amore
    Non sono mai stato
    tanto
    attaccato alla vita


    Uno dei vertici della poesia di tutti i tempi, con poche e semplici parole ha descritto l'istinto primario dell'uomo: l'amore che combatte la morte, l'amore come istinto vitale.

  16. #44
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    Un’intera nottata
    buttato vicino
    a un compagno
    massacrato
    con la sua bocca
    digrignata
    volta al plenilunio
    con la congestione
    delle sue mani
    penetrata
    nel mio silenzio
    ho scritto
    lettere piene d’amore
    Non sono mai stato
    tanto
    attaccato alla vita


    Uno dei vertici della poesia di tutti i tempi, con poche e semplici parole ha descritto l'istinto primario dell'uomo: l'amore che combatte la morte, l'amore come istinto vitale.
    Una delle poesie più note, di quelle che si imparano a scuola ed è chiaro il perché. Amore per la vita contrapposto a tanta crudeltà e ferocia (massacrato, digrignata...). Colpisce dritto all'anima.

  17. #45
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    Predefinito A riposo

    Chi mi accompagnerà pei campi
    Il sole si semina in diamanti
    di gocciole d'acqua
    sull'erba flessuosa

    Resto docile
    all'inclinazione
    dell'universo sereno

    Si dilatano le montagne
    in sorsi d'ombra lilla
    e vogano col cielo

    Su alla volta lieve
    l'incanto si è troncato

    E piombo in me
    E m'oscuro in un mio nido


    Versa, il 27 aprile 1916


    Dopo la poesia Veglia ecco che subito dopo ce ne è una che cerca di esprimere una maggior armonia, A riposo, le immagini iniziali sono bellissime anche se il contrasto finale con troncato, piombo e m'oscuro ci fanno ricordare che è una serenità momentanea, data dalla natura e non dalla realtà umana.

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