Fred Uhlman, nella sua biografia, che si legge come e meglio di un romanzo, è soprattutto un uomo sconcertato quando ci racconta di uno dei periodi storici più tristi e drammatici del secolo scorso.L'ascesa al potere di Hitler. Le leggi razziali, che lo costrinsero a rifugiarsi prima in Francia e poi in Inghilterra -quest'ultima diventerà la sua seconda patria.Gli anni in cui si vide costretto a spogliarsi della sua identità nazionale -lui era anzitutto un tedesco, fedele al popolo e al governo germanico, e sia dall'uno che dall'altro fu disconosciuto. Dell'ebraismo sapeva poco o niente, poiché era cresciuto in una famiglia laica; Fred sapeva solo di avere una madre ignorante, un padre infelice e un destino incerto davanti a sé.
Sapeva, però, con meraviglia sempre crescente, che la guerra era alle porte e che dalla Germania se ne sarebbe dovuto andare, che in quel paese, culla di alcuni degli artisti più illustri del XX secolo, non c'era posto per un ebreo.
A differenza di molti ebbe il coraggio di fuggire; gli anni successivi trascorsero in un deambulare perplesso e infruttuoso, tra i quartiers populaires di Parigi,gli artisti emergenti, gli scrittori disillusi, i bohémiens,
Nei malfamati locali frequentati da artisti, visionari
e naïf di dubbia reputazione, incontra anche alcune delle figure più emergenti dell'epoca: Picasso, De Chirico, Utrillo.
Successivamente fonda un paio di attività commerciali destinate a fallire. Scopre la pittura. Capisce di avere talento. Inizia a dare sfogo alla sua creatività, ma la vita da esule non è facile, tanto più che la guerra è sempre più imminente: non ha un posto in cui vivere, non ha amici; abbandonato a se stesso, fugge in Corsica, dove una svolta inaspettata lo spinge ad avventurarsi in Inghilterra.
Non sa molto degli inglesi, del loro stile di vita, ed è abbastanza saggio da intuire che aver letto i libri di Shakespeare non lo aiuterà a confondersi tra gli originari del luogo.

Il suo stile diventa asettico, pur non perdendo quel tocco lieve ed evocativo che lo contraddistingue; non si sdilinquisce in ordinari racconti di vita quotidiana: si limita a raccontare dei fatti. La caduta di Praga, l'avanzare dell'esercito tedesco, la drammatica situazione degli ebrei sottoposti alle leggi razziali. Fu componente attivo nella lotta contro il nazismo.

Questa biografia mi è piaciuta molto. A mio parere lo stile invoglia e la fa leggere scorrevolmente. Indubbiamente Uhlman ha avuto una vita molto varia, costellata di avventure e disavventure impensabili.
Giudizio positivo.