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Discussione: 30° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #1
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    Predefinito 30° Poeticforum - Le poesie che amiamo

    Buongiorno,
    che sorprese ci riservate per questo Poeticforum? Non sembra vero sia passato così tanto tempo...
    Aspetto sempre le vostre proposte, per il momento una a ciascuno

  2. #2
    d'ya think i'm stupid?
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    19 MARZO

    Mille date evidenziate:
    cerchi croci ed asterischi,
    sottolineature ellissi…
    Su domani nessun segno!

    Sono promemoria, i segni;
    ma domani non lo scordo,
    proprio perché non ve n’è alcuno!

    Domani è ciò che hai nella testa,
    domani è quello che hai nel cuore...
    o proprio perché di lui nulla
    in te rimasto, a ben vedere, cogli.

    Una data che finora sempre
    altri a ricordarti han provveduto.
    Giorno che mai ti ha detto nulla:
    perché troppo ti voleva dire?

    Non più tu nè io, domani,
    ora coetanei: un’esistenza sola,
    ancestrale, atavico ruolo. Padri.
    Redivivo, in me invecchierai.

    Ricordarsi di una data, sempre,
    per mantenere viva una persona;
    facile scordarsi della prima, oggi
    ancor più dell’altra, nel ricordo.

    Anniversario, solo più una ricorrenza,
    tra individui alieni ancorché presenti.
    Ma quella persona un’unica esistenza:
    ben presente pure nella reale assenza.

    Un’esistenza. La tua, che non è la nostra.
    Un’esistenza. La tua, che ora è noi tutti.
    Mai mi accorsi della tua presenza, eppure
    sempre la tua assenza mi è pesata.

    Ora che assente sei per un motivo vero,
    non mi accorgo invece della tua assenza.
    E di te mi pesa adesso la presenza.

    Insegnandomi nulla, in vita, invero
    tutto mi illudevo di avere da te appreso;
    ma molto di più la tua morte infine
    mi ha trasmesso che la tua esistenza intera .

    Ho imparato allora chi tu non eri,
    ho capito mio malgrado nostra madre,
    chi e che cosa i figli vostri; ma …
    Chi io sono sempre hai taciuto!

    Perché da solo imparar dovevo
    che io un figliolo tuo non sono;
    e l’illuminante verità, quanto ovvia
    nel mio deserto, traumatica, scoprire:
    io sono te!

    Hot

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  4. #3
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    Poesia della moglie

    Ed è chiaro che, alla fine, lei è caduta giù
    dalla luna, non come una
    snella Cinzia a Delfi, dopotutto
    non è diciassettenne, ma con la grazia
    sensuale e l'implacabilità personale
    di una dea dei nostri tempi; così lui dice a
    se stesso di notte vedendo il bagliore
    del sonno di lei nella metà (due-terzi a rigore)
    del loro letto, il claire de lune della spalla
    e della fronte dietro le nuvole scure
    dei capelli. Lui beve il suo vino
    e ingoia più pillole. Gli uccelli
    cantano la loro prima mattinata, piccoli cinguettii e
    frinire di insetti, e fuori la prima luce
    vela la finestra. Il giorno sarà orribile,
    nervoso, cupo e pieno di tensione. L'ultima
    sigaretta, il sorso finale di chardonnay,
    e si stringe contro il caldo bagliore di lei,
    pensando a quando dodicenne
    nuotava nel caldo laghetto oltre
    gli olmi e gli alberi di noce al limite
    del prato. Si rigirava come una carpa assonnata
    tra le ninfee, sotto le libellule
    e le nuvole roventi dei vecchi giorni d'estate.

    Hayden Carruth

  5. #4
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    Predefinito Fotografie

    Rivivono emozioni
    tra le mani.
    Attimi fugaci
    di espressioni gaie,
    di momenti felici.
    Frammenti di passato
    ormai remoto...
    Bisogno di ricordare,
    di sentire ancora
    gesti d'amore,
    cose e persone care.
    Illusione vana
    d'imprigionare il tempo...

    Tra le dita restano
    i ricordi e i rimpianti.
    Teneri istanti
    strappati
    all'inarrestabile
    giostra del destino...

    Brucia la sua legna
    il fuoco
    e dirada i ricordi
    la malinconia
    di chi ha visto l'età
    passare e fuggire via,
    mentre guarda
    con stupore
    chi del tempo
    ancora ne coglierà
    la sua parte migliore...

