In movimento,autobiografia di Oliver Sacks é innanzitutto una rassegna di passioni, descritte con la lucidità dello scienziato e l'audacia dello psiconauta, con la schiettezza del diagnosta e il gusto per la digressione di un dotto seicentesco. Per i lettori di Sacks e suoi estimatori sarà un piacere sentirlo parlare di sé: dell'ossessione per le moto e il sollevamento pesi, della dipendenza dalle anfetamine, del lacerante rapporto con il fratello schizofrenico e con la madre (il «più profondo e forse, in un certo senso, più vero della mia vita»); di quando disintegrò per l'ammirazione unita alla frustrazione un libro di Aleksandr Lurija, il fondatore della neuropsicologia e di quella «scienza romantica» a cui sarebbe sempre rimasto fedele. Alla fine, non si potrà evitare di riconoscere che Oliver Sacks è stato il più romanzesco di tutti i personaggi romanzeschi di cui ha scritto. Soprattutto, questo resoconto di studi e amicizie, legami sentimentali e debiti intellettuali, abitudini e fissazioni è un'ulteriore riprova che per Sacks il «delicato empirismo» di Goethe non era un semplice metodo di ricerca, ma uno stile di vita.

Ho acquistato il libro circa un anno fa e l'ho letto tutto di getto solo questa settimana. In precedenza avevo letto con curiosità e spasmodica ricerca di spunti e dettagli L'uomo che scambio suo moglie per un cappello in un particolare momento triste della mia vita : la perdita di una persona carissima a causa di una malattia neurologica.
La sua biografia é straordinaria come lui, sotto molti punti di vista; se avrete la curiosità di leggerlo non potrete che essere d'accordo.