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Discussione: 31° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #16
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    La prossima poesia è di maclaus

    Nella penombra della stanza
    una chitarra ormai scordata,
    e l'eco di una radio
    in lontananza...

    Sulle note dei ricordi,
    il tempo inesorabile.

    Canzoni e voci e volti
    che ritornano
    e le stanze della memoria
    si riempiono...

    Si colorano
    i ricordi sbiaditi
    con un suono,
    un accordo appena accennato,
    una canzone che a poco a poco
    torna prepotente dal passato,
    colonna sonora
    del tempo andato.

    Torna il passato
    ma il presente è perduto!

    Irrimediabilmente tiranno,
    il tempo passa:
    giorno dopo giorno,
    anno dopo anno.

    Sulle note dei ricordi,
    il presente è già passato...

    (maclaus)

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  3. #17
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    Questa poesia mi riporta all'infanzia.
    Mi piace moltissimo la prima strofa:
    Nella penombra della stanza
    una chitarra ormai scordata,
    e l'eco di una radio
    in lontananza...

    Non ho mai suonato la chitarra ma ascoltavo moltissimo la radio che trasmetteva canzoni melodiche e lente, e viaggiavo con i pensieri e tutto mi sembrava eterno.
    Mi ha riportato in un'atmosfera di dolce malinconia.

  4. #18
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    "Torna il passato
    ma il presente è perduto!"


    “DIMENTICATELO!” - Dice il cervello – "il passato ruba e uccide il presente, vivi adesso,"qui e ora", nascondi la chitarra e spegni la radio , colonna sonora del tempo andato - la trappola mentale di un amore non corrisposto. Non guardare vecchie foto, annullare l'iscrizione a tutte le reti sociali, spegnere Internet, buttare via il computer, per rinascere…"
    Ma come spegnere l'anima e il cuore? ...Ho la nuova bici

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  6. #19
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    Citazione Originariamente scritto da shvets olga Vedi messaggio
    "Torna il passato
    ma il presente è perduto!"


    “DIMENTICATELO!” - Dice il cervello – "il passato ruba e uccide il presente, vivi adesso,"qui e ora", nascondi la chitarra e spegni la radio , colonna sonora del tempo andato - la trappola mentale di un amore non corrisposto. Non guardare vecchie foto, annullare l'iscrizione a tutte le reti sociali, spegnere Internet, buttare via il computer, per rinascere…"
    Ma come spegnere l'anima e il cuore? ...Ho la nuova bici
    ...E non lasciare andare un giorno
    Per ritrovar te stesso
    Figli di un cielo così bello
    Perché la vita è adesso...

    Hai ragione, dolce Olga

    ...il mio alter ego maclaus sta cominciando a rompermi le scatole con 'sta storia del tempo che fugge via...

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  8. #20
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio

    ...il mio alter ego maclaus sta cominciando a rompermi le scatole con 'sta storia del tempo che fugge via...
    Anche il mio, e per lui ho comprato la bici nuova per tenere fuori "cattivi pensieri"

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  10. #21
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    Meno male che c'è Olga con la sua bici perché a me la poesia di maclaus ha messo quasi paura, nonostante si sia espresso in modo (come sempre) lieve e delicato. Non sono una nostalgica, ma sono certa di non vivere pienamente la mia vita e ieri ho compiuto 49 anni Dovrò imparare a pedalare

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  12. #22
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    Vi propongo la prossima poesia ...

    Di mia madre


    Di mia madre nulla saprei dire –
    come ripeteva rimpiangerai un giorno,
    quando non ci sarò più, e come non credevo
    né nel "più", né nel "non ci sarò",
    come mi piaceva guardare, quando leggeva
    un romanzo alla moda,
    sbirciando subito l'ultimo capitolo,
    come in cucina, reputando che questo non è per lei
    il luogo adeguato, prepara il caffè domenicale,
    oppure, ancora peggio, i filetti di merluzzo,
    come attende l'arrivo degli ospiti e si guarda
    allo specchio,
    facendo quella faccia che la proteggeva
    efficacemente dal
    vedere realmente se stessa (cosa che, pare,
    ho ereditato da lei, assieme ad alcune altre debolezze),
    come poi disinvoltamente disserta di cose
    che non erano il suo forte, e come io scioccamente
    la stuzzicavo, come in quella occasione in cui si
    paragonò a Beethoven facentesi sempre più sordo,
    e io dissi, crudelmente, ma sai, egli
    aveva talento, e come tutto mi perdonava
    e come io lo ricordo, e come volavo da Houston
    al suo funerale e in aereo veniva proiettato
    un film comico e come piangevo di riso
    e di rimpianto, e come non ero in grado di dire nulla
    e continuo a non esserlo.

    Adam Zagajewski

  13. #23
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    Se non commento non è per indifferenza a questa poesia, tutt'altro, ma non ce la faccio ad esprimermi.

  14. #24
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    Anche per me è molto difficile commentare questa poesia perché contiene molti riferimenti "quasi" personali...
    Mi fa rivivere sentimenti e sensazioni provate quando è mancata mia madre...
    E' molto toccante...come credo debba essere ogni poesia che si rispetti.

  15. #25
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    Stupenda e commovente. Mi colpisce il suo realismo, la mancanza di ipocrisia, il franco riferimento anche al lato negativo del rapporto tra madre e figlio. E quel film comico alla fine suona come una pugnalata.

  16. #26
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    La prossima poesia è di un'autrice di cui in questo periodo, grazie al GdL, si è parlato molto qui nel forum e la cui lettura vorrei approfondire.

    Papaveri a luglio di Sylvia Plath

    Piccoli papaveri, piccole fiamme d’inferno,
    Non fate male?
    Guizzate qua e là. Non vi posso toccare.
    Metto le mani tra le fiamme. Ma non bruciano.
    E mi estenua il guardarvi così guizzanti,
    Rosso grinzoso e vivo, come la pelle di una bocca.
    Una bocca da poco insanguinata.
    Piccole maledette gonne!
    Ci sono fumi che non posso toccare.
    Dove sono le vostre schifose capsule oppiate?
    Ah se potessi sanguinare, o dormire! –
    Potesse la mia bocca sposarsi a una ferità così!
    O a me in questa capsula di vetro filtrasse il vostro liquore,
    Stordente e riposante. Ma senza, senza colore.

  17. #27
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    Amo in modo particolare le poesie di Sylvia, soprattutto questa e "Papaveri in ottobre", in qualche modo simile.
    Il tema dei papaveri e del loro simbolismo col sangue, che è vita, e con i farmaci, la parte onirica, è evidente.
    Il rosso solitamente viene associato al pathos, al sentire, al vivere, alla corposità quindi si capisce il suo desiderio ma nello stesso tempo il suo rifiuto verso questo colore.
    Vivere la vita intensamente oppure dormire, chiudere gli occhi, non ci sono vie di mezzo.
    Di struggente bellezza!

  18. #28
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    In questo periodo avete parlato molto di Sylvia Plath e, grazie a voi, è un'autrice che sento viva e vicina.
    Questa poesia, stupenda e dolorosa, sembra mettere in luce l'incompatibilità di Sylvia con la vita, il loro non comprendersi, attrarsi a vicenda e sfuggirsi. Metto le mani tra le fiamme. Ma non bruciano.
    Il papavero è vita (sangue) e oblio (farmaci) e il conflitto tra questi due aspetti sembra distruggere chi scrive.

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  20. #29
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    Abbiamo finito, mi pare ... apro il prossimo poeticforum ... estivo

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