Uscito nel 1893, questo romanzo racchiude i consueti elementi dell'opera di Jerome e ne aggiunge di nuovi. Dalle annotazioni per un romanzo mai scritto ritrovate dal narratore, prende il via un racconto nostalgico e divertito che rimanda a un gruppo di giovani amici di belle speranze. Per mesi, i quattro, decisi a scrivere un romanzo a più mani, si riuniscono per vagliare idee, accordarsi su una trama, definire i personaggi. Si inseriscono così nel testo infiniti racconti, divagazioni, idee e personaggi, su cui si posa lo sguardo di Jerome, sempre pronto e attentissimo, sospeso a metà fra l'ingenuo stupore di un bambino e la cinica beffa di un uomo disincantato. Del resto, come lui stesso scrive nel prologo al testo, "quello che uno scrittore scrive, sono i pensieri che a lui piace far credere di aver pensato.

Riporto alcune citazioni per farvi capire che genere di considerazioni potrete trovare nella lettura.
Lo stile è sempre quello di tipico dell'autore, tra serie e faceto, ve lo consiglio.

- Mia nonna morì ricca d'un milione di dollari, che lasciò a un istituto di carità. Se avesse saputo che ero stato io a salvarla dalla rovina, si sarebbe mostrata più grata.

- Quello che desiderate non potete averlo, e quello che potete avere, non lo desiderate.

- Un uomo è pietoso perchè gli fa piacere d'essere pietoso, appunto come un altro è crudele, perchè la crudeltà gli piace. Un grand’uomo fa il suo dovere perchè la coscienza del dovere compiuto gli dà una gioia maggiore di quella che avrebbe dalla liberazione del dovere. Il religioso è religioso perchè trova una gioia nella religione; l’onesto è onesto perchè la disonestà lo farebbe infelice. La stessa abnegazione non è che un sottile egoismo: noi preferiamo l’esaltazione mentale ch’essa ci dà al godimento dei sensi che sta all’altra estremità. L’uomo non può essere che egoista. L’egoismo è la legge della vita. Ogni cosa, dalla più remota stella fino all’insetto più minuto che striscia sulla terra, lotta per sè, secondo le proprie forze; e su tutto domina l’Eterno, che lavora per sè. Questo è l’universo.