Questa brevissima opera dello scrittore irlandese famoso per I viaggi di Gulliver è un pamphlet satirico del 1729 scritto per contrastare il problema della sovrappopolazione in un modo alquanto insolito... utilizzando i bambini, figli dei poveri, che dovranno essere nutriti per poi venderli ai ricchi proprietari.
Voi vi chiederete... venderli come schiavi? No, come tenero cibo .
Il tutto corredato dal modo migliore per cucinarli e poi gustarli... altro che orchi delle fiabe .
Io che non ho figli ho potuto anche sorridere di questa proposta strampalata, ma non so chi è genitore come potrebbe prenderla, anche se l'intento era ovviamente canzonatorio .
L'ho letta per l'attuale sfida dei "1001 libri da leggere prima di morire", ma non credo che sia così essenziale conoscerla sia per la sua brevità sia per l'argomento trattato, pur amando io molto la satira.