Cina, 1899-1900. Il declinante impero sta bruciando gli ultimi, tenui fuochi di un passato glorioso. E mentre le potenze occidentali conquistano concessioni commerciali e porzioni di territorio sempre maggiori, nelle campagne, dove la penetrazione straniera è assai meno capillare, i boxer si preparano alla vittoria estendendo la loro influenza sulla popolazione. A Shishan la vita della comunità inglese scorre ancora tranquilla quasi come un tempo, anche se si diffondono a macchia d'olio i sintomi di un crescente fermento sociale. Una giovane di buona famigla giunta da poco in città, Helen Frances, vi scopre il turbine della passione con Henry Manners, un ufficiale inglese che le fa provare anche l'oppio.


Ho preso questo libro un po' "a caso" in biblioteca non conoscendo nulla dell'autore e immaginando, dal titolo, descrizioni di case di piacere stile "Memorie di una geisha", niente di più lontano dalla realtà, il libro è un affresco preciso e avvincente di un periodo della storia cinese, di cui francamente non sapevo nulla, in cui i colonizzatori inglesi, cattolici, se la sono vista veramente brutta, con il beneplacito del potere Imperiale che ha avallato violenze e soprusi di ogni tipo delle popolazioni locali verso gli "stranieri". Il palazzo del titolo è tutto fuorché un palazzo di piaceri. Il racconto è ben fatto anche se all'inizio stenta un po' a decollare, sopratutto perché Williams è molto meticoloso nelle descrizioni di ambienti, situazioni storiche e personaggi, ma se si ha la costanza di proseguire non può' non "avvincere", c'è tutto: amori appassionati, guerra, violenza intrighi, scontro di religioni e il tema del razzismo e dell'odio verso il "diverso" (da una parte e dall'altra della barricata). I personaggi sono, come dicevo, caratterizzati benissimo al limite del maniacale, e l'autore ti porta con maestria ad affezionarti a un certo personaggio, poi lo fa "evolvere" verso comportamenti molto dubbi e poi te lo fa detestare, salvo poi farlo riscattare alla fine, a me è successo con le due protagoniste femminili, Helen Frances e Nellie, la prima all'inizio sembra la classica "eroina" da romanzo rosa, bella, sprovveduta ma "positiva", la seconda è la classica "matrona inglese" dei primi Novecento, austera e inflessibile nelle sue regole puritane; il racconto porta a invertire l'opinione del lettore sulle due donne, alla fine secondo me quella che ha "le palle" è Nellie, l'altra...bhe....ve lo lascio scoprire. Fenomenale il personaggio di Harry Manners e quello del Santone Millward.

Un bel romanzone che vi catturerà se siete appassionati di affreschi storici poco conosciuti inseriti in contesti avvincenti. Voto 4/5