L'edizione che ho letto io comprendeva il romanzo Shosha e quattro brevi racconti: Il Becchino, La festa di Capodanno, Errori, Tre incontri.

Aaron e Shosha sono due bambini che non avrebbero neppure dovuto conoscersi. Lui è figlio di un rabbino e destinato allo stesso ruolo, è un bambino prodigio nello studio dei testi sacri e vive in una famiglia profondamente “kasher”. In effetti il termine kasher viene usato in genere per indicare un cibo “puro”, conforme alle regole, non so se possa essere usato anche per le persone, ma penso renda benissimo l’idea di ciò che volevo dire.
Shosha invece vive in una famiglia meno “kasher”. Il padre ha un’amante e ben presto lascia la moglie. Ma soprattutto Shosha ha qualche difficoltà ad imparare, a scuola è lenta nell’apprendimento e ben presto viene lasciata indietro. Eppure Aaron e Shosha non solo si conoscono (vivono in appartamenti vicini), ma diventano anche amici. Giocano insieme, si raccontano favole e si proteggono a vicenda. Dalla solitudine e dalla cattiveria degli altri bambini.
Poi le loro strade si separano. Aaron non diventa un rabbino, ma comunque un personaggio noto e conosce altre donne. Shosha invece è come se avesse smesso di crescere in tutti i sensi. Per una casualità i due si ritrovano dopo tanti anni…Intorno a questi due bambini e poi giovani c’è il mondo che si prepara alla Seconda Guerra Mondiale e c’è lo spettro dell’Olocausto che incombe.
Leggendo il libro in più punti viene da dire “scappate!” “non vi fidate di Hitler!” “non abbassate la guardia”, ma chi vive in un certo contesto storico non ha la giusta “distanza” dai fatti per riuscire a giudicare al meglio. Anche quando iniziarono le deportazioni in fondo non tutti capirono cosa questo volesse dire.
Anche se non è il miglior libro di Singer vale comunque la pena leggerlo. E poi soprattutto i due racconti Il Becchino e Errori sono delle piccole perle.