TRAMA
Roth scatenato è la biografia di un peso massimo della letteratura americana contemporanea: il frutto di una collaborazione lunga dieci anni fra l'autrice, Claudia Roth Pierpont (che con lo scrittore non intrattiene alcun grado di parentela), e Philip Roth. La Pierpont ricostruisce - per la prima volta in modo tanto organico e documentato - la vita letteraria di Roth e la genesi delle oltre trenta opere da lui partorite in mezzo secolo di quasi ininterrotta attività. Importantissimo, qui, è proprio l'aggettivo «letteraria»: se dal dato strettamente biografico non è infatti mai possibile prescindere del tutto quando si analizza la produzione artistica di uno scrittore, nel caso di Roth la contiguità dei due piani ha sempre rischiato di ingenerare, sia nel lettore comune sia nella critica, una pericolosa quanto feconda e ben sfruttata confusione. Una delle difficoltà di scrivere delle opere e della vita di Roth, dunque, sta proprio nello scoprire dove possono iniziare e finire queste maschere e cosa rivelano quando vengono sollevate. Non a caso, infatti, Nathan Zuckerman a un certo punto «dice» al suo autore: «la mia ipotesi è che tu abbia scritto cosí tante metamorfosi di te stesso da non sapere più né chi sei né chi sei mai stato. Ormai non sei altro che un testo ambulante». Ma ovviamente Philip Roth è molto di più di «un testo ambulante»: sotto le tante maschere della letteratura c'è un uomo complesso, spesso ferito dalla vita ma che non ha mai smesso di cercarla, e amarla, in tutte le sue infinite forme.

COMMENTO
La scrittura della Pierpont non mi ha del tutto entusiasmata, l'ho trovata un po' piatta e ripetitiva. Tuttavia, credo che avrei divorato un libro del genere anche se fosse stato scritto da un ragazzino delle scuole medie: leggere di Philip Roth e dei libri di Philip Roth è sempre una gioia per l'anima. In generale, amo moltissimo leggere le biografie degli autori che apprezzo, ma nel caso di Roth l'esperienza è stata ancora più intensa: nei libri di Roth c'è così tanto della vita di Roth (dietro la maschera di Nathan Zuckermann o di un personaggio chiamato, guarda un po', Philip Roth) che conoscere quello chi è l'autore è fondamentale. E al tempo stesso, è fondamentale capire quando invece, come in "Lamento di Portnoy", di Roth c'è molto meno di quanto la critica voglia fare credere.
Avevo letto solamente due romanzi di questo grande uomo, ma sono contenta di essere incappata in questa biografia (che credo non sia nemmeno del tutto una biografia, dal momento che i capitoli seguono soprattutto la produzione letteraria di Roth, e gli episodi biografici sono solo un pretesto, uno sfondo, qualcosa di cui parlare per meglio approfondire la trattazione letteraria) prima di gettarmi a capofitto nella scoperta della sua bibliografia. Perché ora so cosa aspettarmi, e ho qualche strumento in più per apprezzare più a fondo la sua produzione.