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Discussione: Minisfida annuale: Un autore per un anno (2017)

  1. #31
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    Citazione Originariamente scritto da Spilla Vedi messaggio
    Pensate sia il caso di introdurre una regola in proposito?
    Per esempio se, letto il primo libro, scopriamo che l' autore scelto non è di nostro gradimento, abbiamo la possibilità di sceglierne un altro? Cosa ne pensate?
    Ti rispondo di sì anche se non credo che parteciperò, la lettura deve essere un piacere, non una tortura!

  2. The Following User Says Thank You to alessandra For This Useful Post:


  3. #32
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Ti rispondo di sì anche se non credo che parteciperò, la lettura deve essere un piacere, non una tortura!
    Idem, però io vorrei partecipare (anche se non ho ancora deciso con quale autore)

  4. #33
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Idem, però io vorrei partecipare (anche se non ho ancora deciso con quale autore)
    perché non dedicarti ad un altro autore russo?

  5. #34
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    perché non dedicarti ad un altro autore russo?
    Infatti ci sto pensando

  6. #35
    Motherator
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Infatti ci sto pensando
    oramai dovresti esserteli fatti quasi tutti

  7. The Following User Says Thank You to elisa For This Useful Post:


  8. #36
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Infatti ci sto pensando
    Se scegli Puskin potrei farti ogni tanto compagnia, ho il volume dei Meridiani Mondadori (con tutte le opere? Possibile? devo controllare).

  9. The Following User Says Thank You to Spilla For This Useful Post:


  10. #37
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    Citazione Originariamente scritto da Spilla Vedi messaggio
    Se scegli Puskin potrei farti ogni tanto compagnia, ho il volume dei Meridiani Mondadori (con tutte le opere? Possibile? devo controllare).
    In effetti questo mi manca e potrei spaziare in più campi... prosa, poesia e teatro. E poi ho l'Onegin da tanto in lista desideri.
    Diciamo che per ora scelgo lui, la compagnia fa sempre piacere .

  11. The Following User Says Thank You to Minerva6 For This Useful Post:


  12. #38
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    Comincio stagioni diverse di King.

  13. #39
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    Io penso di partecipare, ma non ho ancora individuato l'autore.
    Avevo pensato a Conrad, ma poi leggendo un po' l'autobiografia, non mi sembra sia tanto nelle mie corde.
    Vorrei pensarci un altro po'.

    Francesca

  14. #40
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    Citazione Originariamente scritto da francesca Vedi messaggio
    Io penso di partecipare, ma non ho ancora individuato l'autore.
    Avevo pensato a Conrad, ma poi leggendo un po' l'autobiografia, non mi sembra sia tanto nelle mie corde.
    Vorrei pensarci un altro po'.

    Francesca
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  15. #41
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    Finito il primo libro di King, stagioni diverse. Di seguito il messaggio che ho postato in PB e sul mio blog.

    "Un quartetto di racconti in bilico tra l'orrore e l'avventura, l'incubo e la fantasia. Il riscatto di un uomo condannato ingiustamente per omicidio. Il
    morboso rapporto tra un adolescente e un ex nazista. Quattro ragazzini alla ricerca del cadavere di un coetaneo. Una donna che partorisce in circostanze
    surreali. Quattro storie da brivido, agghiaccianti e paradossali, che hanno per protagonisti mostri moderni".

