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Discussione: Cosa odii dei libri?

  1. #31

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    Odio i libri che sbaglio a scegliere.. E sì le copertine della newton Compton sono spesso brutte, a prescindere dai Mammuth.

    Vivere militare est

  2. #32
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    Citazione Originariamente scritto da Marzati Vedi messaggio
    Pensavo di essere l' unico! Quanto sono brutte mamma mia, che poi mi chiedo: che costa fare una copertina se non bella quantomeno seriosa, magari ci risparmi pure...
    In ogni modo, pur aborrendo tali copertine, non ho un giudizi negativo sulla casa editrice: mette a disposizione grandi opere a un piccolo prezzo e, come si diceva prima, il prezzo è molto importante. Un esempio su tutti è la loro mega raccolta di Lovecraft: tutto, anche le opere in metro, delle lettere e ogni suo racconto, anche quelli scritti per altri, soni venduti a €14 in edizione cartacea e a €2 in forma digitale, io non posso che ringraziarli per il risparmio!
    P.s per c0c0timb0: qualche copertina ce l'ho in mente, più in là la condivido
    Occhio, Marzati: le traduzioni sono pessime Al massimo si possono acquistare gli italiani (al massimo ci trovi un po' di refusi...)

  3. #33
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    Ieri ho avuto un piccolo problema con un libro, arrivato ad un certo punto sono andato in confusione perchè la narrazione è saltata da palo in frasca senza nemmeno un collegamento, mi sono fermato ed ho buttato l'occhio sulla numerazione delle pagine, quella che seguiva la 350 era la 245, tornando indietro alla 245 ho notato che non si trattava solo di un errore nella numerazione ma che era appunto la pagina 245 e poi la numerazione continuava (246-247...) fino ad arrivare circa a pagina 280 per poi saltare a pagina 390 con le note finali.
    Insomma le 40 pagine finali mancano ed al loro posto ci sono 40 pagine ripetute in modo completamente casuale, il bello è che per venire a capo dell'arcano ci so messo anche un bel po' di tempo, ero convinto che ci fosse un senso in quella cosa

    Appena riapre la libreria lo porto indietro e me lo faccio cambiare, non mi era mai capitato di trovare un libro "difettoso", quello che mi dispiace è che ormai lo avevo quasi finito

  4. #34
    Ananke
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    Citazione Originariamente scritto da Tanny Vedi messaggio
    Ieri ho avuto un piccolo problema con un libro, arrivato ad un certo punto sono andato in confusione perchè la narrazione è saltata da palo in frasca senza nemmeno un collegamento, mi sono fermato ed ho buttato l'occhio sulla numerazione delle pagine, quella che seguiva la 350 era la 245, tornando indietro alla 245 ho notato che non si trattava solo di un errore nella numerazione ma che era appunto la pagina 245 e poi la numerazione continuava (246-247...) fino ad arrivare circa a pagina 280 per poi saltare a pagina 390 con le note finali.
    Insomma le 40 pagine finali mancano ed al loro posto ci sono 40 pagine ripetute in modo completamente casuale, il bello è che per venire a capo dell'arcano ci so messo anche un bel po' di tempo, ero convinto che ci fosse un senso in quella cosa

    Appena riapre la libreria lo porto indietro e me lo faccio cambiare, non mi era mai capitato di trovare un libro "difettoso", quello che mi dispiace è che ormai lo avevo quasi finito
    Pensa che a me è capitato con due libri! In uno mancavano proprio delle pagine a metà libro, nell'altro invece la disposizione delle pagine era sbagliata
    Alla fine mi è toccato ri-comprarmi i libri in altre edizioni per farmi passare il nervoso

  5. #35
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    Citazione Originariamente scritto da bonadext Vedi messaggio
    Pensa che a me è capitato con due libri! In uno mancavano proprio delle pagine a metà libro, nell'altro invece la disposizione delle pagine era sbagliata
    Alla fine mi è toccato ri-comprarmi i libri in altre edizioni per farmi passare il nervoso
    Anche a me è capitato! C'era un blocco di pagine messe a casaccio in mezzo. Tipo dalla x alla y erano a metà libro e non dove dovevano essere... Magari non mancava niente, ma comunque... Me ne sono accorto per caso.

  6. #36
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    E' capitato anche a me: in una raccolta di Calvino, Edizione I meridiani, Marcovaldo iniziava da pag. 80......

