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Giallo cromo

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Discussione: Huxley, Aldous - Giallo cromo

  1. #1
    *MOD* Monkey Member
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    Predefinito Huxley, Aldous - Giallo cromo

    Questo è il suo primo romanzo, scritto nel 1921. All'interno si trovano già in stato embrionale i suoi temi principali che poi sfoceranno ne Il mondo nuovo.
    La base della narrazione prende spunto da una breve vacanza estiva di nobili e artisti nella dimora di campagna a Crome in Inghilterra, intervallata dalla storia della famiglia che ospita il protagonista, Denis.
    Ho deciso di leggerlo dopo gli altri 2 che mi erano già piaciuti abbastanza, e credo di averlo addirittura preferito, nonostante ci siano delle parti un po' noiose e ostiche nella prima metà. La seconda invece è molto più appassionante e scorrevole. Lo stile è anche ironico e ricercato, in perfetto stile british. Mi ha ricordato quello di Orwell e della Woolf (quest'ultima per la mancanza di una trama unitaria e per la preferenza della narrazione libera).
    Ho apprezzato particolarmente la cronaca degli avi che comprende nell'albero genealogico anche un gigante e dei nani.

    Ho trovato parecchie citazioni interessanti (alcune non le condivido totalmente, ma le posto lo stesso):

    Nel mondo delle idee, tutto è chiaro; nella vita, tutto è oscuro, imbrogliato.

    In fondo che cos’è la lettura, se non un vizio, come l’alcool e la lussuria, e tutte le altre forme di voluttà. Si legge per stuzzicare e divertire il proprio cervello; si legge soprattutto per impedire a se stessi di pensare.

    Il risultato è che, ora, nella mia età matura, sono la nullità che sono (frase molto pessoiana!)

    Ma in fin dei conti, che cosa sono la compassione e l’immaginazione? Assai poco; a meno che la persona per cui proviamo compassione non sia intimamente legata a noi da vincoli d’affetto, e, anche in questo caso, quel che proviamo non è gran che. D’altronde meglio così: perché, se noi avessimo una immaginazione e una compassione abbastanza vive per comprendere pienamente e provare le sofferenze degli altri, non avremmo più un momento di pace. Una razza veramente pietosa, non conoscerebbe nemmeno il senso della parola felicità. Ma, fortunatamente, come ho già detto, noi non apparteniamo a una razza pietosa.

    Se lei vuole che gli uomini agiscano ragionevolmente, bisogna che li persuada in modo demente. I più saggi precetti dei fondatori di religione non si propagano che attraverso entusiasmi che appaiono deplorevoli per un uomo di spirito sano. E’ veramente umiliante pensare come sia impotente la ragion pura. La ragione, per esempio, ci dice come il solo mezzo che noi abbiamo di conservare la civiltà sia quello d’agire decentemente e intelligentemente. La ragione dialoga e argomenta; i nostri governanti perseverano nella loro abituale balordaggine e noi approviamo e obbediamo. La sola speranza è in una crociata di pazzia; io sono pronto, per il giorno in cui avrà luogo, a battere il tamburo con quelli che faranno più rumore; ma, facendolo, avrò un po’ di vergogna per me stesso.


    Denis era il più severo giudice di se stesso; per lo meno aveva sempre pensato così. Amava credersi un vivisezionatore inesorabile, attento a sondare spietatamente le profondità palpitanti della propria anima: vittima e carnefice a un tempo. Nessuno meglio di lui conosceva le sue debolezze, le sue assurdità, e in fondo, immaginava vagamente, che nessuno oltre lui se ne accorgesse. Gli pareva inconcepibile, per così dire, di dover apparire agli altri come gli altri apparivano a lui; inconcepibile che essi parlassero qualche volta tra loro di lui con la stessa libertà critica e, confessiamolo pure, con la stessa dolce malignità ch’egli era abituato a usare parlando di loro. Ai suoi occhi, egli aveva dei difetti; ma quello di vederli, era un privilegio riservato a lui solo. Per tutto il resto dell’umanità egli era senza dubbio un’immagine di cristallo senza difetti.

    Quando un individuo viene in contatto intimo con un altro, egli, - o essa, naturalmente, secondo i casi - deve inevitabilmente infliggere o ricevere una certa quantità di sofferenza.

    L’opera scritta non è che uno sforzo per esprimere l’emozione, che, in se stessa, è inesprimibile in termini intellettuali e logici.

    Ma che cosa dice dei contatti umani desiderabili, come l’amore e l’amicizia?
    - Anche i piaceri di questi contatti sono stati molto esagerati. Mi pare dubbio che possano essere paragonati ai piaceri della lettura e della contemplazione. Se i contatti umani furono altamente apprezzati in passato, è per il fatto che la lettura non era una cosa molto diffusa e che i libri erano rari e difficili a riprodurre.
    Ultima modifica di Minerva6; 12-28-2016 alle 08:05 PM.

