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 La gemella sbagliata

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Discussione: Morgan, Ann - La gemella sbagliata

  1. #1
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    Predefinito Morgan, Ann - La gemella sbagliata

    Helen ed Ellie sono gemelle. Identiche. Almeno così le vedono gli altri. Ma le due bambine sanno che non è così: Helen è la leader, Ellie la spalla. Helen
    decide, Ellie obbedisce. Helen pretende, Ellie accetta. Helen inventa i giochi, Ellie partecipa. Finché Helen ne inventa uno un po' troppo pericoloso:
    scambiarsi le parti. Solo per un giorno. Dai vestiti alla pettinatura ai modi di fare. Ed ecco che Ellie, con la treccia di Helen, comincia a spadroneggiare,
    mentre Helen si finge la sottomessa e spaventata Ellie. È divertente, le due bambine ridono da matte. Ci cascano tutti, perfino la mamma. Ma, alla sera,
    quando il gioco dovrebbe essere finito, e Helen pretende di tornare a essere se stessa, Ellie per la prima volta dice di no. Ormai è lei la leader. E non
    tornerà indietro. Da questo momento, per la vera Helen comincia l'incubo...
    Un capolavoro di suspense e inquietudine, che riesce a raccontare in modo straordinario la discesa agli inferi della protagonista, nonché la facilità con
    cui si possono manipolare le persone e distorcere la realtà. Perché non tutto è come sembra, anche nelle migliori famiglie, e in quella di Helen ed Ellie
    ci sono molti più segreti di quanti le bambine stesse possano immaginare. Al punto che un gioco innocente, forse, non è mai stato solo un gioco.
    Una lettura tesa e avvincente, che vi farà girare le pagine vorticosamente, e che fa di Ann Morgan una delle voci più sorprendenti del thriller psicologico.

    Un gioco d’infanzia, uno scambio di persona, una famiglia complicata, equilibri fragili ed una buona dose di stranezze sono gli ingredienti di questo libro all’apparenza stupefacente, ma in fin dei conti abbastanza prevedibile.
    Questa, in estrema sintesi, è la mia opinione personale sull’esordio letterario dell’inglese Ann Morgan, “la gemella sbagliata”, pubblicato da Piemme pochi mesi fa. La storia si sviluppa tra Londra e Manchester, con una piccola parentesi olandese e la protagonista e voce narrante è Helen, o Smudge, anche se da anni per tutti lei è Ellie. Cos’è successo? Tutto comincia quando Helen ed Ellie hanno sette anni e sono due gemelle fisicamente identiche, ma con personalità molto diverse. Helen è sempre stata la leader, quella che fa tutto perfettamente, la gioia della mamma. Ellie, invece, è sempre stata quella con dei problemi, la ritardata, quella che fa guai e rovina sempre tutto. Helen tiranneggia la sorella, la tratta duramente, le mette contro le amiche, non perde occasione per deriderla, per darle una lezione, per sottoporla a nuovi giochi inventati da lei. E proprio uno di questi giochi cambierà la vita di entrambe: un giorno Helen propone ad Ellie di scambiarsi i ruoli, i vestiti, le personalità… la cosa sembra funzionare, nessuno nota lo scambio, neanche la loro madre impegnata a flirtare con il suo nuovo compagno che sceglie proprio quel giorno per trasferirsi nella loro casa… Ellie, perciò, prende lo scambio sul serio, al punto di non voler più tornare indietro. E quando Helen prova a dire la verità, Ellie sfrutta ciò che tutti dicevano di lei prima: è una stupida che vuole attirare l’attenzione ed inventa sempre storie assurde. Così Ellie si appropria della vita di Helen, bella, soddisfacente, normale. E ad Helen cosa resta? Il vuoto, l’incomprensione, lo sgomento. Da questo gioco le due ragazze non torneranno più indietro, finendo per restare intrappolate l’una nella vita dell’altra. Cosa accadrà? Come andrà a finire questa storia balorda ed incredibile, ma purtroppo plausibile?
    Che dire…? Questo libro ha scatenato in me sensazioni contrastanti: all’inizio, dopo poche pagine, mi ero quasi convinta che non mi sarebbe piaciuto, che non avrei sopportato i continui salti temporali tra presente e passato, né il degrado e lo squallore in cui la protagonista vive nel presente. Proseguendo nella lettura, però, la curiosità di completare il puzle mi ha portata a ricredermi: la storia regge fino alla fine in modo dignitoso ed apprezzabilissimo, sebbene il finale non mi abbia del tutto soddisfatta. Il merito da riconoscere ad Ann Morgan è quello di aver saputo caratterizzare i personaggi in modo equilibrato e verosimile, in particolare differenziando le due gemelle al punto giusto; inoltre la storia non cade mai nel patetico e non si esagera mai né in positivo, né in negativo. Così la sensazione di degrado che si avverte per la vita della protagonista si supera leggendo di situazioni in cui lei è stata bene; allo stesso modo i salti temporali diventano più tollerabili e sono sostituiti dalla curiosità di sapere cos’ha condotto alla situazione attuale. I difetti, come già accennato, sono la scarsa originalità ed il tono sempre piuttosto prevedibile della storia. In realtà, a mio modesto parere, questo libro non è propriamente un thriller: non saprei in che altro genere inserirlo, ma qui non c’è un colpevole da scoprire, non c’è un colpevole da smascherare. C’è una storia paradossale, con degli aspetti psicologici importanti da analizzare, ma null’altro.
    Detto questo, sebbene non sia un thriller psicologico con la suspense di Wulf Dorn, è comunque un buon libro, che incuriosisce e si fa leggere piacevolmente. Un’ottima lettura per un week-end, senza grossi colpi di scena o stravolgimenti di sorta. Consigliato, dunque, ma senza troppe pretese!
    Ultima modifica di elisa; 04-23-2017 alle 05:25 PM. Motivo: format titolo

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