Trama tratta dal sito di Bianca Pitzorno:

Il romanzo racconta di una ‘bambina lupo’ trovata piccolissima tra i monti dell’Ircania e trasportata ad Alicarnasso, dove regna come satrapo Ada, che la custodisce amorevolmente nel suo bestiario. Siamo nel V secolo avanti Cristo. Alessandro Magno ha lasciato la Grecia a capo di una grande spedizione che dovrà conquistare l’Asia. Sconfigge i persiani in diverse battaglie e arriva ad Alicarnasso; qui Ada, conoscendo la sua passione per le scienze naturali, gli regala la bambina lupo. A questo punto succede un fatto straordinario: Bucefalo, il cavallo di Alessandro, che non si lascia avvicinare né cavalcare da nessuno, ‘adotta’ la piccola selvaggia, e un successivo oracolo la indica collegata col popolo delle Amazzoni.
Alessandro se ne fa tutore, le sceglie come famiglia adottiva quella del filosofo cinico Diomede, e –considerando che un giorno forse regnerà sul popolo guerriero delle amazzoni- le fa dare un’educazione maschile. La bambina, chiamata Myrtale, cresce all’interno del grande campo mobile. Della carovana infatti non fanno parte solo i militari, ma le loro famiglie, moltissimi studiosi della natura, filosofi, burocrati, artigiani, artisti. A parte la bambina lupo e la sua famiglia adottiva, tutti i personaggi di questo romanzo sono storici, esistiti davvero e documentati dalle fonti. Quando Myrtale viene a sapere della sua probabile appartenenza al popolo delle amazzoni, comincia a sognare; desidera ardentemente ritrovare sua madre, che suppone ne sia la regina.
La carovana intanto avanza nel cuore dell’Asia. Il grande re Dario viene sconfitto, la sua famiglia, fatta prigioniera, è poi liberata dalla magnanimità di Alessandro. Si fa sempre più grave il contrasto fra i greci tradizionalisti che, secondo il pensiero di Aristotele, considerano i popoli dell’Asia barbari da sottomettere, e il gruppo di Alessandro, che invece li considera alla pari, sudditi come i greci, ne rispetta le usanze, e li incorpora nell’amministrazione.
La carovana arriva in India; Alessandro è affascinato dai mistici che praticano la teoria della non violenza, vorrebbe proseguire fino al Gange, ma l’esercito rifiuta di seguirlo. C’è una battaglia campale contro il re Poro, che combatte con gli elefanti. Per la prima volta Myrtale ha esperienza diretta della carneficina che è il vero volto della guerra, e ne rimane disgustata.
E’ entrata in contatto col buddismo, ha conosciuto un ragazzino, figlio di re, che fa il mendicante –il kela- a favore di un pio anacoreta, e che la introduce alla religione della non violenza. Così che, quando nel bosco sacro Myrtale ha finalmente una visione che le mostra la madre, costei si spoglia delle armi gettandole al suolo, come a spiegarle che le donne non devono emulare gli uomini nelle loro qualità peggiori, ma distinguersi praticando la mitezza, la compassione e l’amore.
Nell’ animo di Myrtale matura una nuova concezione della vita, molto diversa da quella di Alessandro e degli altri greci. Così decide di abbandonare la famiglia adottiva e la carovana e di andare a servire il pio eremita, sostituendo il kela precedente.
E’ il primo dei miei romanzi dove emerge esplicitamente un pensiero femminista, anche se ambientato in un contesto lontano nel tempo.
L’aggressività delle amazzoni e la mitezza e solidarietà dei seguaci della non violenza rappresentano i due poli tra i quali si dibatteva in quegli anni la dialettica e la discussione tra il femminismo.
Il libro venne successivamente tradotto in greco.

Mio commento:
Per me è un libro bellissimo, amo i libri di Bianca Pitzorno, che per me è un'ottima scrittrice di formazione.
Questo libro ha una varietà di argomenti sapientemente mescolati, scritto come un romanzo storico ma che al suo interno ha un messaggio etico interessantissimo e sempre attuale.