Quella di un uomo il cui massimo obiettivo è passare tutta la giornata in pigiama potrebbe non sembrare un'esistenza interessante. Ma non se quell'uomo è Paco Roca. L'autore spagnolo, dando ulteriore saggio della maestria che l'ha fatto diventare una delle principali firme del fumetto iberico, ci parla della vita quotidiana, sua e di noi tutti, trasformandola in spunto per riflessioni al contempo profonde e divertenti, figlie di quel suo tipico sguardo ironico ma sempre attento ai piccoli particolari, i più importanti. (Quarta di copertina)

Forse di un autore che ha avuto successo per una sua opera, Rughe su un anziano affetto da malattia di Alzheimer, non bisognerebbe iniziare da altro perché se ne rimane delusi. Così faccio un breve commento sospendendo un po' il giudizio, perché quest'operina di Paco Roca è simpatica,ma smilza, effimera, autoreferenziale. Trovo un paio di cose geniali che mi danno l'idea che la sua opera maggiore sia veramente bella: l'autoironia (ad esempio si definisce l'uomo banderuola perché si adatta a tutto quello che pensa gli altri si aspettano da lui) e la sua vita in pigiama (con il pensiero ad una foto di Hugh Hefner, l'editore di Playboy, attorniato dalle sue conigliette).