  7. #37
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    Concordo con voi nell'odiare il prezzo troppo alto dei libri cartacei e la poca differenza di prezzo negli ebook (ma non dovevano costare molto meno perchè a costare è la carta ?!?!?!?)
    Poi ultimamente odio i cosiddetti "fenomeni letterari": tanta pubblicità su libri che poi si rivelano mediocri o banali. Ultimamente fatico a trovare nuove uscite interessanti. Molto spesso oltre alla pochezza dei contenuti sono anche scritti male, ma su quest'ultimo punto non so quanto incida la traduzione dalla lingua originale.

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  9. #38

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    Citazione Originariamente scritto da Kira990 Vedi messaggio
    Concordo con voi nell'odiare il prezzo troppo alto dei libri cartacei e la poca differenza di prezzo negli ebook (ma non dovevano costare molto meno perchè a costare è la carta ?!?!?!?)
    Poi ultimamente odio i cosiddetti "fenomeni letterari": tanta pubblicità su libri che poi si rivelano mediocri o banali. Ultimamente fatico a trovare nuove uscite interessanti. Molto spesso oltre alla pochezza dei contenuti sono anche scritti male, ma su quest'ultimo punto non so quanto incida la traduzione dalla lingua originale.
    Sono abbastanza d'accordo sui prezzi troppo elevati degli ebook, in generale, però c'è anche da dire che non è assolutamente la carta a costare. Poi non so come funzionino grandissime CE, ma avevo visto una bella intervista a diversi editori indipendenti presenti al BookPride di quest'anno (tipo Iperborea, BlackCoffee, Clichy, mi pare L'Orma...) dove spiegavano molto bene che il prezzo di un libro è composto da tantissime spese, e quella per il materiale non incide più di tanto. Poi certo, con gli ebook manca tutta la parte della distribuzione fisica nelle librerie, però se parliamo di un ebook di un titolo contemporaneo non è da 10€ possiamo aspettarci di pagare 1€
    Poi ripeto, non ho idea di come funzionino le CE molto grandi, ma immagino che anche lì i costi si possano abbattere fino a un certo punto, a meno di accontentarsi della Newton Compton che evidentemente non ha nemmeno un correttore di bozze (e se lo ha non lo paga ).

  10. #39
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    Citazione Originariamente scritto da Jessamine Vedi messaggio
    Sono abbastanza d'accordo sui prezzi troppo elevati degli ebook, in generale, però c'è anche da dire che non è assolutamente la carta a costare. Poi non so come funzionino grandissime CE, ma avevo visto una bella intervista a diversi editori indipendenti presenti al BookPride di quest'anno (tipo Iperborea, BlackCoffee, Clichy, mi pare L'Orma...) dove spiegavano molto bene che il prezzo di un libro è composto da tantissime spese, e quella per il materiale non incide più di tanto. Poi certo, con gli ebook manca tutta la parte della distribuzione fisica nelle librerie, però se parliamo di un ebook di un titolo contemporaneo non è da 10€ possiamo aspettarci di pagare 1€
    Poi ripeto, non ho idea di come funzionino le CE molto grandi, ma immagino che anche lì i costi si possano abbattere fino a un certo punto, a meno di accontentarsi della Newton Compton che evidentemente non ha nemmeno un correttore di bozze (e se lo ha non lo paga ).
    Si infatti so anche io che non è la carta che fa salire il prezzo dei libri ma altro, ma molto spesso per pubblicizzare gli ebook utilizzano questa scusa. Poi trovi nuove uscite che in cartaceo costano 15-18 euro e in ebook 12 euro... non vedo questo gran risparmio tanto decantato nella promozione degli ebook (e io ormai leggo quasi esclusivamente tramite e-reader quindi guardo molto le offerte relative ad ebook)