  2. #2
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    Predefinito Governo razionale

    Gli uomini intelligenti devono unirsi, debbono cospirare per strappare il potere agli imbecilli e ai pazzi che ci governano. Essi debbono fondare il Governo Razionale. Le tre specie principali saranno le seguenti: le Intelligenze dirigenti, gli Uomini di Fede e il Gregge.
    Tra le Intelligenze figureranno tutti quelli che sono capaci di pensare, quelli che sanno come si raggiunga un certo grado di libertà - è, ahimè, quanto sia limitata anche tra i più intelligenti, questa libertà! - in mezzo alla schiavitù mentale della propria epoca. Un corpo scelto tratto dalle Intelligenze che si saranno consacrate ai problemi della vita pratica sarà alla testa dello Stato Razionale.
    Esso impiegherà come istrumenti di potere la seconda grande specie d’umanità, gli Uomini di Fede, i Pazzi, come li ho chiamati, i quali credono alle cose irragionevolmente, con passione, e son pronti a morire per la loro fede e per i loro desideri. Questi pazzi, col loro terribile potenziale sia di bene che di male, non potranno più reagire a caso su un ambiente formato a caso. Non ci saranno più dei Cesari Borgia, dei Luteri, dei Maometti, né delle Giovanne d’Arco, o dei Tolstòj; il vecchio Uomo di Fede e d’Impulso, creatura del caso nata dalle sole circostanze, che potrebbe spingere gli uomini alle lacrime e al pentimento come a tagliarsi scambievolmente la gola, sarà sostituito da una nuova specie di pazzo, esteriormente simile a quelli, traboccante dello stesso entusiasmo spontaneo, ma quanto diverso dal Pazzo dei tempi antichi! Perché il nuovo Uomo di Fede impiegherà la sua passione, il suo desiderio, il suo entusiasmo alla propagazione di un’idea ragionevole. A sua insaputa egli sarà lo strumento d’una volontà superiore. Sin dalla loro più tenera età, non appena il giurì di psicologi avrà loro assegnato il posto adatto nello schema delle classificazioni, gli Uomini di Fede saranno sottoposti a una educazione speciale sotto gli occhi delle Intelligenze. Formati con un lungo processo di suggestioni, essi andranno per il mondo predicando e praticando con una generosa follia i progetti freddamente ragionevoli degli alti Dirigenti. Quando questi progetti saranno attuati o quando le idee, utili nel decennio precedente avranno cessato d’esser tali, le Intelligenze ispireranno a una nuova generazione di pazzi una nuova Verità eterna. La funzione principale degli Uomini di Fede, sarà quella di commuovere e di dirigere la moltitudine, questa terza grande specie, la quale comprenderà gli innumerevoli milioni di quelli che mancano d’intelligenza e del prezioso entusiasmo. Quando si vorrà ottenere dal Gregge uno sforzo particolare, quando si giudicherà necessario, con uno scopo di solidarietà, infiammare e unire l’umanità nell’ardore d’un desiderio o di una idea unica, in quel determinato momento gli Uomini di Fede, preparati, muniti d’un credo semplice e soddisfacente, saranno inviati in missione; essi diffonderanno il nuovo vangelo. In tempi ordinari, allorché l’alta temperatura spirituale d’una crociata sarà giudicata malsana, gli Uomini di Fede saranno occupati, in calma e serietà, alla grande opera dell’insegnamento. Nell’educazione del Gregge verrà sfruttata scientificamente la suggestionabilità quasi illimitata dell’umanità.
    Sistematicamente, dalla loro più tenera infanzia, ai membri del Gregge verrà insegnato che non può esservi felicità se non nel lavoro e nell’obbedienza. Si farà creder loro che sono felici, che sono creature di un’enorme importanza, e che tutto quello ch’essi fanno è nobile e significativo. Per uso delle specie inferiori, la Terra verrà ristabilita nel centro dell’universo, e all’uomo verrà reso il primo posto sulla Terra. Oh! Come invidio la sorte degli uomini comuni nello Stato Razionale! Lavorando otto ore al giorno, obbedendo ai loro superiori, convinti della propria grandezza, della propria importanza e della propria immortalità, essi saranno meravigliosamente felici, più felici di quanto sia stata qualsiasi altra razza umana. Essi traverseranno la vita in un gioioso stato d’ebbrezza, dal quale non si sveglieranno mai. Gli Uomini di Fede reciteranno la parte di coppieri in questo perpetuo baccanale; empiranno continuamente le coppe di quel caldo liquore che le Intelligenze, nel loro triste e sobrio ritiro dietro le scene, distilleranno per l’ebbrezza dei loro soggetti.

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