Roma, 11 agosto del 1492. Papa Innocenzo VIII è morto da poco. Il trono pontificio è vacante, il popolo romano aspetta con impazienza l'elezione di un nuovo pontefice. Roma, senza un capo, è abbandonata a se stessa. Le strade, infestate da ladri e malviventi, sono pericolose. Serve un papa che sappia tenere le chiavi di san Pietro, ma soprattutto la spada di san Paolo. Alexandre Dumas, con maestria e passione, ci racconta i giochi delle grandi potenze e dei piccoli prìncipi italiani, grazie ai quali Rodrigo Borgia divenne papa Alessandro VI. Ricostruisce il secolo che sta per finire, con le sue grandi menti, Savonarola e Machiavelli, le strategie politiche, le alleanze e l'avventura militare di Cesare Borgia, figlio del papa, la sua parabola e la morte in battaglia. E, infine, intrighi amorosi a non finire, come quelli della bella e fatale Lucrezia, figlia del papa, che morì duchessa di Ferrara. Una magistrale evocazione di una Roma in divenire e di un mondo in transizione, e insieme l'affresco di una famiglia che ha fatto la storia.

Dumas definiva la storia come "il chiodo al quale appendere i suoi romanzi": nel 1837 quando compose il suoi "Delitti celebri", il futuro autore de "Il conte di Montecristo" era ancora un drammaturgo e un giornalista. E "I Borgia", infatti, non è un romanzo storico né una storia romanzata. È la storia di un gruppo efferato di potere, "I Borgia" appunto, sullo sfondo avventuroso, luminoso e ambiguo del Rinascimento italiano, ma scritta in presa diretta, con piglio giornalistico, da un giovane reporter che vuol far colpo col sensazionale, e attento alle tinte forti della cronaca nera.


In generale direi che mi è piaciuta come lettura anche se in molte parti del libro mi sembrava di esser tornata sui libri di storia a scuola. Sicuramente mi piace la scrittura di Dumas:
INIZIO DEL PROLOGO
"C'erano tre uomini, intorno a quel letto di morte, in una camera semibuia del palazzo di Careggi, vicino a Firenze. Era l'8 aprile del 1492."
FINE DEL PROLOGO
"Poiché la sua morte doveva portare con sé molte calamità, il cielo, disse Niccolò Machiavelli, ne volle dare due presagi inequivocabili: un fulmine cadde sulla cupola della chiesa di Santa Reparata e Rodrigo Borgia fu eletto papa"..

Pochi autori sanno scrivere così...

Mi è piaciuto meno invece il libro. Poco romanzato, in questo libro Dumas ha voluto più che altro raccontare i fatti, le alleanze politiche e la situazione generale in Italia. Come fosse un resoconto storico.
Avrei voluto capire maggiormente i Borgia come persone e come famiglia. Inoltre la figura di Lucrezia è stata marginale in tutto il libro.