  11. #40
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    Citazione Originariamente scritto da Jessamine Vedi messaggio
    Sono abbastanza d'accordo sui prezzi troppo elevati degli ebook, in generale, però c'è anche da dire che non è assolutamente la carta a costare. Poi non so come funzionino grandissime CE, ma avevo visto una bella intervista a diversi editori indipendenti presenti al BookPride di quest'anno (tipo Iperborea, BlackCoffee, Clichy, mi pare L'Orma...) dove spiegavano molto bene che il prezzo di un libro è composto da tantissime spese, e quella per il materiale non incide più di tanto. Poi certo, con gli ebook manca tutta la parte della distribuzione fisica nelle librerie, però se parliamo di un ebook di un titolo contemporaneo non è da 10€ possiamo aspettarci di pagare 1€
    Poi ripeto, non ho idea di come funzionino le CE molto grandi, ma immagino che anche lì i costi si possano abbattere fino a un certo punto, a meno di accontentarsi della Newton Compton che evidentemente non ha nemmeno un correttore di bozze (e se lo ha non lo paga ).
    Pensate che dicono che il costo medio di un libro si è abbassato tantissimo e che il fatto che i libri costino tanto è dovuto dal potere economico diminuito della moneta.

    Pensate che il costo attuale di un libro in brossura è di 1,50 euro! e tante volte lo vedi con un prezzo maggiorato di dieci volte, in più mettiamo anche il fatto che sono le merci che danno un guadagno piu basso....allora c'è proprio qualcosa che non va


    vi giro un testo molto interessante con allegato anche uno studio di settore.