    (maclaus)

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  7. #5
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    Li nummeri

    Conterò poco, è vero:
    - diceva l'Uno ar Zero –
    - ma tu che vali? Gnente: propio gnente
    sia ne l'azzione come ner pensiero
    rimani un coso vôto e inconcrudente.

    Io, invece, se me metto a capofila
    de cinque zeri tale e quale a te,
    lo sai quanto divento? Centomila.

    È questione de nummeri. A un dipresso
    è quello che succede ar dittatore
    che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

    Trilussa

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  9. #6
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    Ode saffica (aprile 1905)

    Io vivo fuori del mondo reale
    Vivo in un sogno, vivo in un idea
    un’idea che m’innalza, mi ricrea nella miseria
    Il sangue nelle vene si ravviva
    come i ruscelli al cader della pioggia.
    Io schiavo del pensier ora divenni un sognatore.
    Gli strali del mio povero cervello
    Che il cuore a me uccidevano ed il mondo s’arrestano,
    si smussano placati interrogando.
    Una forma gentile li ha domati
    a lei l’ardita piegano carne
    si prostrano all’imagine adorata muti ammirando.
    Tra i lampi del pensiero annientatore fra le battaglie,
    fra le delusioni te vidi pura e fulgida fanciulla nell’innocenza.

    Carlo Michelstaedter

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  11. #7
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    Prosciugata

    Prosciugata
    Di parole che non porteranno a niente
    Prosciugata
    Di sentimenti sparsi nel vento
    Liberi di essere presi
    Da chiunque voglia respirarmi
    Prosciugate
    le mie lacrime
    versate
    in attesa di nuova pioggia
    per irrorare la mia linfa
    e riempirmi di me
    e rifiorire

    Eva Bosi (la nostra Evy ) dalla raccolta Eva contro Eva

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  13. #8
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    Grazie di Cuore Mine

  14. #9
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    Stavolta partiamo con il turbo iniziando con la poesia di Hot
    Come quasi tutti sapete, chi vuol proporre qualcos'altro può sempre farlo

    19 MARZO

    Mille date evidenziate:
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    Su domani nessun segno!

    Sono promemoria, i segni;
    ma domani non lo scordo,
    proprio perché non ve n’è alcuno!

    Domani è ciò che hai nella testa,
    domani è quello che hai nel cuore...
    o proprio perché di lui nulla
    in te rimasto, a ben vedere, cogli.

    Una data che finora sempre
    altri a ricordarti han provveduto.
    Giorno che mai ti ha detto nulla:
    perché troppo ti voleva dire?

    Non più tu nè io, domani,
    ora coetanei: un’esistenza sola,
    ancestrale, atavico ruolo. Padri.
    Redivivo, in me invecchierai.

    Ricordarsi di una data, sempre,
    per mantenere viva una persona;
    facile scordarsi della prima, oggi
    ancor più dell’altra, nel ricordo.

    Anniversario, solo più una ricorrenza,
    tra individui alieni ancorché presenti.
    Ma quella persona un’unica esistenza:
    ben presente pure nella reale assenza.

    Un’esistenza. La tua, che non è la nostra.
    Un’esistenza. La tua, che ora è noi tutti.
    Mai mi accorsi della tua presenza, eppure
    sempre la tua assenza mi è pesata.

    Ora che assente sei per un motivo vero,
    non mi accorgo invece della tua assenza.
    E di te mi pesa adesso la presenza.

    Insegnandomi nulla, in vita, invero
    tutto mi illudevo di avere da te appreso;
    ma molto di più la tua morte infine
    mi ha trasmesso che la tua esistenza intera .

    Ho imparato allora chi tu non eri,
    ho capito mio malgrado nostra madre,
    chi e che cosa i figli vostri; ma …
    Chi io sono sempre hai taciuto!

    Perché da solo imparar dovevo
    che io un figliolo tuo non sono;
    e l’illuminante verità, quanto ovvia
    nel mio deserto, traumatica, scoprire:
    io sono te!

    Hot

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  16. #10
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    Scusate il ritardissimo, intanto posto la mia proposta.
    Saffo (lo so, di nuovo, ma la amo e poi non consco molti poeti); spero di poter commentare a breve la poesia di Hot.


    Vorrei veramente essere morta.
    Essa lasciandomi piangendo forte,

    mi disse: « Quanto ci è dato soffrire,
    o Saffo: contro ogni mia voglia
    io devo abbandonarti ».

    « Allontanati felice » risposi
    « Ma ricorda che fui di te
    sempre amorosa.