    Comincio col dire che non sono molto d’accordo con la quarta di copertina: le storie raccolte in questo libro non hanno affatto a che fare con mostri, né antichi né moderni. Al contrario, raccontano vite di persone comuni, loro malgrado intrappolate nella società in cui vivono. Solo l’ultima storia, “il metodo di respirazi”ne" può essere definita macabra o, se preferite, horror. Detto questo, analizziamo il libro: è composto da quattro racconti, uno per ogni stagione: in primavera incontriamo Andy Dufresne e il penitenziario di Shaushank, ed abbiamo a che fare con una storia di amicizia, ingiustizie e genialità.
    In estate, invece, conosciamo un ex nazista rifugiatosi in America sotto falsa identità e un ragazzo americano con un particolare interesse per la barbarie commessa a danno dei prigionieri dei campi di concentramento. Questa, invece, è una storia di follia allucinante: il caro Thod, intelligentissimo e orgoglio dei genitori, non smetterà di stupirci neanche per un attimo.
    Sul finire dell’estate e con l’arrivo dell’autunno, invece, incontriamo Gordon, Chris, Vern e Teddy, quattro ragazzi che faranno una gita molto particolare, alla ricerca di un loro coetaneo morto sui binari e non ancora ritrovato. La storia di Gordon e dei suoi amici, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, è trattata con estrema oculatezza e delicatezza: i loro problemi familiari sono quelli di tante famiglie delle periferie moderne.
    In inverno, invece, conosceremo la tenace ed orgogliosa Miss Stansfield, che affronta la sua condizione di donna nubile ed incinta negli anni 30 con sorprendente dignità ed arguzia.
    Sono fondalmente questi i racconti contenuti in questa raccolta, racconti dai quali sono stati ricavati film stupendi (si pensi a “le ali della libertà” ispirato alla prima storia); racconti in grado di emozionare ed inquietare, ma comunque sempre di far riflettere, in perfetto stile di King.
    Di solito non leggo le raccolte di racconti: mi piacciono le storie che iniziano e finiscono. In questo caso, però, dopo aver visto il film “le ali della libertà” mi era rimasta la curiosità di leggere ciò che lo aveva ispirato. Così, appena ne ho avuto l’occasione, ho cominciato a leggere “stagioni diverse” e, lo confesso, avevo pensato di fermarmi al primo – secondo racconto. Ma poi le storie erano così geniali ed appassionanti che non ce l’ho fatta a smettere! Se dovessi dare un voto, non darei il massimo solo perché l’ultima storia mi è piaciuta meno delle altre, ma stiamo comunque parlando di King!
    Una lettura, quindi, che vi consiglio assolutamente: bellissimi i primi tre racconti!

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  17. #42
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    Citazione Originariamente scritto da Tanny Vedi messaggio
    Ieri mi sono messo a leggere Il bosco degli Urogalli, ho letto soltanto 30 pagine perchè non mi hanno lasciato in pace, ma da quello che ho potuto leggere credo proprio che tu abbia scelto un gran bel autore da "approfondire", leggendo quel libro mi è sembrato di ascoltare i discorsi del nonno di un mio amico quando da piccolo andavo a casa sua a giocare: guerra e caccia
    Appena lo finisco ti faccio sapere cosa ne penso
    Sono d'accordo con te ho scelto un GRAN bell'Autore!!
    Ho letto nel frattempo il commento che hai postato in pb, il bosco degli Urogalli lo avevo già in wishlist e tu mi hai confermato che avevo fatto bene a mettercelo
    Anche a me Rigoni Stern ricorda mio nonno sia per i discorsi, ma anche per l'aspetto avevano molto in comune ...però mio nonno non ha combattuto in Russia, ma in Africa e si è fatto un po' di tempo di prigionia in Inghilterra. Tra i suoi racconti della prigionia in Inghilterra e quelli dei miei zii (in effetti zii di mia madre) che combatterono in Russia e vennero fatti prigionieri dai tedeschi ce n'era di differenza! La prigionia è sempre prigionia non si discute, ma almeno gli inglesi - dai racconti che mi faceva mio nonno - avevano rispetto per i prigionieri, e li trattavano come persone. Pensa che io ho ancora dei quaderni di mio nonno in cui gli insegnavano l'inglese!

  18. The Following User Says Thank You to bouvard For This Useful Post:


  19. #43
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    Citazione Originariamente scritto da bouvard Vedi messaggio
    Sono d'accordo con te ho scelto un GRAN bell'Autore!!
    Ho letto nel frattempo il commento che hai postato in pb, il bosco degli Urogalli lo avevo già in wishlist e tu mi hai confermato che avevo fatto bene a mettercelo
    Anche a me Rigoni Stern ricorda mio nonno sia per i discorsi, ma anche per l'aspetto avevano molto in comune ...però mio nonno non ha combattuto in Russia, ma in Africa e si è fatto un po' di tempo di prigionia in Inghilterra. Tra i suoi racconti della prigionia in Inghilterra e quelli dei miei zii (in effetti zii di mia madre) che combatterono in Russia e vennero fatti prigionieri dai tedeschi ce n'era di differenza! La prigionia è sempre prigionia non si discute, ma almeno gli inglesi - dai racconti che mi faceva mio nonno - avevano rispetto per i prigionieri, e li trattavano come persone. Pensa che io ho ancora dei quaderni di mio nonno in cui gli insegnavano l'inglese!
    Io non avevo mai letto un libro di racconti di montagna, ma credo che leggerò altro di questo autore ed aspetto i tuoi commenti per vedere cosa andare a prendere, la mia avversione per i libri aventi per tema la montagna nasceva dal fatto che ho un amico che è un fans sfegatato di un determinato autore e dato che eravamo di passaggio nel posto in cui abita, l'amico aveva insistito per andarlo a trovare, lo aveva beccato al bar ed alla richiesta di autografargli un suo libro di tutta risposta si era preso un sacco di offese ed a momenti riceveva pure un ceffone, un simile arrogante non l'ho mai conosciuto e quel fatto mi ha reso refrettario al genere ed ho giurato di mai acquistare un suo libro, mi sono comunque dovuto ricredere leggendo Rigoni Stern.