    I prezzi dei libri di carta in Italia – sostiene l’Associazione Italiana Editori nel Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia del 2015 – diminuiscono ininterrottamente dal 2011. Nel 2014 il calo rispetto all’anno precedente è stato del 6,4 per cento per i libri di carta e del 6,1 per gli ebook al netto dell’Iva. Anche l’Istat calcola che nel 2013 il prezzo medio dei libri è sceso a 19,59 euro contro i 20,29 medi del 2012, con una differenza tra piccoli editori (22,6 euro medi) e grandi editori (19,37 euro) dovuta al fatto che questi ultimi, grazie all’alto numero di copie stampate e distribuite, possono fare economie di scala e permettersi pezzi più bassi. Sempre secondo l’Istat più della metà dei libri messi in commercio in Italia nel 2013 non superava i 15 euro. La ragione principale del calo del prezzo è sicuramente la crisi economica – quando ci si sente poveri, un euro in meno può cambiare la percezione ed essere determinante – , ma potrebbe essere dovuta anche a una incidenza progressivamente minore dei costi industriali di stampa.
    La percezione diffusa è che i libri costino tanto, addirittura troppo secondo un certo luogo comune. La verità è che oggi per un editore medio grande – che sia cioè in grado di stampare un numero sufficiente di copie per spuntare prezzi competitivi – il costo di produzione di 7-8 mila copie di un libro di 250 pagine in brossura (cioè non con la copertina rigida) è di 1,5-1,8 euro a copia. Il prezzo di vendita è circa dieci volte più alto. In libreria, infatti, quel libro costerà tra i 16 e i 19 euro. È un ricarico che appare simile a quello di beni di lusso, quelli dove il marchio risulta determinante rispetto al prodotto. I libri, invece, sono tra le merci che offrono margini di guadagno più bassi. Su un campione di 100 libri pubblicati, la media di margine per l’editore è intorno al 4-5 per cento, che può salire fino al 7-8 quando la casa editrice va molto bene, cioè se in quell’anno imbrocca uno o più bestseller.
    Ogni libro ha un “conto economico”, dove sono elencati voce per voce i costi sostenuti dall’editore. Ai costi di produzione industriale – che comprendono lastre, carta e stampa – si devono aggiungere, infatti, l’anticipo all’autore (dal 6 al 15 per cento su ogni copia venduta) che è calcolato sulla base della previsione di vendita e va scalato dai diritti (in pratica, l’autore non prende soldi fino a quando le copie coperte dall’anticipo non siano state vendute tutte), i costi redazionali (la traduzione, se c’è, la redazione, revisione e correzione bozze), i costi aziendali (amministrativi, di gestione, fissi redazionali, pulizia, luce, affitto etc), i costi di magazzino e macero, ma soprattutto – ed è il costo di gran lunga più grosso – quelli della distribuzione che pesa poco meno del 50 per cento sul costo totale di un libro. È un’incidenza altissima – probabilmente non diversa da quella di altri prodotti, dove però il margine è maggiore – che spiega come mai, per un editore, sia molto più conveniente puntare su pochi titoli che vendano moltissimo, piuttosto che su tanti che vadano benino. Il costo della distribuzione spiega anche la potenza editoriale crescente di Amazon, cioè di chi guadagna proprio sulla logistica, ottimizzando i costi di movimentazione e magazzino, distribuendo esattamente le copie vendute, non una di più, senza disperdere risorse e sforzi per raggiungere punti vendita dove la domanda non c’è.
    Fino a una quindicina di anni fa, le cose erano più semplici. I prezzi erano più dettati dalla materia, e meno dai marchi e dai movimenti. I prezzi di un libro si decidevano inserendo le varie voci del “conto economico” in un Foglio di calcolo, di norma preparato dal reparto Commerciale in base a una serie di parametri fissi e virtuosi. Date le varie voci di costo, il sistema calcolava e proponeva ai direttori editoriali automaticamente un prezzo ottimale. Naturalmente ogni editore aveva e ha ancora il potere di giocare un po’ con questi parametri, variandoli il più possibile per tenere i prezzi abbastanza bassi rimanendo competitivi, quindi alzando o abbassando le previsioni di vendita oppure la prima tiratura (più copie stampo, meno mi costano in media), o ancora caricando alcuni costi su altri titoli per i quali la variabile prezzo è meno importante (sulle vendite di un libro specialistico o di nicchia, per esempio, un euro in più o in meno non incide) oppure su altri titoli che per varie ragioni – non solo di contenuto ma anche di nome e promozione – hanno meno possibilità di diventare best seller. Al di là di queste libertà, che ci sono ancora, fino a quindici anni fa i parametri erano più fissi, e più determinati soprattutto dai costi industriali di produzione. Chi lavora in editoria dagli anni Ottanta ricorda, per esempio, che una volta per decidere il prezzo di un libro era importante valutare il prezzo della carta, fissato in base a quello del prezzo a cui in quel momento il legname all’ingrosso veniva venduto in Scandinavia.
    Oggi i costi industriali incidono sempre meno: “tendono quasi a zero”, direbbero gli economisti. Questa trasformazione ha conseguenze forti sulle politiche e sulle pratiche reali del mondo dell’editoria, per cui è sempre più importante distribuire bene un libro, non sprecarne copie, e decidere il prezzo giusto per il tipo di prodotto per il pubblico a cui si rivolge, piuttosto che indovinare una tiratura abbastanza potente da renderlo visibile in libreria. Un libro di storia da regalare al nonno a Natale, per esempio, non potrà costare meno di 21 euro, altrimenti non sembrerebbe un regalo degno di questo nome neppure al nipote che pure vorrebbe risparmiare. Deve costare almeno 20 euro anche se da un punto di vista economico – date le copie stampate e l’anticipo pagato, cioè dato il “conto economico – l’editore potrebbe metterlo in vendita a 2 euro di meno. Proprio per giustificare il suo prezzo, e la sua collocazione sul mercato, dovrà necessariamente avere alcune caratteristiche – la copertina rigida e, magari, le lettere d’oro in rilievo – tali da collocarlo nell’insieme estetico-ideologico dei “libri da regalo per nonno”. Lo stesso meccanismo vale per tutto, e non da oggi, da sempre, perfino per i libri periodicamente messi in vendita da Vittorio Avanzini per Newton Compton a 9,90 per farsi pubblicità e raggiungere un pubblico generico, o per la Lettera sulla felicità di Epicuro pubblicato da Stampa Alternativa, che nel 1991 vendette un milione di copie grazie al colpo di genio di Marcello Baraghini che la mise in vendita a «Millelire» (ora costa 0,49 centesimi).
    In Italia nel 2013, secondo Istat (ultimo censimento disponibile) c’erano 1.658 editori attivi, 61.966 novità pubblicate (cioè 170 libri nuovi ogni giorno) per un totale di 181.964 copie e una tiratura media di 2.932 copie. Un numero abnorme anche se gli atomi – cellulosa, piombo, cartonato, brossura, peso della carta – pesano sempre di meno. A pesare sempre di più, invece, relativamente parlando, sono distribuzione, promozione e “processo” perché saranno possibili risparmi quanto più il procedimento sarà standardizzato. Se, invece, il libro uscirà dagli schemi o richiederà lavorazioni grafiche o industriali particolari, tanto più tenderà a essere espulso dal mercato editoriale, non tanto per i costi singoli effettivi richiesti all’editore, quando per le deviazioni imposte a un processo anche burocratico e a una catena decisionale che deve tendere, necessariamente, allo standard. Le conseguenze, da un punto di vista pratico, ci sono, e stanno cambiando il mercato dei libri anche da un punto di vista contenutistico, privilegiando lo standard all’originalità, imponendo di replicare copertine, titoli, parole o tipi di libro che hanno avuto successo. Perché se la “messa in macchina”, cioè l’avvio di una nuova ristampa di un libro, costa sempre di meno, per un editore non sarà più necessario intuire il giusto numero di copie da stampare affinché quel libro in libreria sia visibile e vendibile, senza eccedere in modo che non torni invenduto come costo sul magazzino. Quello che conviene all’editore è stampare meno copie, correndo il rischio di non essere visibili, e poi, nel caso in cui quel libro venga notato, ristamparlo, magari investire in pubblicità, tanto bastano tirature minime, anche da 200 o 300 copie, perché tanto l’avvio costa poco, e il magazzino costa molto. Siccome a pesare (per quasi il 50%) è la distribuzione, siccome la velocità di consegna richiesta è sempre maggiore, siccome annunciare nuove ristampe simula successo ed è un fattore di emulazione, agli editori spesso, in generale, conviene mandare al macero le copie già stampate e intanto ristamparne di nuove, piuttosto che movimentare quelle esistenti.