    Ma se tu dimenticherai
    (e tu dimentichi) io voglio ricordare
    i nostri celesti patimenti:

    le molte ghirlande di viole e rose
    che a me vicina, sul grembo
    intrecciasti col timo;

    i vezzi di leggiadre corolle
    che mi chiudesti intorno
    al delicato collo;

    e l'olio da re, forte di fiori,
    che la tua mano lisciava
    sulla lucida pelle;

    e i molli letti
    dove alle tenere fanciulle joniche
    nasceva amore della tua bellezza.

    Non un canto di coro,
    né sacro, né inno nuziale
    si levava senza le nostre voci;

    e non il bosco dove a primavera
    il suono... ».

  17. #11
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    La poesia di Hot mi ha molto colpito perché ha riportato a galla sentimenti sopiti e sensazioni che credevo dimenticate...
    La figura paterna per ognuno di noi rappresenta, credo, la proiezione di noi stessi su questa strana cosa che chiamiamo esistenza.
    Curiosamente, avevo anch'io pensato di postare una mia poesia per ricordare mio padre in occasione di San Giuseppe.
    Lo stile di Hot, il suo modo di scrivere, ha il pregio di colpirmi direttamente sia il cuore, sia il cervello. E' asciutto, diretto, senza fronzoli. E' sincero.
    Ed io sono un suo sincero ammiratore
    Il finale ci fa riscoprire quello che molti affermano con superficialità e che è invece il senso vero della nostra vita: noi siamo tutti sangue del nostro sangue...

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  19. #12
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    Predefinito 19 marzo

    Un’esistenza. La tua, che non è la nostra.
    Un’esistenza. La tua, che ora è noi tutti.
    Mai mi accorsi della tua presenza, eppure
    sempre la tua assenza mi è pesata.

    Ora che assente sei per un motivo vero,
    non mi accorgo invece della tua assenza.
    E di te mi pesa adesso la presenza.

    Insegnandomi nulla, in vita, invero
    tutto mi illudevo di avere da te appreso;
    ma molto di più la tua morte infine
    mi ha trasmesso che la tua esistenza intera .


    Queste strofe mi commuovono.
    Non so cos'altro aggiungere, credo parlino da sole.

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  21. #13
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    Non lo so, penso che nella poesia l'amore si è intrecciato con la paura.
    "...E di te mi pesa adesso la presenza.
    .................................................. .
    e l’illuminante verità, quanto ovvia
    nel mio deserto, traumatica, scoprire:
    io sono te!"

    Francamente, non capisco il motivo di questa paura: o non puoi essere come tuo padre, o sei troppo simile a lui.
    Magari ho tradotto male la poesia.

  22. #14
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    Dapprincipio questa poesia sembra quasi spiritosa, poi si fa seria e profonda, quasi autopsicanalitica. Nell'analisi della figura del padre, del rapporto tra lo stesso padre e se stesso, del ricordo del genitore c'è una partecipazione forte ma molto lucida.
    Mi viene spontaneo ringraziare Hot per avere condiviso con noi una poesia così intima che, è vero, parla da sola, non è facilmente commentabile, sembra quasi di essere indiscreti.

  23. The Following 2 Users Say Thank You to alessandra For This Useful Post:


  24. #15
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    Predefinito Seconda proposta

    Poesia della moglie

    Ed è chiaro che, alla fine, lei è caduta giù
    dalla luna, non come una
    snella Cinzia a Delfi, dopotutto
    non è diciassettenne, ma con la grazia
    sensuale e l'implacabilità personale
    di una dea dei nostri tempi; così lui dice a
    se stesso di notte vedendo il bagliore
    del sonno di lei nella metà (due-terzi a rigore)
    del loro letto, il claire de lune della spalla
    e della fronte dietro le nuvole scure
    dei capelli. Lui beve il suo vino
    e ingoia più pillole. Gli uccelli
    cantano la loro prima mattinata, piccoli cinguettii e
    frinire di insetti, e fuori la prima luce
    vela la finestra. Il giorno sarà orribile,
    nervoso, cupo e pieno di tensione. L'ultima
    sigaretta, il sorso finale di chardonnay,
    e si stringe contro il caldo bagliore di lei,
    pensando a quando dodicenne
    nuotava nel caldo laghetto oltre
    gli olmi e gli alberi di noce al limite
    del prato. Si rigirava come una carpa assonnata
    tra le ninfee, sotto le libellule
    e le nuvole roventi dei vecchi giorni d'estate.

    Hayden Carruth

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