    Da un certo punto di vista è forse meglio non conoscere di persona i propri "miti" in quanto si può restare parecchio delusi, il mio amico si era offeso talmente tanto che da quella volta non ha più acquistato un suo libro.

  20. The Following User Says Thank You to Tanny For This Useful Post:


  21. #44
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    Citazione Originariamente scritto da Tanny Vedi messaggio
    Io non avevo mai letto un libro di racconti di montagna, ma credo che leggerò altro di questo autore ed aspetto i tuoi commenti per vedere cosa andare a prendere, la mia avversione per i libri aventi per tema la montagna nasceva dal fatto che ho un amico che è un fans sfegatato di un determinato autore e dato che eravamo di passaggio nel posto in cui abita, l'amico aveva insistito per andarlo a trovare, lo aveva beccato al bar ed alla richiesta di autografargli un suo libro di tutta risposta si era preso un sacco di offese ed a momenti riceveva pure un ceffone, un simile arrogante non l'ho mai conosciuto e quel fatto mi ha reso refrettario al genere ed ho giurato di mai acquistare un suo libro, mi sono comunque dovuto ricredere leggendo Rigoni Stern.

    Da un certo punto di vista è forse meglio non conoscere di persona i propri "miti" in quanto si può restare parecchio delusi, il mio amico si era offeso talmente tanto che da quella volta non ha più acquistato un suo libro.
    Quelli che ho letto finora te li consiglio tutti Se ti interessa ho appena aperto una discussione su Rigoni Stern nella sezione Autori ed ho postato un video di Marco Paolini su Il sergente della neve, ti consiglio caldamente di vederlo, Paolini/Rigoni Stern sono un'accoppiata da non perdere

  22. #45
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    Stasera inizio con Mason & Dixon di Thomas Pynchon, da quel poco che ho potuto leggere in giro si tratta di un romanzo molto complesso con una sfilza incredibile di personaggi, ho quindi messo in conto di tenermi un taccuino degli appunti per capire chi-è-chi e chi-fa-cosa senza impazzire.
    Le vicende narrate nel libro sono ambientate in america, appena dopo la guerra dei sette anni ed appena prima della rivoluzione americana, i protagonisti sono Charles Mason e Jeremiah Dixon, rispettivamente astronomo e agrimensore, sono due personaggi realmente esistiti a cui si deve la "Mason-Dixon line", ovvero la linea di confine fra gli stati della Pennsylvania, del Maryland, del Delaware e della Virginia Occidentale; tale linea oltre ad essere una cosa affascinante per i topografi e per i cosiddetti addetti ai lavori (come me), ha avuto un significato molto più profondo che un semplice segno su una mappa, quando la Pennsylvania abolì la schiavitù, la linea rappresentava infatti lo spartiacque fra la liberà e la schiavitù, ed ancora oggi la linea rappresenta il confine fra il nord ed il sud degli stati uniti ed è citata in molti testi.
    Il testo risulta essere molto particolare, ieri ho letto l'incipit (che purtroppo ora non riesco a riportare) e si nota da subito che è un libro stilisticamente strano, l'autore ha infatti voluto scriverlo in un inglese settecentesco, mediante l'utilizzo di termini arcaici e desueti ed uno stile di scrittura molto strano (ci sono maiuscole da tutte le parti), da come ho letto in giro il traduttore ha fatto un gran bel lavoro per riportare in italiano questa opera.
    Detto ciò mi manca solo di leggerlo, sono 736 pagine, una bella botta insomma.

    Per continuare a mettere carne al fuoco ho inoltre preso "L'arcobaleno della gravità", un altro libro di Pynchon, quando mi è arrivato ho preso un colpo, pensavo fosse un "libricino", ma invece mi sono trovato davanti un mattone da 1039 pagine

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