    http://www.aie.it/Portals/_default/S...mj43obkjss2019

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  13. #41
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    Le stampe con le righe troppo lunghe e con basso interlinea, quei libri che 1 volta su 10 l'occhio torna a capo sulla riga sbagliata.

  14. #42
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    Citazione Originariamente scritto da Fabio Vedi messaggio
    Le stampe con le righe troppo lunghe e con basso interlinea, quei libri che 1 volta su 10 l'occhio torna a capo sulla riga sbagliata.
    Verissimo! Che fastidio.

  15. #43
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    Pensare che il costo maggiorato del cartaceo rispetto all'ebook sia solo la carta è ben riduttivo.
    certo, ci sono le materia prime (carta ed inchiostro), ma ci sono i costi di produzione, i costi di logistica, i costi della catena di distribuzione che prevedono più soggetti che devono fare margini.
    Non vedo alcuna stranezza.

    Ed anche li discorso che il prezzo viene decuplicato rispetto al costo vivo ... che senso ha?
    Con quella marginalità ci deve vivere:
    - l'autore
    - l'editore
    - chi fisicamente lo stampa
    - chi lo distribuisce
    - chi lo vende

    Il meccanismo di formazione dei prezzi non è così banale come sembra, eh ....

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  17. #44
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    Citazione Originariamente scritto da malafi Vedi messaggio
    Pensare che il costo maggiorato del cartaceo rispetto all'ebook sia solo la carta è ben riduttivo.
    certo, ci sono le materia prime (carta ed inchiostro), ma ci sono i costi di produzione, i costi di logistica, i costi della catena di distribuzione che prevedono più soggetti che devono fare margini.
    Non vedo alcuna stranezza.

    Ed anche li discorso che il prezzo viene decuplicato rispetto al costo vivo ... che senso ha?
    Con quella marginalità ci deve vivere:
    - l'autore
    - l'editore
    - chi fisicamente lo stampa
    - chi lo distribuisce
    - chi lo vende

    Il meccanismo di formazione dei prezzi non è così banale come sembra, eh ....
    L'alto costo degli ebook rispetto al cartaceo è comunque motivo di profonda irritazione, per me.
    È un dato che tutti i costi di distribuzione e smaltimento sono totalmente azzerati con l'ebook. Posso però capire che si possa tenere alto il prezzo per coprire costi che altrimenti per chi compra su carta sarebbero troppo alti. Insomma, pago l'ebook 12 euro anziché 5, e in questo modo la casa editrice riesce a far pagare il cartaceo 15 anziché 20. D'accordo.
    Ma a questo punto vorrei che l'ebook fosse MIO. Vorrei poterlo regalare una volta letto, o donare alla biblioteca, o almeno prestare ad un'amica. Questa clausola mai del tutto chiara di 'licenza d'uso' (non so se questo sia il suo nome tecnico), abbassa a mio parere di molto il valore reale di ciò che sto acquistando

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  19. #45
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    Odio quando non riesco a leggere bene le parole perché coperte da una rilegatura troppo stretta, odio la carta lucida, sia per la copertina che per le pagine.
    Odio le descrizioni troppo lunghe e le divagazioni inutili.

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