Da Ibs: In un dialogo appassionato, Noam Chomsky e Andre Vltchek, osservatori acuti e partecipi di ciò che accade in ogni angolo del globo, affrontano senza pregiudizi i peggiori crimini compiuti dall'Occidente dal secondo dopoguerra a oggi. Muovendosi nelle diverse aree geopolitiche, dall'Europa orientale al Sudest asiatico all'Africa al Medio Oriente al Sudamerica, il grande studioso e il giornalista d'inchiesta svelano gli interessi dell'imperialismo che sempre si celano dietro a guerre, massacri, miseria. Ma se entrambi hanno dedicato la vita alla lotta, scontrandosi continuamente con la censura dei paesi "liberi", è perché sanno anche cogliere, nello scenario desolante del mondo governato dall'Occidente, motivi di rinnovamento e di speranza in un mondo finalmente libero dal terrore e dalle sue cause.

Se le tesi sono a volte estreme, è interessante per una volta leggere una prospettiva ribaltata, che supera la consueta divisione del mondo in occidente-buono, sud del mondo-cattivo. È credibile la lettura secondo cui America, Europa e Australia, forti di una superiorità economica assoluta, possano manipolare la percezione della realtà da parte dei cittadini, disposti a credere che volontà di pace, superiorità culturale e valoriale, "bontà" siano caratteristiche dell'occidente ricco, mentre comportamenti pericolosi, inciviltà, incapacità di difendere i diritti umani ecc. siano tutte prerogative dei vari sud o est del mondo. Una visione così ingenua, eppure così radicata in ciascuno di noi, non può però nascondere che la ricchezza degli uni è troppo spesso motivo di povertà per gli altri, e che la nostra stessa pace e assenza di conflitti ha come contraltare i tanti e troppi conflitti nel resto del mondo, di cui l'occidente non solo non può dirsi innocente, ma che fanno tanto gioco all'economia su cui il nostro prezioso benessere si basa.

Però questo libro mi ha abbastanza delusa. Da un lato perché ripropone la dicotomia (semplicistica, mi pare) tra i buoni, qui rappresentati dagli "altri" , e i cattivi, "noi".
Un po' perché non vengono spiegate in modo accurato le mille situazioni che, secondo gli autori, dimostrerebbero che l'occidente sia ben più 'terrorista' degli altri paesi del mondo. Ho trovato qui chiacchiere in libersà, accenni ad episodi e situazioni, non si portano dati, non si mostrano documenti... speravo in un lavoro più rigoroso.