"Siamo nell’India britannica, nel pieno della rivolta dei Sepoy del 1857. Ash è solo un bambino quando perde entrambi i genitori, lei indiana e lui inglese. Sarà la sua balia hindu a salvarlo. Per un caso fortunoso il piccolo Ash salva la vita al giovanissimo Marajà ed entra al suo servizio, fra intrighi di palazzo e peripezie di ogni genere. Fino a quando, ad appena dodici anni, sarà costretto a fuggire per sottrarsi a una fine orrenda.
In qualità di ufficiale delle Guide, un corpo scelto dell’esercito britannico, cercherà di difendere la sua terra tanto dai soprusi dei suoi fratelli inglesi quanto dalla violenza di quelli indiani, sempre in cerca di se stesso, lacerato fra le sue due identità. Fra intrighi, tempeste di sabbia, assedi e inseguimenti nella giungla, dovrà superare culture e religioni per incontrare l’amore e segnare la storia dell’India.
Ispirato a una storia vera, Padiglioni lontani non è solo un romanzo appassionante, ma è anche un incredibile affresco dell’enorme complessità dell’India con tutte le sue tradizioni, storie, leggende e religioni. Nessun altro romanzo ha saputo raccontare l’India con tanta forza nell’immaginario occidentale."

Io leggo alla velocità della luce,è un po una mia prerogativa,se il libro poi mi prende in pochi giorni lo divoro,anche se sono 1000 pagine,ma per finire queste 839 pagine ho sofferto,tanto,è stata un agonia,ci ho messo quasi un mese.
Ho trovato questo romanzo lento,lentissimo,esageratamente infarcito di scene inutili che lo rendono pesante e poco leggibile,la storia di per se non era neppure tra le peggiori,ma l'ho comunque trovato banale e tedioso.
Una storia d'amore senza particolari colpi di scena,in questo libro succedono tante cose tutte insieme e poi il nulla per 200 pagine.mi ha molto annoiata