Trovato su internet:
Il maggior narratore della storia e delle contraddizioni dello Stato ebraico di Israele definisce una volta per tutte il significato profondo di parole usate con colpevole superficialità. L'elaborazione teorica di Abraham B. Yehoshua, come l'intera produzione ebraica, non è di quelle che mirano a una spiegazione neutrale e oggettiva dei fenomeni: nel pieno rispetto del pluralismo delle opinioni, provoca e costringe a schierarsi.Con questo saggio, encomiabile per chiarezza, concisione e "bratalità", l'autore sembra chiamare ciascun ebreo a una severa auto-analisi e alla scelta della propria collocazione all'interno di una delle categorie ebreo-sionista-israeliano che egli introduce e definisce in termini inequivocabili.

Un breve saggio (sono solo 84 pagine) molto chiaro, vuole fornire un punto d'avvio per ulteriori approfondimenti, una volta chiariti i termini fondamentali.

Ho apprezzato soprattutto che sia detto chiaramente che si può essere antisionismo SENZA essere antisemiti (). Mi pare che questa confusione di fondo esista sempre, in qualunque dibattito relativo ad Israele.